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Economia Macerata

Diminuiscono le imprese in provincia, crolla l'agricoltura aumentano i sevizi: l'analisi di Cna

Diminuiscono le imprese in provincia, crolla l'agricoltura aumentano i sevizi: l'analisi di Cna

“Al 30 novembre 2019 le imprese attive nella nostra provincia risultavano 34.392, ben 225 in meno rispetto allo stock di fine 2018 ed in calo costante da più di 10 anni. In termini percentuali, la perdita equivale allo 0,6% ed è un po’ meno marcata rispetto al dato aggregato delle Marche (-0,9%) nello stesso periodo”. È l’analisi dei dati, riportata dal Centro studi CNA Marche su dati Infocamere, dati Istat e dati della Banca d’Italia ,e relativa all’anno appena trascorso.

“Le perdite maggiori in termini assoluti di imprese attive nello scorso anno riguardano l’agricoltura (-160 imprese), il commercio (-140) e, ad evidenziare che nella ricostruzione post sisma qualcosa non va, delle imprese del settore delle costruzioni (-80). Non accenna ad arrestarsi la crisi del calzaturiero che con ulteriori 39 chiusure (-3,4%) richiede con sempre maggiore urgenza un intervento risolutivo di rilancio o di riconversione.

La provincia di Macerata si rafforza, invece, in un settore che è stato sempre debole nel nostro territorio. Cresce infatti il numero delle imprese attive nel settore dei servizi, alcune delle quali ad alto contenuto di conoscenza: +24 le imprese dei servizi di informazione e comunicazione, +47 sia per le imprese delle attività professionali scientifiche e tecniche.

Particolarmente incoraggiante il saldo delle imprese legate al turismo che porta finalmente il settore al centro dell’economia locale: +36 le imprese ricettive e della ristorazione, +39 per il settore noleggio, agenzie di viaggio, servizi e +16 quelle che si occupano di attività artistiche/sportive di intrattenimento.

Complessivamente nel 2019 le iscrizioni di nuove imprese nella provincia sono cresciute di 100 unità rispetto all’anno precedente: crescono per le attività manifatturiere (+10), per le attività dei servizi di alloggio e ristorazione (+7), di informazione e comunicazione (+6), per le attività immobiliari (+7), ma soprattutto per le imprese del settore noleggio, agenzie di viaggio e servizi di supporto alle imprese (+28). Crescono decisamente (+15 imprese) anche per le “altre attività di servizi” che comprendono i servizi alle persone come parrucchierie ed estetica. Calano invece drasticamente le iscrizioni di nuove imprese agricole (-45 nuove imprese), per le attività di costruzione (-30) e del commercio (-27).

Per quanto riguarda il mercato del lavoro nella nostra provincia, l’Osservatorio sul Mercato del Lavoro della Regione Marche fornisce i dati relativi solo alla prima metà del 2019 ma già sufficienti a caratterizzare l’anno appena trascorso come negativo per il numero complessivo delle assunzioni. L’insieme degli ingressi nell’occupazione segna, infatti, una flessione del 12,6% che riguarda sia gli uomini che le donne ed è dovuta esclusivamente alla componente del lavoro dipendente.

Secondo l’Osservatorio, la domanda di lavoro mostra segni di debolezza in tutte le province delle Marche ed a Macerata diminuisce dell’11,1% (-10,4% PU, -14,7% AN, -15,5% AP, -8,3% FM). Anche se i saldi “assunzioni-cessazioni” sono ovunque positivi, nel 2019 sono stati di minore entità rispetto all’analogo periodo del 2018. A Macerata il calo è del 27,2% (si è passati da 2.691 a 1.960), con una diminuzione decisa della componente del lavoro dipendente (-50,2%) e con una crescita del dato degli altri contratti (+17,3%), segno incessante dei tempi che cambiano in peggio per la sicurezza lavorativa dei nostri ragazzi.

Molto utile per comprendere appieno l’andamento economico è il recente Rapporto della Banca d’Italia con alcuni indicatori che riassumono bene la situazione dei cittadini e delle imprese maceratesi. Spia di una ripresa della fluidità dell’economia è senza dubbio l’andamento del mercato immobiliare, i cui dati mostrano che nel primo semestre 2019 gli scambi nel mercato delle abitazioni sono cresciuti del 18,7% nella nostra provincia. A raffreddare gli entusiasmi c’è però un altro importante indicatore economico dato dalla disponibilità del credito. Qui, nel primo semestre 2019, la provincia di Macerata ha visto scendere ulteriormente l’ammontare dei prestiti (-0,4%) e quello dei depositi (-0,3%); conseguentemente, sono fortemente cresciuti (+7,1%) i “titoli a custodia”.

Ultimo dato che prendiamo come indicatore significativo è l’import–export delle imprese maceratesi dove si registra un calo nel commercio estero attenuato solo dalla discesa ancora maggiore delle importazioni, per un saldo positivo dello 0,7% rispetto al 2018. Approfondendo i settori dove le esportazioni diminuiscono troviamo il riscontro delle maggiori crisi economiche e produttive che caratterizzano la storia recente del nostro Paese. Il calo delle esportazioni nella provincia di Macerata è infatti dovuto soprattutto al sistema moda (Prodotti tessili, abbigliamento, pelli e accessori: -16,9 milioni di euro pari a -3,5%) e agli elettrodomestici (apparecchi elettrici: -17 milioni di euro, -11,8%).

Come ad ogni inizio d’anno bisogna lasciarsi però con una nota positiva che fa ben sperare ed allora vogliamo sottolineare come le diminuzioni dell’export di questi due settori sono compensate dalla crescita dell’export di vari altri importanti settori, tra cui: Macchinari e apparecchi (+7,3 milioni di export), Prodotti alimentari, bevande e tabacco (+3,5 milioni di euro), Sostanze e prodotti chimici (+5,1 milioni di euro), Computer, apparecchi elettronici e ottici (+3,5 milioni di euro)”.

 

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