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Nidi artificiali nelle scuole, le associazioni: "No alla Federcaccia nei percorsi di educazione ambientale"

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Le associazioni LIPU – Sezione di Macerata e Civitanova Marche, LAV Macerata, WWF Ancona e Macerata, ENPA Macerata e OIPA Italia – Sezione di Macerata e Provincia esprimono forte perplessità per l'iniziativa che ha visto la partecipazione di rappresentanti della Federazione Italiana della Caccia (Federcaccia) nelle scuole primarie "Anna Frank", "Fratelli Cervi" e "Salvo D'Acquisto", dove sono stati installati nidi artificiali destinati all'avifauna selvatica.

Secondo le associazioni, l'educazione ambientale rappresenta uno strumento fondamentale per formare cittadini consapevoli e rispettosi della natura e, proprio per questo, le attività rivolte ai più giovani dovrebbero essere affidate prioritariamente a soggetti dotati di competenze naturalistiche, scientifiche e pedagogiche, capaci di trasmettere una conoscenza rigorosa della biodiversità e della sua conservazione.

Nel documento si sottolinea come la tutela dell'avifauna richieda conoscenze specifiche sull'ecologia delle specie, sulla gestione degli habitat e sulle minacce che gravano sugli ecosistemi. L'installazione di cassette-nido viene considerata un'iniziativa positiva soltanto se inserita all'interno di percorsi educativi strutturati e basati su criteri scientifici, evitando che possa diventare occasione per diffondere messaggi ritenuti non coerenti con la salvaguardia della biodiversità e del benessere animale.

Le associazioni ricordano inoltre che la costruzione e il posizionamento dei nidi artificiali non sono attività improvvisabili. Dimensioni, foro d'ingresso, esposizione e collocazione devono rispettare precisi criteri tecnici affinché possano risultare realmente efficaci. Un'apertura troppo ampia, spiegano, può favorire l'ingresso di predatori, mentre un posizionamento scorretto rende i nidi facilmente raggiungibili da animali come gatti e volpi.

Per questo motivo Lipu, Lav, Wwf, Enpa e Oipa ritengono che scuole, amministrazioni pubbliche e istituzioni scolastiche debbano privilegiare la collaborazione con associazioni impegnate nella ricerca scientifica, nella conservazione della biodiversità e nell'educazione ambientale, garantendo agli studenti un approccio fondato sul rispetto degli animali e degli equilibri naturali.

Le associazioni collegano inoltre la vicenda al dibattito nazionale sul DDL 1552 sulla caccia, sostenendo che, in una fase storica in cui la tutela della biodiversità dovrebbe rappresentare una priorità condivisa, sia ancora più importante promuovere una cultura ambientale fondata sulle evidenze scientifiche. A loro giudizio, programmi educativi che mettono in discussione anche il ruolo tecnico dell'ISPRA non rappresentano un valido strumento di divulgazione per i più giovani.

Infine, le cinque associazioni confermano l'impegno a proseguire le proprie attività di educazione ambientale e sensibilizzazione nelle scuole e sul territorio, con l'obiettivo di "diffondere tra le nuove generazioni una maggiore conoscenza della biodiversità, della conservazione della natura e del rispetto per tutte le forme di vita".

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