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Cronaca Fiastra

Jesi, bambina di 3 anni rischia il soffocamento con un chicco d'uva: è in prognosi riservata al Salesi

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Un chicco d'uva ha provocato una grave ostruzione delle vie aeree in una bambina di tre anni, soccorsa nella giornata di ieri a Jesi, mentre si trovava con i genitori tra i banchi della Fiera di San Settimio, e successivamente trasferita all'Ospedale Pediatrico G. Salesi di Ancona. La piccola è attualmente ricoverata in Rianimazione Pediatrica, dove resta in prognosi riservata.

Secondo il bollettino medico diffuso nella giornata odierna, la bambina è arrivata al Salesi dopo essere stata sottoposta alle manovre rianimatorie e alla stabilizzazione delle funzioni vitali. Attualmente è sottoposta a sedazione farmacologica profonda, ventilazione meccanica e alle cure intensive necessarie. Proseguono il monitoraggio e gli accertamenti clinici e strumentali.

L'allarme era scattato intorno alle 18:30 di mercoledì, quando la piccola avrebbe ingerito un acino d'uva che le ha ostruito le vie aeree. A prestare i primi soccorsi è stato un medico che si trovava casualmente sul posto, intervenuto immediatamente con le manovre di rianimazione. Dopo l'allerta al 112, sul posto è arrivata un'ambulanza della Croce Rossa, mentre la centrale operativa di Ancona Soccorso faceva decollare l'eliambulanza dall'ospedale regionale di Torrette.

Il massaggio cardiaco è proseguito durante il trasporto e, nella piazzola nei pressi dell'ospedale Carlo Urbani di Jesi, l'équipe rianimatoria arrivata in elicottero ha raggiunto l'ambulanza. La bambina è stata intubata e trasferita prima a Torrette e successivamente al Salesi di Ancona, dove è tuttora ricoverata.

Il caso riporta l'attenzione su un rischio particolarmente rilevante nei bambini piccoli: l'inalazione accidentale di alimenti e la conseguente ostruzione delle vie aeree. A spiegare come prevenire questi episodi e come intervenire è Alessandro Simonini, direttore della Struttura Complessa di Anestesia e Rianimazione Pediatrica dell'Ospedale Pediatrico G. Salesi di Ancona e responsabile dell'Area Materno-Infantile della SIAARTI.

"Gli episodi di soffocamento rappresentano una delle problematiche più gravi dell'età pediatrica", sottolinea Simonini, indicando nella fascia tra 0 e 4 anni quella maggiormente esposta al rischio. Tra gli alimenti che possono risultare particolarmente pericolosi ci sono proprio quelli piccoli, rotondi o cilindrici, come uva, ciliegie, frutta secca, wurstel, mozzarelline e alcuni tipi di verdure.

"Non si tratta di proibire indiscriminatamente determinati alimenti – spiega il medico – ma di prepararli in modo adeguato all'età del bambino, modificandone forma e dimensioni". Un alimento piccolo e tondeggiante, infatti, può adattarsi alle vie aeree e provocare un'ostruzione.

Nel caso dei bambini piccoli il pericolo è legato anche al comportamento durante i pasti. Correre, giocare, ridere, piangere o parlare mentre si mangia può interferire con la coordinazione tra masticazione, deglutizione e respirazione. Per questo le raccomandazioni invitano a far mangiare i bambini seduti e sempre sotto la supervisione di un adulto, evitando che abbiano cibo in bocca mentre giocano o si muovono.

Ma oltre alla prevenzione, sottolinea Simonini, è fondamentale che chi si occupa dei bambini sappia come comportarsi in caso di emergenza. "L'inalazione di un corpo estraneo è una condizione potenzialmente gravissima, perché in caso di ostruzione completa delle vie aeree può determinare in pochissimo tempo una grave carenza di ossigeno, perdita di coscienza e arresto cardiaco".

I primi minuti possono quindi essere decisivi e conoscere le manovre di disostruzione delle vie aeree e quelle di rianimazione cardiopolmonare pediatrica può fare la differenza. Una formazione che, secondo Simonini, dovrebbe coinvolgere genitori, nonni, insegnanti, educatori e più in generale tutte le persone che trascorrono tempo con i bambini.

Non sempre, inoltre, l'ostruzione è immediatamente evidente o completa. Il bambino può avere un episodio iniziale caratterizzato da tosse intensa e difficoltà respiratoria, anche con colorazione bluastra o violacea della pelle e delle labbra, per poi sembrare migliorare. Un miglioramento apparente non deve però necessariamente tranquillizzare: il corpo estraneo potrebbe essersi fermato in un bronco e provocare successivamente ostruzione, infezioni respiratorie o altre complicazioni.

Per questo, in presenza di un episodio compatibile con una possibile inalazione, è importante prestare attenzione anche ai sintomi successivi, come tosse persistente, respiro sibilante, difficoltà respiratoria o infezioni respiratorie ricorrenti, e rivolgersi a un medico.

"La prevenzione resta il primo strumento – conclude Simonini – ma quando l'incidente accade, riconoscere subito l'ostruzione e sapere cosa fare nei primi minuti può salvare una vita".

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