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Visso, musica e spiritualità nel Chiostro di Sant’Agostino: un concerto per Maria e per la comunità

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Per una sera il Chiostro di Sant’Agostino di Visso è tornato a riempirsi di musica, voci e partecipazione. Un appuntamento dal forte valore simbolico quello andato in scena sabato sera con il concerto "Ecce Ancilla Domini", promosso dall’Arcipretura collegiata Maria Santissima di Visso e dedicato alla figura di Maria Santissima.

Un evento che ha assunto un significato particolare per una comunità che riconosce nel chiostro uno dei luoghi identitari della città, simbolo della memoria collettiva e naturale punto di incontro per generazioni di vissani. Il complesso è ancora interessato dagli interventi di recupero e miglioramento sismico dopo il terremoto, motivo per cui l'accesso alla serata è stato contingentato.

Nonostante le limitazioni, il concerto ha rappresentato un segnale di ritorno alla vita di uno spazio profondamente legato alla storia della comunità, restituendogli, seppur temporaneamente, quella funzione di aggregazione che lo ha sempre caratterizzato.

"Abbiamo partecipato a una esperienza di vitalità: questo luogo, tanto caro, è vivo. Ci sono cuori vivi e preghiamo affinché torni ad essere uno dei punti di riferimento per tutti, per bambini e per adulti, come è sempre stato", ha sottolineato don Antonio Pio Capobianco, parroco di riferimento per la zona di Visso.

Protagonisti della serata sono stati la Neraensis Capella Coralis Vissanae Collegiatae Sanctissimae Mariae e un'orchestra composta da nove musicisti, diretti dal maestro Diego Minnozzi. Un connubio tra coralità ed esecuzione orchestrale che ha trovato nel chiostro una cornice particolarmente suggestiva, accompagnando il pubblico in un percorso tra musica sacra, tradizione e devozione mariana.

Il programma ha proposto brani di epoche e autori differenti. "Siamo partiti con un pezzo di anonimo del 1700, poi Exultate justi di Ludovico Viadana, sempre dell’epoca del Rinascimento e il canto mariano Dell'aurora tu sorgi più bella", ha spiegato il direttore Diego Minnozzi, illustrando il programma della serata.

Il percorso musicale è quindi proseguito con un altro brano anonimo dell'Ottocento e con il canto mariano "Il tredici maggio", prima dell'Ave Maria di Jacob Arcadelt, eseguita dal solo coro, e di un brano strumentale. A seguire, il pubblico ha ascoltato "Dulcis Christe" di Michelangelo Grancini, il "Dies Irae" di Wolfgang Amadeus Mozart, lo "Stabat Mater" di Zoltán Kodály e il canto mariano "Vergine Santa".

La serata si è conclusa con un bis affidato ad "Ave Maria Stella" e "I cieli immensi narrano" di Benedetto Marcello.

Tra i momenti più suggestivi della serata, quello in cui è stata illuminata la Madonna di Macereto, trasportata per l'occasione all'interno del Chiostro. Un'immagine capace di unire ulteriormente il significato religioso dell'appuntamento alla cornice storica e spirituale nella quale si è svolto.

Il concerto ha così rappresentato qualcosa di più di una semplice esibizione musicale. In un territorio ancora impegnato nel percorso di ricostruzione, riportare persone all'interno di uno dei luoghi simbolo di Visso significa contribuire a ricostruire anche una dimensione comunitaria, fatta di memoria, tradizioni e momenti condivisi.

La musica si è confermata quindi come uno strumento capace di creare comunità e valorizzare il patrimonio culturale e spirituale, offrendo un segnale della vitalità dell'area montana e della volontà di continuare a promuovere iniziative capaci di mettere in relazione arte, territorio, fede e comunità.

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