Civitanova, carte d’identità senza microchip e minacce agli agenti: cinque denunce
Quattro carte d’identità elettroniche prive del microchip sequestrate e altrettante persone denunciate per falsità materiale. A queste si aggiunge un altro deferimento, questa volta nei confronti di un automobilista che, durante un controllo della Polizia Locale, avrebbe minacciato e insultato gli agenti.
È il bilancio dei controlli effettuati nel mese di settembre dalla Polizia Locale di Civitanova Marche, sia negli uffici del Comando sia durante i servizi sul territorio.
I quattro documenti sono stati sottoposti a sequestro probatorio. Le persone denunciate sono due civitanovesi, di 61 e 32 anni, un uomo di 43 anni residente ad Ancona e una giovane di 23 anni residente in Lombardia.
La Polizia Locale ha contestato la presenza di carte d’identità elettroniche prive del microchip, ritenuto un elemento essenziale della funzione identificativa del documento.
La linea seguita dal Comando, viene spiegato, trova conferma anche nella recente giurisprudenza della Corte di Cassazione. In particolare, con la sentenza depositata il 14 agosto 2026, la Quinta sezione penale ha stabilito che la rimozione del microchip incide sulla funzione complessiva della carta d’identità elettronica, anche quando fotografia e dati anagrafici rimangono integri.
Sul fronte dei controlli stradali, un episodio si è verificato venerdì 2 ottobre lungo la Statale 16 Adriatica, in una zona già segnalata per la presenza frequente di veicoli in sosta irregolare vicino a una fermata del trasporto pubblico.
Gli agenti stavano procedendo nei confronti di un'auto che risultava parcheggiata a meno di 15 metri dal segnale di fermata, quando il conducente, un civitanovese di 55 anni, è arrivato sul posto e ha spostato il mezzo.
Durante la manovra, secondo quanto riferito dalla Polizia Locale, l'uomo avrebbe commesso ulteriori violazioni, superando una linea continua e procedendo contromano.
A causa dei punti residui sulla patente, per quest'ultima violazione sarebbe stata prevista anche la sospensione breve della patente, con conseguente ritiro del documento.
È a quel punto che la situazione sarebbe degenerata. Secondo la ricostruzione della Polizia Locale, il conducente avrebbe iniziato a rivolgere minacce agli agenti prima ancora della redazione dei verbali, proseguendo durante la contestazione e in particolare nel momento del ritiro della patente.
Le minacce sarebbero state accompagnate da espressioni offensive rivolte a uno degli operatori. In un momento particolarmente concitato, l'uomo, trattenuto da due persone, sarebbe arrivato a pochi centimetri dall'agente, che lo avrebbe allontanato per ristabilire una distanza di sicurezza.
L'operatore non ha riportato lesioni.
Una volta riportata la situazione alla normalità, gli agenti hanno completato le contestazioni e proceduto al ritiro della patente. Il 55enne è stato quindi denunciato all'Autorità giudiziaria per le ipotesi di oltraggio e minaccia a pubblico ufficiale.
La Polizia Locale ricorda inoltre un altro episodio avvenuto nella tarda primavera. All'uscita dallo stadio polisportivo comunale, un civitanovese di 47 anni avrebbe sottratto dalle mani di un agente il palmare e la stampante portatile utilizzati per le contestazioni, lanciandoli oltre una recinzione.
La strumentazione era stata recuperata integra grazie all'intervento del personale di uno chalet della zona. Al termine degli accertamenti, l'uomo era stato identificato e denunciato per interruzione di pubblico servizio.
Il comandante della Polizia Locale, Cristian Lupidi, sottolinea la necessità di garantire sempre maggiore tutela agli operatori impegnati nei servizi esterni.
«Sappiamo che talvolta questa professione è difficile e rischiosa – afferma Lupidi –. Continueremo a svolgerla con una presenza sempre più continua su strada, adempiendo con disciplina al compito di far rispettare le regole».
Il Comando ha inoltre avviato il confronto con la rappresentanza sindacale per consentire l'impiego in servizio delle body cam, già previste dal regolamento comunale sulla videosorveglianza.
«Non servono a controllare chi lavora ma a tutelarlo, documentando per intero quello che accade», aggiunge il comandante. Sulla vicenda interviene anche il sindaco Fabrizio Ciarapica, che esprime solidarietà agli agenti e sostiene l'introduzione delle telecamere indossabili.
«Le telecamere indossabili rappresentano uno strumento di prevenzione e trasparenza, in grado di tutelare il lavoro degli agenti e di documentare con imparzialità lo svolgimento degli interventi», sottolinea il primo cittadino.

cielo coperto (MC)
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