Monte San Martino racconta la sua memoria attraverso l’obiettivo di Ulises Verde
Ci sono luoghi che, quasi naturalmente, finiscono per scegliere i propri narratori. Per Monte San Martino, nel Maceratese, uno di questi è Ulises Verde Tapia, fotografo e accademico messicano dell’Unam – Università Nazionale Autonoma del Messico.
Da otto anni Verde attraversa il piccolo centro marchigiano con la sua macchina fotografica, osservandone l’architettura, i paesaggi e soprattutto le persone. Un percorso fatto di immagini, incontri e testimonianze che nel tempo ha costruito un legame profondo tra l’artista e la comunità.
Nel corso della sua ultima visita, il fotografo è tornato a presentare il volume “La ausencia de la presencia”, L’assenza della presenza, un lavoro fotografico nato dalle immagini realizzate tra febbraio e marzo del 2020, nei primi giorni dell’emergenza sanitaria provocata dal Covid-19.
Le fotografie raccontano un mondo improvvisamente sospeso: strade vuote, silenzi, luoghi familiari diventati irriconoscibili e una quotidianità profondamente trasformata dalla pandemia.
A distanza di anni, quelle immagini assumono il valore di una testimonianza visiva della memoria collettiva, capace di restituire le atmosfere e le emozioni di uno dei periodi più drammatici della storia recente.
Il rapporto tra Ulises Verde e Monte San Martino, però, non si è fermato alla documentazione di quel periodo.
Durante la sua visita dello scorso aprile, il fotografo ha annunciato un nuovo progetto editoriale dal titolo “Coordinate geografiche della memoria. Monte San Martino, Macerata Italia. Opera fotografica di Ulises Verde”.
L'obiettivo è raccontare ancora una volta il paese, ma attraverso una prospettiva diversa: non soltanto quella dell'artista, ma anche quella delle persone che lo abitano.
Il nuovo volume nasce infatti come un'opera collettiva, nella quale alle fotografie si affiancheranno testi, ricordi e testimonianze dei cittadini.
«È stato per me un onore eccezionale poter contare sulla partecipazione diretta dei cittadini che vivono a Monte San Martino – ha spiegato il Dr. Verde –. Ricevere i loro testi e le loro voci ha arricchito le immagini, trasformando il libro in un mosaico corale d’identità».
Il progetto assume così una dimensione che va oltre la fotografia. Le immagini di Verde diventano il punto di partenza per raccogliere memorie personali, racconti e testimonianze, costruendo una rappresentazione del paese attraverso gli occhi di chi lo vive quotidianamente.
Una sorta di archivio della memoria locale nel quale fotografia e parola si incontrano per raccontare identità, tradizioni e trasformazioni di una comunità.
Il progetto avrà anche una vetrina internazionale.
Il volume è infatti destinato a essere presentato alla Fiera Internazionale del Libro di Guadalajara 2026, uno dei principali appuntamenti editoriali del mondo ispanofono, nell’anno in cui l’Italia sarà Paese Ospite d’Onore.
La presentazione è prevista per sabato 5 dicembre 2026, alle ore 16.
Sarà un'occasione importante per portare il nome di Monte San Martino e del territorio maceratese fuori dai confini italiani, attraverso un progetto che mette al centro la fotografia, la memoria e la partecipazione della comunità.
Il lavoro di Ulises Verde rappresenta, dunque, qualcosa di più di una semplice raccolta fotografica. Attraverso le sue immagini, Monte San Martino diventa un luogo in cui la memoria personale si intreccia con quella collettiva.
Dalle fotografie della pandemia alle nuove Coordinate geografiche della memoria, il percorso dell’artista messicano restituisce un paese fatto non soltanto di edifici e paesaggi, ma soprattutto di persone, storie e ricordi.
E sarà proprio questo patrimonio umano a viaggiare fino a Guadalajara, trasformando un piccolo borgo delle Marche in una voce capace di dialogare con un pubblico internazionale.

cielo sereno (MC)
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