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"Il Chienti che non vediamo": a Civitanova due giornate per riscoprire la storia e l'ambiente del fiume

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Perché una città costruita accanto a un fiume ha smesso di guardarlo? È la domanda da cui nasce "Il Chienti che non vediamo", il progetto di ricerca culturale ideato e curato da Stefania Minciullo, con la co-curatela di Alvise Manni, presidente del Centro Studi Civitanovesi. L'iniziativa, promossa in occasione della Giornata Mondiale dei Fiumi 2026, propone a Civitanova Marche due giornate dedicate alla riscoperta del fiume attraverso storia, ambiente, paesaggio, memoria e partecipazione della comunità.

Gli appuntamenti sono in programma venerdì 25 e domenica 27 settembre e coinvolgeranno prima gli studenti dell'IIS "Leonardo da Vinci" e poi l'intera cittadinanza. L'obiettivo è riportare il Chienti al centro dell'attenzione, ricostruendone il ruolo nella storia del territorio e osservandone le trasformazioni dal punto di vista ambientale e paesaggistico.

Il Chienti attraversa per oltre novanta chilometri il territorio marchigiano, collegando l'Appennino al mare e contribuendo nel corso dei secoli a modellare il paesaggio e lo sviluppo della valle. A Civitanova, tuttavia, il rapporto con il fiume appare oggi meno presente nell'immaginario collettivo rispetto a quello con il mare.

"Noi civitanovesi abbiamo un rapporto fortissimo con il mare, ma che rapporto abbiamo con il Chienti? Quando un luogo esce dal nostro sguardo e dal nostro immaginario, rischiamo anche di smettere di riconoscerne il valore e di prendercene cura", spiega Stefania Minciullo. "Tornare a guardare il Chienti significa tornare a conoscerlo, capire quale ruolo ha avuto e continua ad avere per il nostro territorio. Per farlo abbiamo scelto di mettere insieme persone, competenze, storie e saperi diversi. Queste due giornate sono soltanto l'inizio".

Il percorso intreccia ricerca storica e scientifica, associazioni, scuola e testimonianze di chi vive il territorio. Anche la storia di Civitanova è infatti legata al fiume, come sottolinea Alvise Manni: "Nasce prima il Fiume Cluentum (Chienti) e poi la Città Cluana (Civitanova Marche)". Secondo gli studi richiamati dal presidente del Centro Studi Civitanovesi, nell'antichità gli approdi della zona erano prevalentemente di tipo fluviale, mentre la foce del Chienti ha modificato più volte la propria posizione nel corso dei secoli. Il fiume sarebbe stato inoltre navigabile verso l'entroterra fino alla fine del Medioevo e oltre, per diversi chilometri.

Il programma

Il primo appuntamento è fissato per venerdì 25 settembre, dalle 10:45 alle 12:30, all'IIS "Leonardo da Vinci", con "Il Chienti che ricordiamo ed osserviamo", incontro rivolto agli studenti.

La mattinata attraverserà diversi periodi storici e ambiti di ricerca. Anna Maria Vecchiarelli e Roberto Giannoni di Archeoclub d'Italia parleranno del rapporto tra il Chienti e Cluana, mentre Alvise Manni ricostruirà il ruolo del fiume nel 1944. Il biologo David Fiacchini affronterà invece i temi dell'ecosistema, della biodiversità e delle trasformazioni del Chienti. A chiudere gli interventi saranno Paolo Squadroni e Domenico Bevilacqua del Comitato Bonifica Chienti, con un approfondimento sul risanamento del fiume.

Domenica 27 settembre, dalle 9:30 alle 12:30, l'iniziativa si sposterà nella Biblioteca Comunale "Silvio Zavatti", nella Sala E. Cecchetti, per un appuntamento aperto a tutta la cittadinanza dal titolo "Il Chienti che osserviamo e ricordiamo".

La mattinata proporrà interventi dedicati a storia, geologia, paesaggio, fotografia, ambiente e biodiversità. Giorgio Medori e Angelo Quintabà parleranno del Chienti e del suo Torrione, mentre lo storico locale Duilio Lanchini ricostruirà la storia della Passarella dell'Annunziata sul fiume. La geologa e guida ambientale Rosanna Bevilacqua approfondirà il rapporto tra geologia e territorio, mentre il fotografo naturalista Antonio Pettinari proporrà il proprio sguardo sul Chienti attraverso la fotografia. David Fiacchini tornerà sui temi dell'ecosistema e della biodiversità, mentre Paolo Squadroni e Domenico Bevilacqua affronteranno nuovamente la questione del risanamento.

Particolare spazio sarà dedicato alla memoria dei civitanovesi. I cittadini sono infatti invitati a portare fotografie, documenti, ricordi, racconti e testimonianze legati al Chienti. I materiali raccolti contribuiranno alla costruzione di una memoria condivisa del fiume e potranno diventare parte del percorso di ricerca che proseguirà nei prossimi mesi.

Le due giornate, infatti, rappresentano soltanto l'avvio del progetto. L'intenzione è quella di coinvolgere progressivamente scuole, associazioni, cittadini, ricercatori e artisti per ampliare la raccolta di conoscenze e testimonianze e costruire un percorso più strutturato in vista della Giornata Mondiale dei Fiumi 2027.

"Il Chienti che non vediamo" fa parte di "Atlante delle Rive", progetto ideato da Marco Paolini per La Fabbrica del Mondo e realizzato da Jolefilm, con il coinvolgimento di numerosi enti e realtà impegnate sui temi dell'ambiente, della biodiversità, della gestione delle acque e del territorio.

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