Jacopo e Lorenzo Salimbeni, i capolavori ritrovati tornano a San Severino
Un ritorno atteso e dal forte valore simbolico. I capolavori di Jacopo e Lorenzo Salimbeni, tra i massimi interpreti della pittura tardogotica italiana, tornano a essere ammirati nella loro città d'origine. Domenica 4 ottobre, alle ore 12, la Galleria d'Arte Moderna “Filippo Bigioli”, all'interno di Palazzo Comunale, inaugurerà ufficialmente la mostra “Jacopo e Lorenzo Salimbeni da San Severino. I capolavori ritrovati”.
L'esposizione resterà aperta al pubblico fino al 10 gennaio 2027 ed è curata dal professor Stefano Papetti. La mostra è promossa dal Comitato Nazionale istituito dal Ministero della Cultura per le celebrazioni del sesto centenario della morte di Jacopo Salimbeni.
L'iniziativa assume un significato particolare per la comunità settempedana. Dopo un lungo periodo durante il quale le opere dei due fratelli sono rimaste nei depositi, anche a causa della chiusura della Pinacoteca Civica, il progetto consente finalmente di riportare sotto gli occhi del pubblico alcune delle testimonianze più importanti della stagione artistica che rese San Severino uno dei centri di riferimento del Gotico Cortese nelle Marche.
Jacopo e Lorenzo Salimbeni rappresentano infatti una delle espressioni più significative della pittura tardogotica italiana. La loro attività, sviluppatasi agli inizi del Quattrocento sotto il mecenatismo della signoria degli Smeducci, si inserisce nella grande stagione artistica contemporanea a quella di Gentile da Fabriano.
La loro pittura si distingue per l'eleganza delle figure, la ricchezza dei particolari, i cromatismi luminosi e l'impiego raffinato dell'oro e dell'argento. Una produzione capace di recepire le influenze provenienti dall'Europa, dalla Toscana e dall'Italia settentrionale, reinterpretandole attraverso un linguaggio originale profondamente legato alla cultura del territorio marchigiano.
Il percorso espositivo raccoglie alcune testimonianze di particolare pregio. Dalla chiesa di Santa Maria della Pieve provengono due santi staccati e una scena raffigurante la Madonna con gli angeli. Dalla basilica di San Lorenzo in Doliolo arriva invece il suggestivo monocromo, nelle varianti del bruno e del verde, raffigurante il prefetto Egeo, responsabile della persecuzione dei cristiani e soffocato da un demone.
L'opera faceva parte di un più ampio ciclo dedicato a San Lorenzo e consente di approfondire ulteriormente la straordinaria capacità narrativa e decorativa dei fratelli Salimbeni.
Accanto alla mostra dedicata ai Salimbeni sarà allestita anche l'esposizione “San Francesco e San Severino Marche. Arte, storia e memoria”, dedicata al rapporto tra la città e la spiritualità francescana.
La presenza di San Francesco d'Assisi e dei suoi seguaci nell'entroterra marchigiano ha lasciato una traccia profonda nella storia religiosa, culturale e artistica di San Severino. Chiese e luoghi francescani custodiscono ancora oggi una memoria che trova una significativa espressione nelle opere dei Salimbeni, capaci di tradurre episodi religiosi in immagini caratterizzate da eleganza, intensità narrativa e attenzione alla quotidianità.
Le due esposizioni, patrocinate dal Comune di San Severino Marche, contribuiscono così a costruire un unico percorso tra arte, storia, devozione e identità locale.
“Ospitare questa mostra rappresenta un momento di altissimo valore storico e culturale per la nostra città e per l'intera Regione Marche”, sottolinea il sindaco di San Severino Marche, Rosa Piermattei. “Dopo anni di chiusura della Pinacoteca Civica, veder tornare alla luce e restituire alla fruizione pubblica i capolavori dei fratelli Salimbeni, grazie all'impegno del Ministero della Cultura e del Comitato Nazionale nel sesto centenario della morte di Jacopo, è motivo di immensa emozione e orgoglio”.
Il sindaco aggiunge: “I Salimbeni sono l'espressione più alta della nostra identità medievale e rinascimentale, un ponte ideale tra la bellezza della nostra terra e la grande storia dell'arte italiana”.
Sulla stessa linea l'assessore alla Cultura Vanna Bianconi: “Questa esposizione corona un lavoro di sinergia e programmazione straordinario. Riportare al centro dell'attenzione i capolavori dei maestri settempedani all'interno della Galleria d'Arte Moderna ‘Filippo Bigioli’ significa non solo valorizzare il nostro patrimonio, ma anche riannodare quel filo di bellezza che unisce la spiritualità francescana, le nostre chiese storiche e la grande stagione del Gotico Cortese”.
L'invito dell'amministrazione è quindi a riscoprire le opere dei Salimbeni, attraverso un'esposizione che punta a restituire alla città una parte importante della propria storia artistica.
La mostra dedicata a Jacopo e Lorenzo Salimbeni è realizzata anche con la collaborazione della Direzione generale Biblioteche e Istituti Culturali del Ministero della Cultura, della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Ascoli Piceno, Fermo e Macerata, della Fondazione Salimbeni per le Arti Figurative e di San Severino Musei. La segreteria organizzativa è affidata ad Artifex International, mentre l'allestimento è curato da Mastro T.

cielo coperto (MC)
Stampa
PDF
