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Creatività o innovazione? A Porto Recanati un convegno sul futuro del calcio giovanile

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Presso l'Oratorio Don Bosco si è svolto oggi, sabato 30 Maggio, il convegno "Creatività o innovazione? Un confronto sugli approcci metodologici dell'allenamento nel settore giovanile del calcio", organizzato dall'Adriatica Portorecanati con il patrocinio del CONI e del Comune di Porto Recanati

L'iniziativa ha visto la partecipazione di tecnici, preparatori atletici, docenti universitari, studiosi e rappresentanti di numerose società sportive marchigiane, confermandosi come un importante momento di formazione e confronto per gli addetti ai lavori.

Ad aprire i lavori sono stati i saluti della società organizzatrice e delle autorità presenti, prima di lasciare spazio ai relatori che, attraverso esperienze e competenze differenti, hanno affrontato il tema della crescita del giovane atleta da molteplici punti di vista.

Tra gli ospiti più attesi una nutrita delegazione del Como, reduce da una stagione storica culminata con la qualificazione alla Champions League. 

Andrea Cogliati e Marco Moneta, rieducatori in palestra per il vivaio del club lariano, hanno approfondito il tema del "Return to Play", illustrando il percorso che accompagna l'atleta dal termine della riabilitazione al ritorno in campo dopo un grave infortunio. Particolare attenzione è stata riservata alle metodologie di lavoro in sala pesi, all'importanza delle valutazioni iniziali e alla necessità di riportare il giocatore ai parametri fisici registrati prima dell'infortunio, attraverso un percorso graduale e monitorato.

Il focus si è poi spostato sull'allenamento e sulla gestione della performance nei settori giovanili con gli interventi di Francesco Ricciardi, preparatore atletico del settore giovanile del Como, e Niccolò Taroni, allenatore dell'Under 16. 

Ricciardi ha aperto la riflessione interrogandosi sull'effettiva utilità dei test da campo e sui momenti più opportuni per somministrarli, evidenziando l'importanza del monitoraggio metabolico e dell'educazione dell'atleta alla gestione del proprio corpo. Ampio spazio è stato dedicato all'utilizzo delle nuove tecnologie, dai sistemi GPS alla raccolta di dati in tempo reale, strumenti ormai fondamentali per valutare i progressi e personalizzare il lavoro.

Taroni ha invece illustrato la filosofia che guida il progetto tecnico del Como, costruito partendo dalla prima squadra e sviluppato in maniera coerente fino alle categorie di base. Un modello che punta non solo alla crescita sportiva ma anche alla formazione della persona, attraverso valori etici condivisi e una forte attenzione allo sviluppo individuale. Videoanalisi, colloqui personalizzati, dati statistici e utilizzo consapevole dei social network rappresentano oggi strumenti complementari all'allenamento tradizionale per favorire l'apprendimento dei giovani calciatori.

Molto apprezzato anche l'intervento di Ivan Fusar Bassini, ex responsabile dell'area performance del settore giovanile dell'Albinoleffe, che ha ripercorso il processo di ristrutturazione del vivaio bergamasco. Attraverso esempi concreti, come quelli di Issa Doumbia e Mohamed Ali Zoma, oggi protagonisti con le maglie di Venezia e Norimberga, Bassini ha evidenziato come percorsi metodologici ben strutturati possano accompagnare alla maturazione atleti con caratteristiche fisiche molto diverse tra loro.

Di grande spessore accademico l'esposizione di Emanuele Ciabocco, docente di metodologia dell'allenamento e presidente del Collegio di Garanzia AIAC, reduce dall'esperienza in Serie D con il Fossombrone. 

Partendo da alcune tipiche espressioni negative rivolte agli atleti dopo un errore, Ciabocco ha invitato i presenti a riflettere sull'importanza dei prerequisiti necessari all'apprendimento motorio. Secondo il docente, un giovane non può sviluppare abilità complesse senza aver prima acquisito piena consapevolezza del proprio schema corporeo. Il suo intervento ha inoltre approfondito le differenze metodologiche tra dilettantismo e professionismo, soffermandosi sull'efficacia delle esercitazioni integrate capaci di coinvolgere contemporaneamente aspetti tecnici, tattici e condizionali.

Interessante anche il contributo di Massimo Merazzi, preparatore atletico della Lube Volley, che ha messo a confronto le richieste metaboliche della pallavolo e del calcio, evidenziando differenze e punti di contatto tra due discipline accomunate dalla crescente attenzione alla preparazione fisica e alla prevenzione degli infortuni.

Uno sguardo al futuro è arrivato infine dagli interventi da remoto di Marco Regina e Alberto Ricusati, cofondatori di Performa Sport Srl. Le loro relazioni hanno approfondito il ruolo della valutazione cognitiva, del monitoraggio delle prestazioni e delle opportunità offerte dalla realtà virtuale e dall'intelligenza artificiale. Tecnologie che consentono oggi di raccogliere e confrontare dati sempre più dettagliati, offrendo nuove prospettive per l'allenamento e lo sviluppo delle capacità decisionali degli atleti.

La giornata si è conclusa con una tavola rotonda che ha coinvolto relatori e rappresentanti delle società presenti, dando vita a un confronto aperto sulle possibilità di applicare concretamente nei campi di allenamento le metodologie illustrate durante il convegno.

Nel saluto finale l'Adriatica Portorecanati ha ringraziato relatori, società partecipanti, sponsor e collaboratori che hanno contribuito alla riuscita dell'iniziativa, confermando la volontà di continuare a promuovere appuntamenti di questo livello per sostenere la crescita del movimento calcistico giovanile e favorire il confronto tra le diverse realtà del territorio.

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