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Politica Macerata

Macerata, Parcaroli va sotto in Consiglio: maggioranza spaccata sul portavoce. Ecco cosa è successo

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Prima il via libera alla selezione del portavoce del sindaco e responsabile della comunicazione, poi il voto del Consiglio comunale a seguito dell'ordine del giorno firmato dalla minoranza, che invitava l'amministrazione a soprassedere sull'istituzione delle figure di staff. È uno dei passaggi politicamente più significativi della seduta di ieri, con la maggioranza che è andata sotto sull'ordine del giorno presentato da Luciano Pantanetti di Uniamo Macerata. Il documento è stato approvato con 15 voti favorevoli, 14 contrari e 3 astensioni, evidenziando una divisione all'interno della maggioranza che sostiene il sindaco Sandro Parcaroli.

La vicenda nasce dalla decisione dell'amministrazione di rafforzare lo staff del primo cittadino attraverso due figure: il capo di gabinetto, poi sospeso dalla Giunta, e il portavoce del sindaco e responsabile della comunicazione, per il quale è stata invece avviata la procedura di selezione. Il ruolo prevede il supporto al sindaco nella comunicazione, nei rapporti con i media, nella redazione dei comunicati e nell'organizzazione delle conferenze stampa.

È proprio su questa scelta che si è concentrato l'ordine del giorno di Pantanetti. Il consigliere ha chiarito che l'obiettivo non era mettere in discussione la prerogativa del sindaco di dotarsi di figure fiduciarie, ma chiedere di soprassedere alle nomine, considerando le condizioni dell'ente e le carenze di personale.

Pantanetti ha ricordato che durante il primo mandato Parcaroli non aveva ritenuto necessario istituire queste figure, nonostante fosse contemporaneamente presidente della Provincia. Ha quindi posto l'accento sulla capacità assunzionale del Comune, sostenendo che l'inserimento delle due figure potrebbe limitare la possibilità di procedere con altre assunzioni nei settori ritenuti prioritari.

Nel suo intervento ha richiamato anche la situazione dell'ufficio stampa comunale, che in passato contava diversi giornalisti e che oggi è ridotto al minimo. L'ultima dipendente rimasta, ha spiegato, è prossima al pensionamento. Da qui la distinzione tra il portavoce del sindaco, destinato a lavorare esclusivamente al fianco del primo cittadino, e l'ufficio stampa comunale, che svolge invece una funzione per l'intero ente, quindi a servizio di sindaco, Giunta e Consiglio.

Di segno opposto l'intervento di Tommaso Lorenzini, che ha difeso la scelta del portavoce. Il consigliere ha sottolineato la necessità di comunicare in maniera più efficace l'attività dell'amministrazione, ricordando gli impegni del sindaco tra incontri istituzionali, trasferte, cerimonie e attività sul territorio. Con l'imminente pensionamento dell'ultima dipendente dell'ufficio stampa, secondo Lorenzini, il rischio sarebbe quello di ritrovarsi senza una struttura in grado di occuparsi della comunicazione.

Lorenzini ha inoltre sostenuto che la figura è prevista dalla normativa e che uno staff fiduciario del sindaco non rappresenta un'anomalia negli enti locali. Il portavoce, secondo la maggioranza, può quindi diventare uno strumento per rendere più efficace e tempestiva la comunicazione dell'attività amministrativa.

Sul piano economico è intervenuto Marco Caldarelli, che ha richiamato i costi complessivi degli organi politici e degli incarichi collegati all'amministrazione. Il consigliere ha sottolineato come le risorse disponibili debbano essere valutate anche alla luce delle esigenze della macchina comunale e ha richiamato il programma elettorale della maggioranza, nel quale viene indicato il rafforzamento dell'organico nei settori considerati nevralgici, dalla manutenzione ai servizi sociali e all'ufficio tecnico.

Anche Laura Laviano ha annunciato l'astensione, ribadendo la propria contrarietà al capo di gabinetto già espressa nella precedente consiliatura. La consigliera ha auspicato che la sospensione decisa dalla Giunta possa diventare definitiva. Diverso il giudizio sul portavoce del sindaco, figura che ha ritenuto legittima sul piano politico, pur sottolineando la differenza rispetto all'ufficio stampa comunale.

A sostenere l'ordine del giorno, oltre alla minoranza, sono stati Marco Caldarelli, Claudio Carbonari e Andrea Blarasin, mentre si sono astenuti Laura Laviano, Silvano Iommi e Alberto Tombesi. Il documento è quindi passato grazie alle divisioni interne alla maggioranza.

Il voto del Consiglio rappresenta un indirizzo politico, mentre la procedura per il portavoce del sindaco era già stata avviata dall'amministrazione. Resta quindi da capire quali saranno le conseguenze concrete della decisione dell'aula e se il sindaco Parcaroli intenderà proseguire con la selezione.

Tra gli altri provvedimenti affrontati nella seduta c'è stata l'approvazione della variante urbanistica per l'area ex Saram di via Roma, legata al progetto di un nuovo insediamento commerciale. Approvato anche un ordine del giorno sulla viabilità collegata all'intervento. Via libera all'unanimità, inoltre, alla proposta di Andrea Blarasin per un nuovo evento collegato al Macerata Opera Festival, mentre è stata ritirata la mozione di Alberto Cicarè relativa a uno strumento digitale per le segnalazioni dei cittadini, dopo che l'amministrazione ha riferito di essere già al lavoro su un'applicazione.

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