Case di comunità, Cgil Marche controreplica a Calcinaro: "Tutto doveva essere operativo al 30 giugno"
Prosegue il botta e risposta sulla situazione delle Case di comunità nelle Marche. La vicenda prende il via il 1° luglio, quando Cgil, Cisl e Uil di Macerata, insieme alle rispettive federazioni dei pensionati, diffondono un comunicato con cui esprimono forte preoccupazione per la mancata apertura di un confronto con l'Ast di Macerata sui temi della sanità territoriale.
I sindacati lamentano mesi di richieste di incontri rimaste senza risposta e contestano lo stato di attuazione delle Case di comunità previste dal Pnrr, sostenendo che, a quella data, risultasse operativa soltanto la struttura di Treia. Tra le criticità evidenziate anche la carenza di personale, ritenuta un ostacolo all'effettiva erogazione dei servizi previsti dal DM 77/2022, oltre ai timori per l'aumento delle rette delle strutture residenziali. Le organizzazioni sindacali chiedono quindi un confronto urgente con la direzione dell'Ast, annunciando la possibilità di iniziative pubbliche qualora non arrivassero risposte.
Alla presa di posizione dei sindacati hanno replicato sia l'Ast di Macerata sia l'assessore regionale alla Sanità Paolo Calcinaro. L'azienda sanitaria ha respinto le contestazioni, sostenendo che anche le Case di comunità di Civitanova Marche, San Severino, Camerino e Recanati siano già operative e stiano erogando servizi ai cittadini anche prima delle inaugurazioni ufficiali, precisando inoltre che il potenziamento degli organici procederà progressivamente secondo la programmazione regionale e nazionale.
Nel corso dell'inaugurazione della Casa di comunità di Civitanova Marche, sempre del 1° luglio, alla quale eravamo presenti, l'assessore Calcinaro ha definito premature le critiche delle organizzazioni sindacali, ricordando che la scadenza del 30 giugno rappresentava l'avvio del percorso e che serviranno ancora tre o quattro mesi per completare l'implementazione delle strutture, ampliarne i servizi e accompagnare il tutto con una campagna informativa rivolta ai cittadini. Le dichiarazioni dell'assessore sono state raccolte e pubblicate da noi sul profilo Facebook e Instagram di Picchio News in un reel.
Qui il nostro video:
Proprio riprendendo parti del nostro video, la Cgil Marche è tornata sulla vicenda con una controreplica indirizzata direttamente all'assessore regionale.
"No caro assessore, dal primo luglio tutto doveva essere funzionante dato che la scadenza era fissata al 30 giugno. Per il sindacato, chiedere quale sia lo stato dell'arte delle 29 Case di comunità è un diritto, come è un diritto per i cittadini essere informati su come vengono spesi gli oltre 300 milioni di euro che l'Europa ha stanziato per la sanità marchigiana. Noi assessore in agenda abbiamo una scadenza fissata al 30 giugno, lei al primo luglio avrebbe già dovuto studiare casa per casa e dovrebbe quindi già conoscere come far funzionare bene le Case, viste anche le determine dei direttori generali delle Ast. Ma come si possono mettere sullo stesso piano sindacato e opposizione? Noi caro assessore abbiamo firmato nel 2023 con il presidente Acquaroli un protocollo che impegna la Giunta a un confronto anche sul Pnrr, visti i ritardi oramai accumulati. Ci auguriamo che l'assessore recuperi gli studi arretrati e che la Giunta rispetti gli impegni presi con la firma del protocollo del 2023".
Ecco la contro replica della Cgil Marche:
La presa di posizione della Cgil Marche riaccende così il confronto sulla riorganizzazione della sanità territoriale, riportando al centro del dibattito il rispetto delle scadenze del Pnrr, la piena operatività delle Case di comunità e il confronto tra istituzioni e parti sociali.
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cielo sereno (MC)
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