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Belforte, sala piena per il Referendum Giustizia: confronto tra tecnici verso il voto di marzo

Belforte, sala piena per il Referendum Giustizia: confronto tra tecnici verso il voto di marzo

Una sala gremita: tanti cittadini, ma anche tecnici del diritto hanno partecipato venerdì scorso all’incontro pubblico sul referendum Giustizia, organizzato dalla Pro Belforte insieme all’amministrazione comunale di Belforte del Chienti. Un momento di confronto riservato ai temi del quesito su cui i cittadini saranno chiamati a esprimere il proprio parere i prossimi 22 e 23 marzo. Non un dibattito politico, bensì un momento che ha permesso - grazie alla presenza di ospiti di alto rilievo - ai non addetti ai lavori di conoscere gli aspetti più tecnici dell’appuntamento alle urne. 

Ad aprire la serata i saluti istituzionali del sindaco Alessio Vita, che si è complimentato per l’organizzazione e ha ringraziato in particolare il procuratore Giovanni Fabrizio Narbone - già ospite a Belforte lo scorso 25 novembre in occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne - per la disponibilità dimostrata ancora una volta verso il territorio. Poi il presidente della Camera Penale di Macerata, l’avvocato Donato Attanasio, che ha portato i saluti dell’associazione forense e ha voluto sottolineare il valore dell’iniziativa: "Ringrazio l’amministrazione comunale e la Pro Belforte per aver organizzato un evento che rappresenta un unicum in tutta la provincia. Offrire ai cittadini strumenti tecnici per comprendere e scegliere consapevolmente è il modo più alto di interpretare la funzione civile del confronto".

Un ringraziamento condiviso anche dal vicesindaco Mariella Migliorelli, che si è spesa in prima persona per la realizzazione della serata, richiamando l’attenzione sull’articolo 48 della Costituzione: "Il diritto di voto come dovere civico e fondamento della partecipazione democratica. Prima ancora di decidere come votare il 22 e 23 marzo - ha ribadito - è importante andare a votare. La grande partecipazione a questa serata fa ben sperare: significa che da parte dei cittadini c’è interesse alla cosa pubblica".

Il cuore della serata è stato il dibattito - moderato dalla giornalista Giulia Sancricca - tra il procuratore Giovanni Fabrizio Narbone, sostenitore della tesi del No, e l’avvocato Paolo Giustozzi, schierato per il Sì. Narbone ha impostato il suo intervento su una analisi tecnica dei possibili effetti della riforma oggetto del referendum, mettendo in guardia dai "rischi di indebolimento dell’assetto costituzionale della magistratura e richiamando il principio dell’equilibrio tra poteri". Di segno diverso l’intervento dell’avvocato Giustozzi, che ha sostenuto la tesi del Sì partendo proprio da casi emblematici di errori giudiziari "simbolo di una giustizia che può sbagliare e che, proprio per questo, deve essere riformata per garantire maggiori tutele ai cittadini".

 

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