"Le scuole alle Vergini godono di ottima salute” Non c’è da dubitarne, ma i collaudi dove sono?
Duole davvero disturbare ulteriormente l’assessore Lego, ma qualcuno deve avvertirlo che la pubblica amministrazione parla per atti e non per affermazioni. E c’è un altro fastidioso particolare: in un regime democratico le affermazioni apodittiche degli amministratori non servono a nulla. È passato il tempo del marchigiano Marchese del Grillo, anche se lui tende un po’ a somigliargli, se non nel rango almeno nella proiezione esterna.
Ho scritto un articolo in cui affermo che la scuola materna alle Vergini è priva di collaudo e pongo alcune domande all’assessore Andrea Marchiori, in arte Lego, visto che si dà ormai alla carriera attoriale, e al dirigente dell’ufficio urbanistica e lavori pubblici (l’ANAC, Autorità anticorruzione, raccomanderebbe di separare le due incombenze, ma come esiste un rito ambrosiano nella Chiesa cattolica così esiste un rito maceratese nelle cose pubbliche), ingegner Tristano Luchetti, massimo esponente della scuola architettonica dello scatolismo.
Siccome l’opera rientra tra quelle del PNRR, sarà il caso, visto che la PA dovrebbe parlare per atti, che si forniscano i rendiconti. Magari a qualche consigliere comunale viene in mente di fare una domanda formale. Intanto è partito un corposo accesso agli atti chiesto dalle minoranze su gran parte dei lavori pubblici e del PNRR, scuole comprese. Ne vedremo gli esiti.
Ebbene, a queste mie perplessità l’assessore Andrea Marchiori risponde così in un post su Facebook: «C’è chi costruisce e chi tenta di demolire, ma i maceratesi sanno giudicare con la loro testa. Anche stavolta ha suonato la campanella e non l’allarme».
Sì, assessore Marchiori, i maceratesi sanno giudicare con la loro testa e vedremo quale «verdetto» emetteranno.
Perché, carissimo assessore, in base all’articolo 67 del Testo unico dell’edilizia (DPR 380/2001), che prevede «Tutte le costruzioni di cui all’articolo 53 comma 1 (sono quelle in cemento, cemento armato o metallo, ndr) la cui sicurezza possa comunque interessare la pubblica incolumità devono essere sottoposte a collaudo statico», lei dovrebbe citare il numero di verbale, la data, i tecnici che hanno operato per asseverare l’avvenuto collaudo statico della scuola alle Vergini.
Questi dati li ha sì o no? Il verbale ce l’ha sì o no? E siccome le ripeto che la PA parla per atti, è in grado di indicare la data e il numero di protocollo di questo certificato di collaudo statico?
Nel suo post l’assessore Lego allega – è il caso di dirlo – anche la risposta dell’amministrazione comunale, chiamando dunque direttamente in causa Sandro Parcaroli. Il Sindaco è il primo responsabile degli atti del Comune.
Ebbene, la risposta è: «La nuova scuola del quartiere Vergini sotto il profilo della sicurezza, della funzionalità, degli impianti e dei requisiti necessari all’apertura di un edificio scolastico gode ottima salute».
In questo comunicato il Sindaco fa sapere anche che: «In concomitanza con l’avvio del nuovo anno scolastico sono state effettuate tutte le verifiche, le prove e i collaudi previsti per un edificio di nuova realizzazione necessari a garantire la piena funzionalità e poter accogliere in sicurezza studenti, insegnanti e personale scolastico».
Al di là della semplificazione di individuare i bambini di una materna come «studenti», anche qui le chiacchiere stanno a zero.
L’agibilità questa scuola ce l’ha sì o no? La SCA, che si può erogare solo a seguito di collaudo statico, c’è sì o no?
Perché il Sindaco, ammesso che li abbia, invece di affidarsi a Facebook e a messaggi tranquillizzanti, non elenca – dovrebbe essere facile per lui farlo, visto che sono tutti atti che devono essere protocollati – quando e da chi è stato effettuato il collaudo statico, chi e quando ha rilasciato il collaudo di prevenzione incendi e quando e da chi sono stati effettuati collaudo e verifica dei sistemi di sicurezza antincendio, dove è protocollato e chi ha rilasciato il certificato di prestazione energetica, chi ha verificato e certificato il superamento delle barriere architettoniche, a che numero e in che data è stato protocollato il certificato di conformità igienico-sanitaria?
Ripeto: per il resto le chiacchiere stanno a zero.
Essendo la scuola un’opera eseguita nell’ambito del PNRR, oltre a tutti questi certificati c’è un ulteriore obbligo di cui non si fa menzione: la valutazione di vulnerabilità sismica.
Si sa che è prassi dell’ufficio tecnico del Comune di Macerata soprassedere al collaudo perché si applica o il certificato di idoneità statica o il certificato di regolare esecuzione dei lavori, che servono a pagare le ditte, perché le normative degli appalti sono chiare: non si possono saldare le fatture se non dopo il collaudo.
A Macerata si ricorre ad anticipazioni in corso d’opera – gravano un po’ sul bilancio: la cassa così si è quasi azzerata, ma fa niente – poi, con un certificato di regolare esecuzione, si elargisce il saldo.
Tutto regolare, peccato però che ci sia uno specifico limite di legge in cui ricadono le scuole alle Vergini: sopra i due milioni il collaudo statico è obbligatorio.
Anzi, sono proprio i costruttori che dovrebbero esigerlo perché, in base al Codice degli appalti, devono prestare una polizza di assicurazione, la cosiddetta decennale postuma, che le compagnie stipulano solo in presenza di un collaudo statico positivo perché, altrimenti, «l’opera non è formalmente idonea all’uso, e dal punto di vista assicurativo il rischio non è assumibile».
Ora, senza tediare ulteriormente chi legge, è di tutta evidenza che in questa faccenda ci sono in ballo elementi che ricadono sotto quattro diverse previsioni di legge: i collaudi tecnici e le certificazioni obbligatorie sono regolati dal Testo unico dell’edilizia (DPR 380/2001), dal Codice dei contratti pubblici (D.Lgs. 36/2023), dalle Norme tecniche per le costruzioni (NTC 2018) e dalle specifiche norme di sicurezza scolastica.
Ora, non c’è alcun motivo di dubitare dell’affermazione dell’assessore Andrea Marchiori e del Sindaco Parcaroli secondo cui la scuola alle Vergini «gode di ottima salute». Se si potesse però sapere in base a quali certificazioni, rilasciate da chi, quando e registrate dal Comune dove e in quale data, si starebbe tutti più tranquilli. Altrimenti siamo all’oste che garantisce: il vino è buono.
PS – Mi dicono che Sandro Parcaroli ha riunito ieri in tutta fretta i tecnici per valutare se mi poteva denunciare per «procurato allarme» in base all’articolo 658 del Codice penale, che prevede l’arresto fino a sei mesi e un’ammenda da 10 a 516 euro. In Giunta c’è una folta rappresentanza di avvocati: voglio augurarmi che siano in grado di spiegare all’ex commerciante di computer la ratio di quella norma.

nubi sparse (MC)
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