Serrapetrona, successo per l’inaugurazione della raccolta “Il Bello…della ricostruzione. L’arte salvata si mostra”
La piccola chiesa di Santa Maria di Piazza non è riuscita a contenere le numerose persone intervenute sabato pomeriggio all’inaugurazione della mostra “Il Bello…della ricostruzione. L’arte salvata si mostra”. Le 26 opere recuperate dal sisma del 2016, resteranno esposte fino a quando le chiese delle frazioni del territorio comunale non torneranno di nuovo agibili. Inoltre ieri, dopo 21 anni, molti cittadini di Serrapetrona sono potuti rientrare nella chiesa di Santa Maria, chiusa a seguito del sisma del 1997 e interessata in questi anni dai restauri.
Un doppio evento importante e al tempo stesso simbolico: da un piccolo comune del cratere, nasce una iniziativa di ripartenza. Il progetto, il cui coordinamento scientifico è stato curato dalla Soprintendenza Archeologia, Belle arti e Paesaggio delle Marche, ha visto la collaborazione di numerosi Enti. Durante la cerimonia inaugurale, aperta con un video che ha ripercorso il lungo lavoro del salvataggio, avvenuto anche a cavallo delle forti scosse del 26 e 30 ottobre 2016, il Sindaco Silvia Pinzi ha voluto ringraziare tutti i soggetti coinvolti, tra cui la Fondazione Cassa di Risparmio della Provincia di Macerata, l’Amministrazione comunale, il Consiglio Comunale e tutti i dipendenti del Comune di Serrapetrona, che con sacrificio e amore per il proprio paese, hanno lavorato insieme al progetto. Per la Regione Marche è intervenuto l’Assessore alla Protezione Civile Angelo Sciapichetti, che ha sottolineato il valore dell’iniziativa. SE Mons. Francesco Brugnaro, Vescovo Emerito dell’Arcidiocesi di Camerino San Severino Marche, prima dell’inaugurazione ha benedetto l’esposizione, ricordando nel suo intervento quei giorni del sisma in cui, anche se non si sapeva bene la destinazione da dare alle opere messe in salvo, il desiderio forte era quello di recuperarle tutte. Mons. Brugnaro ha evidenziato la spiritualità che le opere d’arte trasmettono, oltre il loro valore devozionale e storico artistico. Barbara Mastrocola, direttrice dei musei dell’Arcidiocesi di Camerino-San Severino Marche, ha sottolineato che questa è la prima inaugurazione di una raccolta di opere salvate dal sisma nel maceratese e che presto ne verranno altre.
L’Arcidiocesi ha messo in sicurezza oltre 5 mila oggetti sacri che torneranno ad essere fruiti dai cittadini. Anche il funzionario della Soprintendenza Archeologia, Belle arti e Paesaggio delle Marche, lo storico dell’arte Pierluigi Moriconi, ha evidenziato i momenti del salvataggio delle opere, citando il lavoro dei Carabinieri del Nucleo Tutela Beni Culturali e dei Vigili del Fuoco, insieme a quello suo, di Mons. Brugnaro, della Mastrocola e dell’Arch. Luca Maria Cristini, presente in sala.L’On. Tullio Patassini nei saluti ha riservato grande apprezzamento all’iniziativa, ricordando il grande lavoro ancora da fare per la ricostruzione, che passa anche attraverso la riapertura delle chiese, patrimonio della comunità. Don Aronne Gubinelli, parroco di Serrapetrona, commosso e felice della restituzione, ha salutato tutti con grande affetto. Ora, grazie ad un accordo stipulato con Unimc, Dipartimento di Scienze della Formazione, dei Beni Culturali e del Turismo, Facoltà Beni Culturali e Turismo, la Chiesa di Santa Maria di Piazza verrà aperta da un tirocinante dell’Università, tutte le domeniche e i giorni festivi dalle 15,00 alle 19,00 e in altri giorni prenotando al numero del Comune di Serrapetrona 0733 908321.
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