Camerino, Unicam riapre Palazzo Ribechi e Santa Caterina: “La città si riappropria dei suoi spazi”
Due edifici storici restituiti alla città e all'Università di Camerino, con nuove funzioni didattiche e abitative. È stato un giorno importante per Unicam e per l'intera comunità camerte, che ha inaugurato Palazzo Ribechi e il complesso di Santa Caterina, a pochi giorni dal decennale del terremoto che nel 2016 sconvolse il centro storico e la vita dell'ateneo.
I due immobili, completamente riqualificati, entrano ora a far parte del Polo Didattico Sant'Agostino, dedicato alla chimica e alle scienze del farmaco, ampliandone gli spazi e le funzioni. Alla cerimonia hanno partecipato autorità, docenti, studenti e cittadini.
A fare gli onori di casa il rettore di Unicam Graziano Leoni, che ha sottolineato il significato della giornata.
«È una bella giornata, un momento in cui la città e l'università si riappropriano di spazi che la rendono funzionale», ha detto il rettore, evidenziando come l'ateneo stia progressivamente uscendo dalle difficoltà legate alla fase post terremoto. «Inaugurare lo spazio di Santa Caterina significa restituirlo con una funzione potenziata e arricchire il polo di Sant'Agostino con nuove sedi e funzioni, spazi che entreranno nella vita quotidiana dell'ateneo».
Il sindaco di Camerino Roberto Lucarelli ha ricordato invece la particolare coincidenza con il decennale del sisma.
«Tra poco sarà il 26 ottobre, di cui ricorderemo la scossa che ci ha cambiato in pochi attimi la vita», ha sottolineato. Per il primo cittadino, la restituzione di Palazzo Ribechi e Santa Caterina rappresenta un segnale importante per il centro storico e per il futuro della città.
«Oggi mettiamo a tavola un lavoro di squadra. Il taglio del nastro è un passo importante per far riacquistare il futuro ai ragazzi, la forza di questa città», ha aggiunto Lucarelli, ringraziando quanti hanno lavorato alla riqualificazione dei due immobili.
Alla cerimonia era presente anche la sottosegretaria alla presidenza della Regione Marche Silvia Luconi, che ha definito i due edifici «un presidio culturale e sociale fondamentale».
Luconi ha ricordato quei giorni del 2016 e l'impatto del terremoto sulla popolazione: «Ricordo nitidamente quella sera, la nebbia, e l'unico colore era rappresentato dai trolley dei cittadini che uscivano da Camerino».

Da qui la riflessione sul valore simbolico della restituzione degli edifici: «Il dovere delle autorità è ridare quegli edifici che ci sono stati tolti, ma bisogna lavorare affinché vi siano presidi. È vero che il terremoto ci ha tolto, ma dobbiamo ripartire da qui e ricostruire la nostra regione».
È intervenuto da remoto anche il commissario straordinario alla ricostruzione Guido Castelli, che ha espresso il proprio ringraziamento a Unicam e sottolineato il ruolo di Camerino come simbolo del percorso di ricostruzione.
«Camerino è il simbolo di una ricostruzione», ha affermato Castelli, ricordando il lavoro svolto da progettisti, tecnici e imprese. «Grazie a tutti coloro che sono stati coinvolti nei lavori, da chi ha diretto, progettato ed eseguito i lavori, riportando Camerino ad uno splendore che deve essere aggiornato al futuro».
Nel corso dell'inaugurazione sono intervenuti anche i docenti Carlo Cifani, Michele Loreti e Loredana Cappellacci, insieme al presidente della SIFO Arturo Cavaliere.
La cerimonia si è conclusa con il tradizionale taglio del nastro, suggellando la restituzione di due edifici storici al patrimonio universitario e cittadino.



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