Da Baresi a Maradona, passando per Bartali e Pertini. Buffa conquista Overtime: lo sport diventa racconto
Una serata di grandi storie, emozioni e memoria sportiva. È quella vissuta ieri sera al Teatro Lauro Rossi di Macerata, dove Federico Buffa, giornalista sportivo e tra gli storyteller più apprezzati d’Italia, è tornato sul palco di Overtime per la sedicesima volta consecutiva, confermando un legame ormai consolidato con il festival dedicato a chi allena il corpo e la mente.
L’incontro, intitolato «L’ardente desiderio della vittoria», ha chiuso la seconda giornata della manifestazione. A dialogare con Buffa è stato Gerardo De Vivo, dell’agenzia Area, che ha moderato una conversazione capace di coinvolgere e affascinare il pubblico del teatro maceratese.
Il filo conduttore della serata è stato proprio il desiderio, parola chiave di questa edizione di Overtime: la volontà di vincere, la ricerca del successo, ma anche il significato più profondo delle imprese sportive e il loro legame con la storia, la cultura e l’identità collettiva.
Con la consueta capacità narrativa, la pacatezza e la leggerezza che contraddistinguono il suo stile, Buffa ha accompagnato gli spettatori in un viaggio tra personaggi leggendari, partite memorabili e vicende capaci di andare ben oltre il campo da gioco.
La serata si è aperta con un ricordo commosso di Franco Baresi, storico difensore del calcio italiano, ripercorrendone la carriera e arrivando fino al Mondiale del 1994 negli Stati Uniti, senza dimenticare gli anni dell’infanzia e le origini di una storia sportiva straordinaria.
Da lì, il racconto si è allargato ad alcuni dei momenti più significativi dello sport italiano e internazionale: il Grande Torino, il Mondiale del 1950, le imprese di Gino Bartali al Tour de France e il legame tra lo sport, la vittoria azzurra ai Mondiali del 1982 e la figura del presidente della Repubblica Sandro Pertini.
Proprio sul valore universale dello sport e della musica, Buffa ha sottolineato come entrambi rappresentino linguaggi capaci di superare confini e differenze: «Lo sport, come la musica, è un linguaggio esperanto, globale, da tutti comprensibile».
Un modo per ricordare quanto le grandi imprese sportive abbiano contribuito, nei diversi passaggi della storia repubblicana, a unire il Paese, alimentando un senso di appartenenza condiviso.
Tra i protagonisti della narrazione non poteva mancare Diego Armando Maradona, il cui talento e la cui personalità sono stati accostati da Buffa alla figura di Caravaggio. Due personaggi lontani per epoca e ambito, ma accomunati, nella lettura del giornalista, da un’esistenza intensa e da una grandezza capace di convivere con le contraddizioni. «Meravigliosi maledetti», li ha definiti, evocando anche alcune assonanze con Lionel Messi e il suo percorso con la nazionale argentina.
Accanto ai grandi campioni e agli eventi entrati nella storia, hanno trovato spazio anche riflessioni personali e aneddoti, in un racconto che ha alternato approfondimento, curiosità ed emozione, confermando la capacità di Buffa di trasformare lo sport in una straordinaria chiave di lettura della società.
Prima dell’inizio dell’incontro, sono intervenuti per i saluti istituzionali l’assessore allo Sport del Comune di Macerata, Riccardo Sacchi, e il rappresentante dello sponsor Contram, che ha collaborato all’organizzazione della serata.
Al termine, il giornalista si è intrattenuto con il pubblico per una sessione di autografi e fotografie, confermando il rapporto speciale con i tanti appassionati presenti.
Una nuova serata di successo per Overtime, che attraverso le parole di Federico Buffa ha ricordato come lo sport non sia soltanto competizione e risultato, ma anche memoria, cultura e racconto: storie capaci di attraversare le generazioni e parlare a tutti.

nubi sparse (MC)
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