Civitanova celebra Gaia Giulietti: prima italiana a completare il Triple Ironman
Tre giorni e tre notti di gara, oltre 11 chilometri di nuoto, 540 chilometri in bicicletta e 126,6 chilometri di corsa. Numeri che raccontano solo in parte l'impresa compiuta dalla civitanovese Gaia Giulietti alla Deca Ultra Triathlon Italy di Peschiera del Garda, iniziata lo scorso 4 settembre.
Giulietti ha affrontato la distanza Triple Ironman, una delle prove più impegnative del programma, riuscendo a conquistare un risultato storico: è infatti la prima donna italiana ad aver completato questa distanza e, ad oggi, l'unica. Non solo: ha chiuso la competizione anche al primo posto assoluto.
Un'impresa che il sindaco di Civitanova Marche, Fabrizio Ciarapica, ha voluto celebrare ricevendo Gaia in Comune. Per la giovane atleta si tratta di un nuovo prestigioso traguardo dopo il successo ottenuto lo scorso anno a Colmar, in Francia.
«Gaia ci ha sorpreso di nuovo – ha commentato il sindaco –. Dietro imprese di questo livello ci sono sacrificio, disciplina, allenamenti, capacità di affrontare le difficoltà e, soprattutto, la forza di non arrendersi».
La prova disputata a Peschiera del Garda prevedeva 11,4 chilometri di nuoto in piscina, 540 chilometri in bicicletta e 126,6 chilometri di corsa. La frazione ciclistica si è sviluppata su un circuito di circa 7,5 chilometri, mentre quella podistica su un anello di circa 1,2 chilometri.
Una gara estrema affrontata con pochissime ore di sonno: Gaia ha dormito in tenda circa un'ora per notte, dovendo gestire la fatica, il caldo e il progressivo affaticamento fisico e mentale. «È stata un'esperienza davvero indescrivibile, sia dal punto di vista fisico che, soprattutto, mentale», racconta l'atleta.
Il risultato assume un valore ancora maggiore considerando il percorso che ha preceduto la competizione. Due mesi prima della gara Gaia era stata costretta a ritirarsi dalla stessa prova a causa di un virus intestinale. Successivamente, un infortunio l'aveva costretta a un ulteriore periodo di stop proprio a ridosso della nuova sfida.
Nonostante tutto, l'atleta ha scelto di non rinunciare al proprio obiettivo e si è presentata al via.
Nel corso della competizione non sono mancati momenti particolarmente difficili, soprattutto a causa della privazione del sonno e della fatica accumulata. È proprio in quei momenti che, secondo Gaia, emerge il valore delle ultra distanze.
«Ti insegnano a reagire ai momenti negativi, a resistere anche quando sei convinto di non farcela più, a rimanere lucido e a continuare a credere in te stesso anche quando è difficile farlo. Ho imparato che “non ce la faccio più” non significa necessariamente “non posso più”».
Durante la gara Gaia ha potuto contare anche sul sostegno della madre e degli altri partecipanti. «Ci si aiuta, ci si sostiene e si condivide la fatica. È uno degli aspetti più belli di questo mondo», racconta.
Particolarmente emozionante l'ultimo giro, percorso, secondo la tradizione delle ultra distanze, in senso contrario e con la bandiera della propria nazione, per salutare e incoraggiare gli atleti ancora impegnati nella competizione.
«Avevo le lacrime agli occhi e una gioia così grande che ancora oggi faccio fatica a descriverla. Ero incredula di esserci davvero riuscita».
Ora, però, l'obiettivo è già rivolto alla prossima sfida. «Il prossimo anno proverò a spostare ancora un po' più in là il mio limite», annuncia Gaia. «Amo questo sport e le emozioni che mi regala».
Un nuovo passo oltre il limite, dunque, per un'atleta che a Peschiera del Garda ha trasformato una sfida estrema in una pagina di storia dello sport italiano.

poche nuvole (MC)
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