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Cultura Provincia Macerata

Mostra SOS a Freising, l’arte delle Marche dopo il sisma

mostra SOS Freising

Dalle ferite del terremoto del 2016 a una nuova occasione di valorizzazione internazionale. Venti opere d’arte provenienti dalle province di Macerata, Ascoli Piceno e Fermo sono protagoniste in Germania della mostra “SOS – Save Our Souls. Arte, fede e identità tra i Sibillini e l’Adriatico”, inaugurata il 18 ottobre al Diözesanmuseum di Freising, in Baviera, dove resterà aperta fino al 31 marzo 2027.

L’esposizione, promossa dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Ascoli Piceno, Fermo e Macerata insieme al Museo Diocesano di Freising, porta davanti al pubblico internazionale un patrimonio che attraversa i secoli, dal XIII agli inizi del XVII, e racconta al tempo stesso il complesso lavoro di recupero e conservazione avviato dopo il sisma.

Dietro le opere esposte c’è infatti un percorso iniziato nell’emergenza, con il recupero dei beni dagli edifici monumentali danneggiati e il loro trasferimento nei depositi di sicurezza, per poi proseguire con la catalogazione, la progettazione degli interventi di restauro e la ricerca dei finanziamenti necessari. Un lavoro portato avanti negli anni per salvaguardare manufatti di grande valore artistico e religioso e renderne nuovamente possibile la fruizione pubblica.

mostra SOS Freising

 

“Un lavoro costante, svolto nel rispetto delle esigenze di tutela e conservazione e in dialogo con i proprietari e le comunità, per custodire il valore artistico, religioso e identitario delle opere e accompagnarne la restituzione alla fruizione pubblica”, spiega Pierluigi Moriconi, storico dell’arte della Soprintendenza e curatore della mostra. La conoscenza del patrimonio e il rapporto con il territorio, sottolinea, hanno permesso di intrecciare la storia delle opere con quella del loro recupero e della loro salvaguardia.

La mostra assume così un significato che va oltre la dimensione artistica. Le opere diventano ambasciatrici dei “Cammini della Rinascita”, il progetto che mette in relazione borghi, paesaggi, luoghi della cultura e comunità, trasformando il patrimonio diffuso in una risorsa per il futuro delle aree colpite dal terremoto.

mostra SOS Freising

“Le opere esposte raccontano un patrimonio fatto di arte, fede, tradizioni e territori, e diventano oggi vere e proprie ambasciatrici dei ‘Cammini della Rinascita’”, afferma il commissario alla ricostruzione Guido Castelli. “Alcune di queste opere sono state recuperate e restaurate dopo il sisma. La loro presenza in Germania dimostra che ricostruire non significa soltanto restituire ciò che è stato perduto, ma creare nuove connessioni, rafforzare l’identità dei territori e aprirli a nuove opportunità”.

Portare questi capolavori in Europa significa, dunque, raccontare un Appennino che non vuole essere identificato soltanto con la devastazione del 2016, ma anche con la capacità delle sue comunità di rialzarsi e guardare avanti. Un percorso nel quale la tutela della memoria si accompagna alla costruzione di nuove opportunità culturali e turistiche.

Tra gli artisti rappresentati figurano Carlo e Vittore Crivelli, Lorenzo Lotto, Allegretto Nuzi, Paolo da Visso, Pietro Alemanno, Marco Palmezzano e Cola dell’Amatrice. Per la prima volta in mostra sono presenti anche opere di Paolo Bontulli da Percanestro, a testimonianza della ricchezza e della varietà della produzione artistica sviluppatasi nei territori marchigiani.

mostra SOS Freising

Tre opere, in particolare, rappresentano il legame tra arte, spiritualità e identità delle comunità delle province coinvolte.

Il Polittico di Massa Fermana di Carlo Crivelli, firmato e datato 1468, è la prima opera marchigiana documentata dell’artista. I fondi dorati e la raffigurazione della Madonna con il Bambino e dei santi testimoniano la ricchezza del suo linguaggio figurativo. Proveniente dalla chiesa dei Santi Lorenzo, Silvestro e Ruffino, dopo il terremoto è stato trasferito nella Pinacoteca civica.

Dalla provincia di Ascoli Piceno arriva la Pala di San Vittore di Cola dell’Amatrice, realizzata nel 1514 per l’omonima chiesa ascolana grazie alla devozione dei cittadini. L’opera raffigura la Madonna con il Bambino e i santi Vittore, Eustachio, Andrea e Cristanziano. Sullo sfondo compare una veduta della città medievale di Ascoli sotto un temporale, richiamo alla protezione di san Cristanziano contro la grandine. Dopo i gravi danni subiti dalla chiesa nel 2016, il dipinto è custodito nel Museo Diocesano di Ascoli Piceno, in attesa di poter tornare nella sua sede originaria.

mostra SOS Freising

Il legame con il territorio maceratese e con l’area dei Sibillini è rappresentato dal Polittico di Nocelleto di Paolo da Visso, databile intorno al 1470 e proveniente dalla chiesa di Santa Maria in Castellare, nel territorio di Castelsantangelo sul Nera. I colori vivaci, i fondi oro e la carpenteria gotica incorniciano la Madonna con il Bambino, gli angeli e i santi. Sopravvissuta alla distruzione della chiesa durante il terremoto, l’opera è stata messa in sicurezza nel deposito museale MARec di San Severino Marche.

La realizzazione della mostra permette inoltre di rendere visibile il lavoro spesso poco conosciuto svolto dalla Soprintendenza diretta dall’architetto Giovanni Issini e dalle numerose professionalità coinvolte: storici dell’arte, restauratori, tecnici e personale impegnato nel recupero, nella documentazione, nella gestione dei depositi e nell’organizzazione dei prestiti.

Un impegno collettivo che ha consentito a opere segnate dal sisma di superare la fase dell’emergenza e tornare a essere ammirate. A Freising, il patrimonio marchigiano diventa così il racconto concreto di una rinascita che passa dalla cultura, dalla memoria e dalla capacità di mantenere vivo il legame tra i capolavori e le comunità da cui provengono.

mostra SOS Freising

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