Una serata fresca ieri sera allo Sferisterio, forse la prima dopo la lunga estate afosa, ma calda e dolce, creata dalla tanta gente che gremiva la platea, le gradinate e la caratteristica mezza corona dei palchi del monumento simbolo dello spettacolo a Macerata. Sul palco, lungo e largo, un'orchestra di più musicisti guidati dal maestro Luca Colombo e un coro ad accompagnare la performance di poesia cantata di Gianni Morandi, "l'eterno ragazzo" della musica leggera italiana, amato dalle generazioni che sono scivolate via negli ultimi 65 anni. Tante signore, molti signori con i capelli grigi, ma anche tanti giovani tra loro, con il viso stupito nell'ascoltare quell'ultraottantenne che canta con una sua particolare prestazione atletica fatta di contorsioni e corse con il microfono in mano.
Lo Sferisterio non è un teatro, non è un'arena: è un ambiente particolare, unico, costruito nella prima metà dell'800 per praticare un adesso estinto "pallone al bracciale". Negli ultimi decenni è diventato un ambiente inclusivo dove artisti e spettatori si sentono ugualmente protagonisti di un unico spettacolo, sempre coinvolgente sia nelle opere liriche sia nei concerti di musica leggera. Quest'anno il cartellone lirico è stato molto ricco, ancora di più quello dei big della musica leggera, ultima proprio la tappa del tour di Gianni Morandi ieri sera.

Il Gianni nazionale ha esordito con "C'era un ragazzo…" per scaldare subito i cuori, seguita da una riflessione, ispirata al testo della canzone, sul brutto periodo di guerre che stiamo vivendo. A seguire altri classici del suo repertorio, tutti nella nostra memoria e cantati a gran voce anche dal pubblico: "Occhi di ragazza", "Se non avessi più te", "Se perdo te", "Un modo d'amore"… fino all'omaggio al grande amico e complice artistico Lucio Dalla. "Vita", cantata insieme a lui nell'indimenticabile tour di coppia di tanti anni fa, poi due classici dello stesso Dalla: "Futura" e "Piazza Grande". Divertenti i racconti di Gianni sul suo rapporto amico-rivale con un tipo particolare come Lucio Dalla, ed esilaranti le imitazioni, ripetute insieme al pubblico, dei vocalismi inediti dell'amico cantautore bolognese.
Non sono mancate, nello svolgimento del concerto, le performance con il suo coro di tre elementi, due ragazze e un ragazzo: "Grazie perché", "In amore"… Poi altre canzoni dell'immenso repertorio — 608 incise, come lui stesso ha ricordato, dicendo con la sua naturale modestia che alcune sono belle, molte normali, diverse brutte. "Bella signora" ha fatto scatenare il pubblico, e Gianni non si è sottratto all'entusiasmo, andando proprio in mezzo agli spettatori con una particolare attenzione ai disabili presenti in prima fila.
"In ginocchio da te", "La fisarmonica", "Andavo a 100 all'ora", fino all'immancabile "Fatti mandare dalla mamma", per ricordare i bei tempi dei favolosi anni '60.
"Canzoni stonate" è il brano che rappresenta la rinascita di Gianni dopo un periodo "oscuro" della sua carriera. Non poteva mancare l'omaggio all'amico e complice artistico degli ultimi tempi, Jovanotti, autore di alcuni dei suoi ultimi successi come "Allegria", "Apri tutte le porte" e l'ultimissima "Hit Parade". Per finire, la canzone simbolo del suo messaggio umano e di solidarietà per tutti, ma soprattutto per i più deboli del suo immenso pubblico: "Uno su mille".
Che dire? Una serata allegra, piena di bei ricordi e stimolo di buoni sentimenti, attraverso le canzoni dell'"eterno ragazzo". Questa definizione, che spesso ricorre, Gianni Morandi l'ha così commentata ridendo: "Come dice Fiorello: dall'eterno ragazzo all'eterno riposo… è un attimo!"
Il fanclub Morandimania, le "morandine" sempre presenti e sempre in prima fila — alcune venute da molto lontano, una l'ho perfino in casa — soddisfattissime, hanno ritrovato il loro idolo in gran forma.





(Le ultime tre foto sono di Massimo Zanconi)
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