È morto don Antonio Mazzi, il prete degli ultimi aveva 96 anni. Il ricordo di Guido Picchio: “Un'amicizia lunga oltre 20 anni" (FOTO)
È morto don Antonio Mazzi, il sacerdote, educatore e attivista italiano che per tutta la vita ha dedicato il suo impegno al recupero e alla crescita dei giovani più fragili. Aveva 96 anni. Le sue condizioni di salute si erano aggravate nelle ultime settimane, durante le quali era stato ricoverato due volte in ospedale.
Don Mazzi, che amava definirsi semplicemente “prete”, era diventato negli anni una delle figure più conosciute nel panorama sociale italiano. Giornalista professionista, autore di numerosi libri e collaboratore di diverse testate, aveva raggiunto una grande popolarità anche grazie alle sue partecipazioni televisive, in particolare alla trasmissione “Domenica In”.
La sua opera più conosciuta resta la Comunità Exodus, nata nel 1980 per offrire un percorso di recupero e reinserimento ai ragazzi alle prese con la tossicodipendenza. Un progetto diventato negli anni un punto di riferimento per centinaia di giovani e famiglie alla ricerca di una seconda possibilità.
La sua vita è stata sempre segnata da un modo originale e fuori dagli schemi di interpretare il sacerdozio. Lo stesso don Mazzi amava raccontarsi così:
“Non ho mai portato la tonaca. Sono allergico a tutte quelle liturgie. Sono sempre stato un prete un po’ matto. Senza la follia non sarei riuscito a entrare in sintonia con i miei ragazzi e diventare per loro un educatore e un padre”.
Parole che racchiudono il suo stile: un sacerdote capace di stare accanto alle persone, soprattutto ai giovani più difficili da raggiungere, con un linguaggio diretto e un approccio basato sull’ascolto, sulla fiducia e sulla possibilità di ricominciare.
Dal 1979 don Mazzi era alla guida dell’Opera don Calabria di Milano, in via Pusiano, nei pressi del Parco Lambro. Proprio osservando da vicino la drammaticità del fenomeno della droga maturò l’idea del Progetto Exodus. Nel 1984 arrivò anche l’assegnazione della Cascina “Molino Torrette”, destinata a diventare la sede principale della comunità e il cuore di numerose iniziative rivolte al territorio milanese.
Nel corso degli anni il suo impegno si è allargato anche al mondo dell’educazione e dei giovani. Dal 1997 promosse il progetto “Tremenda Voglia di Vivere”, che comprendeva diverse iniziative tra cui l’Agenda Tremenda, un diario scolastico diventato un appuntamento annuale per generazioni di studenti.

A don Antonio Mazzi lo legava un’amicizia decennale con Guido Picchio, fotoreporter e direttore della nostra testata. Un rapporto fatto di stima, affetto e momenti condivisi, che aveva portato spesso il sacerdote a Macerata per salutare l’amico e la redazione.
Guido Picchio ricorda con emozione quegli anni:
“Sono tantissimi i ricordi che mi legano a don Antonio. Quando era ospite a ‘Domenica In’ veniva spesso a Macerata insieme all’amico don Felice Riva. Era una persona straordinaria, capace di entrare in sintonia con tutti e di trasmettere sempre energia e speranza”. "Nel 2014 don Antonio Mazzi inaugurò anche la chiesetta del villaggio di Corgneto, a Serravalle del Chienti, dedicata a San Giovanni Paolo II".
Il legame di don Antonio Mazzi con le Marche andava ben oltre gli incontri istituzionali e gli impegni legati alla sua attività educativa. "Era spesso ospite anche sulla costa, in particolare a Porto Recanati, dove amava concedersi momenti di relax nello chalet di amici comuni, lontano dagli impegni quotidiani e a contatto con le persone che gli erano vicine", racconta Guido .
"Don Mazzi apprezzava molto la semplicità della compagnia e il valore dell’amicizia: tra i momenti che ricordano il suo carattere solare c’erano anche le risate condivise con l’amico Ugo Ferracuti, di cui amava ascoltare le barzellette. Un rapporto fatto di affetto e spontaneità, che racconta il lato più umano e conviviale di un uomo abituato a stare tra la gente".
La sua presenza era frequente anche a Macerata, dove era stato ospite in diverse occasioni, tra cui allo Sferisterio, luogo simbolo della città, confermando il forte legame costruito negli anni con il territorio e con tante persone che gli hanno voluto bene.
“Ho avuto la fortuna di partecipare anche ad alcuni suoi compleanni, prosegue Guido Picchio. L’ultimo a cui presi parte fu nel 2006, a Milano, insieme alla sua comunità e a tanti amici che gli erano vicini. Don Mazzi aveva un modo speciale di stare con le persone: sapeva ascoltare, incoraggiare e guardare sempre oltre le difficoltà”.
La redazione di Picchio News e Guido Picchio si uniscono al dolore dei familiari, degli amici e di tutte le persone che in questi anni hanno incontrato don Antonio Mazzi e hanno trovato nella sua opera un sostegno concreto, una guida e una speranza di rinascita.
I funerali saranno celebrati lunedì 3 agosto alle ore 15 nella chiesa di Sant’Ambrogio a Milano.











cielo sereno (MC)
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