Criminalità, Macerata tra le province più sicure d’Italia: 97ª su 106, ma crescono alcuni reati
La provincia di Macerata si colloca nella parte più bassa della classifica nazionale della criminalità, con un’incidenza dei reati denunciati tra le più contenute d’Italia. Un quadro complessivamente favorevole, che però non esclude singole criticità. È quanto emerge dall’Indice della criminalità 2026 del Sole 24 Ore, elaborato sui dati del ministero dell’Interno relativi al 2025.
Nel Maceratese sono state registrate 7.595 denunce, corrispondenti a 2.517,49 reati ogni 100mila abitanti. La provincia occupa il 97° posto su 106 nella graduatoria generale, che colloca in cima i territori con la maggiore incidenza dei delitti denunciati. Rispetto all’edizione precedente, Macerata guadagna tre posizioni, passando dal 94° al 97° posto: un miglioramento relativo, da leggere insieme all’andamento del numero complessivo dei reati.
Il significato della classifica è importante. Non si tratta di contare soltanto quanti delitti vengono denunciati, ma di rapportarli alla popolazione residente. In questo modo è possibile confrontare province con dimensioni differenti. Il numero assoluto di denunce racconta il volume degli episodi registrati; il tasso ogni 100mila abitanti permette invece di capire quanto incidano rispetto alla popolazione.

Nel confronto regionale, Macerata presenta l’incidenza complessiva più bassa tra le cinque province marchigiane. Il territorio si colloca quindi in una posizione favorevole non soltanto rispetto alla graduatoria nazionale, ma anche rispetto alle altre realtà della regione.
Il dato va letto senza trasformarlo in una misura assoluta della sicurezza: una posizione più bassa nella classifica indica una minore incidenza dei reati denunciati, ma non significa che ogni tipologia di criminalità sia meno diffusa o che non esistano problemi specifici.
Anche il quadro nazionale offre un termine di paragone. Nel 2025 in Italia sono stati denunciati circa 2,36 milioni di delitti, con una diminuzione dell’1,8% rispetto all’anno precedente. Il calo, tuttavia, non riguarda tutti i reati: mentre diminuiscono soprattutto i furti, continuano a crescere fenomeni come le truffe e le frodi informatiche.
Tra gli indicatori che meritano attenzione ci sono i furti con strappo, cioè i casi in cui un oggetto viene sottratto direttamente alla vittima con uno strappo, come può accadere con una borsa o una collana. Nel 2025 in provincia di Macerata sono state registrate 32 denunce, con un’incidenza di 10,59 casi ogni 100mila abitanti.

Per questa specifica tipologia di reato, Macerata si colloca al 44° posto nazionale, avanzando di 33 posizioni rispetto all’anno precedente. È un dato che contrasta con il buon piazzamento nella graduatoria complessiva e che richiede una lettura distinta: la provincia può avere un’incidenza generale contenuta e, allo stesso tempo, presentare valori relativamente più elevati per alcuni reati.
Un altro indicatore riguarda gli omicidi volontari. Nel corso del 2025, in provincia di Macerata è stato registrato un caso, con un’incidenza di 0,33 ogni 100mila abitanti. Il territorio occupa il 60° posto nella graduatoria nazionale, migliorando di 26 posizioni rispetto all’anno precedente.
Quando i numeri sono così contenuti, anche un singolo episodio può incidere sensibilmente sul tasso e sulla posizione in classifica. Per questo il dato non va interpretato isolatamente, ma inserito nel quadro complessivo della criminalità provinciale.
A livello nazionale gli omicidi volontari sono scesi a 289, con una diminuzione dell’11,3% rispetto al 2024. È una tendenza generale che non coincide necessariamente con quella di ogni singola provincia.
L’Indice della criminalità del Sole 24 Ore si basa sui delitti segnalati all’autorità giudiziaria dalle forze di polizia. Non fotografa quindi necessariamente tutti i reati effettivamente commessi, perché una parte degli episodi potrebbe non essere denunciata.
Per Macerata, il dato generale è incoraggiante: 97° posto su 106 e un’incidenza inferiore a quella delle altre province marchigiane. Ma la classifica non esaurisce il tema della sicurezza. I furti con strappo, con una posizione nazionale decisamente più alta rispetto a quella generale, dimostrano che le diverse forme di criminalità possono seguire andamenti differenti.
La lettura più corretta è quindi quella che tiene insieme i due livelli: da una parte il quadro complessivo, che colloca il Maceratese tra le province con meno denunce in rapporto alla popolazione; dall’altra i singoli reati, che consentono di individuare le situazioni da monitorare e di evitare che un solo numero restituisca un’immagine incompleta del territorio.

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