Sicurezza sul lavoro: nelle Marche calano le morti, ma gli infortuni aumentano del 5,5%
Nelle Marche l'incidenza degli infortuni mortali sul lavoro si mantiene sotto la media nazionale, ma il fenomeno continua a mostrare numeri significativi. È quanto emerge dall'elaborazione dell'Osservatorio Sicurezza e Ambiente Vega Engineering sui dati Inail relativi al primo semestre 2026, aggiornati al 30 giugno e confrontati con lo stesso periodo degli ultimi quattro anni.
Tra gennaio e giugno 2026, nelle Marche l'indice di incidenza degli infortuni mortali, esclusi quelli avvenuti in itinere, si è attestato a 13,8 morti ogni milione di occupati, a fronte di una media nazionale di 14,5. La regione rientra quindi nella cosiddetta zona gialla, quella con un'incidenza inferiore alla media italiana.

Fonte: Mappa creata da Vega osservatorio sicurezza e ambiente
Il dato marchigiano segna un miglioramento rispetto allo stesso periodo del 2025, quando l'incidenza era arrivata a 17,6, mentre nel 2024 era pari a 12,4 e nel 2023 a 14,0. Il valore del 2026 è dunque inferiore a quello dello scorso anno, ma superiore a quello registrato due anni fa.

A livello nazionale, nei primi sei mesi del 2026 sono stati registrati 482 infortuni mortali, contro i 502 dello stesso periodo del 2025. Si tratta di 20 decessi in meno. Di questi, 350 sono avvenuti in occasione di lavoro e 132 durante il tragitto casa-lavoro o lavoro-casa. Nel 2025 erano stati rispettivamente 362 e 140.
Il quadro cambia però se si guardano gli infortuni complessivi. Le denunce presentate all'INAIL nei primi sei mesi del 2026 sono state 315.452, contro le 299.130 dello stesso periodo del 2025: 16.322 in più, pari a un incremento di circa il 5,5%.
A crescere sono sia gli infortuni avvenuti durante l'attività lavorativa, passati da 252.839 a 264.890, sia quelli in itinere, saliti da 46.291 a 50.562.
Il report evidenzia inoltre quali siano i settori maggiormente coinvolti negli infortuni mortali. Nel primo semestre 2026 è il comparto delle costruzioni a registrare il maggior numero di vittime, seguito da trasporto, commercio e attività manifatturiere.

Un altro elemento riguarda l'età dei lavoratori. L'incidenza degli infortuni mortali cresce sensibilmente con l'aumentare dell'età: nel primo semestre 2026 raggiunge 45 vittime ogni milione di occupati tra gli over 65, contro 22,8 nella fascia 55-64 anni. Il dato va letto come indice di incidenza e non come numero assoluto di decessi.

Anche la modalità dell'infortunio presenta differenze significative. Nel quadriennio analizzato gli uomini registrano un'incidenza maggiore di infortuni mortali rispetto alle donne sia durante l'attività lavorativa sia in itinere. Per le denunce complessive, invece, l'incidenza degli infortuni in itinere risulta più elevata tra le donne.
Sul fronte della prevenzione, il Governo ha introdotto nuove misure con il decreto sicurezza sul lavoro, convertito nella legge 198 del 29 dicembre 2025. Il provvedimento interviene su più fronti: dalla formazione e dai controlli al rafforzamento degli organici impegnati nella vigilanza, fino al badge di cantiere e ai sistemi di premialità per le imprese legati all'andamento degli infortuni.
A queste misure si aggiunge, dal 2026, un Fondo da 500mila euro l'anno destinato a sostenere programmi aziendali di screening e prevenzione delle malattie cardiovascolari e oncologiche, oltre all'acquisto di defibrillatori da parte delle imprese. Per il 2026 il Ministero ha previsto rimborsi fino a 2mila euro per gli screening e fino a mille euro per l'acquisto dei DAE.
Il quadro restituito dall'Osservatorio, dunque, è quello di un fenomeno che presenta luci e ombre: le morti sul lavoro diminuiscono rispetto al primo semestre 2025, mentre le denunce complessive di infortunio tornano a crescere in maniera significativa. Le nuove misure sulla prevenzione si inseriscono quindi in un contesto nel quale, accanto alla riduzione degli incidenti mortali, resta alta l'attenzione sul numero complessivo degli infortuni.

nubi sparse (MC)
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