Le Marche si confermano protagoniste al Vinitaly, tra visite istituzionali di primo piano e nuovi progetti di promozione del territorio. A Verona, durante la manifestazione, è stato annunciato che sarà Ancona a ospitare nell’autunno 2026 "Vinitaly and the City – Marche in Wine", il fuori salone dedicato ai wine lover che trasforma il vino in esperienza, cultura e scoperta.
L’iniziativa è stata presentata dal presidente della Regione Francesco Acquaroli, insieme ai vertici di Veronafiere e ai rappresentanti del settore vitivinicolo marchigiano. L’evento porterà nel capoluogo dorico una tre giorni di appuntamenti tra degustazioni, incontri e momenti aperti al pubblico, con l’obiettivo di valorizzare non solo il vino ma l’intero patrimonio culturale, gastronomico e ambientale del territorio.
Acquaroli ha sottolineato come Ancona, futura Capitale della Cultura 2028, abbia “tutte le carte in regola” per ospitare un’iniziativa di questo tipo, spiegando che non si tratta solo di promuovere il vino ma di offrire un’esperienza completa tra tradizioni, sapori e identità. Ha inoltre evidenziato come eventi simili possano rappresentare “un’opportunità strategica” per favorire la crescita del settore e l’apertura verso mercati nazionali e internazionali.
Sulla stessa linea il direttore generale vicario di Veronafiere Gianni Bruno, che ha parlato di uno strumento capace di avvicinare direttamente il consumatore e l’enoturista, raccontando attraverso il vino la ricchezza dei territori. Il format, già consolidato a Verona, sarà adattato alle specificità marchigiane con l’obiettivo di coinvolgere l’intera città e creare sinergie con le realtà economiche locali, generando ricadute concrete sul territorio.
Il brand Vinitaly, forte di una rete internazionale di circa un milione di contatti tra operatori e appassionati, contribuirà a proiettare Ancona e le Marche su un palcoscenico globale, rafforzando il ruolo del vino come ambasciatore del Made in Italy e motore di sviluppo turistico.
Nel frattempo, lo stand della Regione Marche al Vinitaly ha attirato l’attenzione delle istituzioni nazionali con la visita del presidente del Consiglio Giorgia Meloni, del ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, del ministro del Turismo Gianmarco Mazzi e del vicepremier e ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini, accolti da Acquaroli e dal vicepresidente Enrico Rossi.
Momento simbolico è stato il brindisi con la premier, realizzato con il Conero DOCG Rosato, nuova tipologia della denominazione tutelata dall’Istituto marchigiano di tutela vini, presentata proprio in questa edizione della manifestazione. Acquaroli ha ringraziato per l’attenzione rivolta al comparto, sottolineando come, nonostante un momento complesso legato anche alle tensioni internazionali, il vino marchigiano continui a dare "grandi soddisfazioni" e rappresenti uno strumento fondamentale di promozione.
Nel suo intervento ha ribadito il ruolo dell’enoturismo come leva strategica per la crescita, evidenziando che offrire esperienze autentiche e creare un rapporto diretto tra visitatori e territorio significa generare valore economico, culturale e identitario.
Un tema ripreso anche dal vicepresidente Rossi, che ha ricordato come le Marche detengano un primato nazionale con il 40% della produzione vitivinicola biologica, sottolineando la necessità di trasformare questo dato in un vantaggio competitivo concreto per lo sviluppo economico e sociale del territorio.
A conferma della vitalità del settore, la terrazza di degustazione libera dello stand regionale ha proposto 212 etichette provenienti da 106 aziende marchigiane, offrendo ai visitatori un’occasione diretta per conoscere la qualità produttiva della regione e intercettare nuovi wine lovers da attrarre nelle Marche.

cielo sereno (MC)
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