Cultura e spettacoli

"Parole in jazz": musica e poesia nel cuore di Porto Recanati

"Parole in jazz": musica e poesia nel cuore di Porto Recanati

Quando l’eccellenza della musica incontra l’eccellenza della poesia. Questi sono “I concerti della domenica”, la rassegna porto recanatese, organizzata dall’Associazione Culturale lo Specchio e patrocinata dal Il Comune d Porto Recanati - Assessorato alla Cultura, che dà il via ad un percorso di esplorazioni e di ascolto. Il primo appuntamento, che fa da ghiotto antipasto, è il 22 aprile, alle ore 17,30 presso la Pinacoteca A.Mororni (Castello Svevo); con la poesia della performer Rosaria Lo Russo accompagnata dal duo i Blanche, Bianca Semplici, voce; Cesare Sampaolesi, Chitarra. Rosaria Lo Russo è nota non solo in Italia, ma anche all’estero, non solo perché ha calcato i palcoscenici di mezzo mondo (Europa e America in particolare) performando i suoi testi. Rosaria Lo Russo è anche, in Italia, la traduttrice di alcuni dei migliori autori stranieri, in particolare di Anne Sexton. Proprio la figura della bellissima e graffiante poetessa americana, autrice di alcuni dei testi poetici più belli del Novecento, sarà al centro dell’incontro portorecanatese. La Sexton, vita turbolenta, drammatica e versi sensuali, maleducati, è riconosciuta come una delle voci più originali della poesia mondiale, capace di abbagliare chiunque con la forza evocativa di immagini quotidiane mescolate a una sensibilità femminile strabiliante. A introdurre la Lo Russo nell’analisi e nella lettura performativa dei testi della Sexton sarà Piergiorgio Viti, giovane poeta marchigiano, tra i più affermati della sua generazione, che sta per uscire con la terza raccolta, “Aperto per inventario”. Appuntamento addirittura di livello nazionale è invece quello del 27 maggio, ore 17,30 presso la Piazza E.Medi, quando Porto Recanati ospiterà un mito della poesia americana e mondiale: Jack Hirschman accompagnato dal quartetto Infrared quartet con i musicisti: Leonardo Rosselli:sassofoni, Matteo Paggi:trombone, Jack Lucchetti:contrabbasso, Enzo Cesari:batteria.  Poeta proveniente dalla cultura beat (è stato amico di Ferlinghetti e Corso), geniale, è uno dei pochi poeti capaci di fondere diversi elementi, spesso distantissimi tra loro: l’amore, la ribellione, l’impegno sociale, il “mood” beat, il surrealismo, la cultura yiddish, plasmando una lingua nuova, ricca di invenzioni. Jack Hirschman, classe 1933, è tutto questo e molto altro ancora, perché oltre ad essere poeta di fama mondiale, è anche traduttore, scrittore, pittore e attivista politico in favore dei “deboli”. Con oltre 100 libri all’attivo, è stato, alla UCLA, professore, tra gli altri, di Jim Morrison, prima di essere licenziato a causa della sua propaganda contro la guerra in Vietnam. E’ considerato il fondatore del World Poetry Movement e della Revolutionary Poets Brigade e attualmente vive a San Francisco, in California. Tutti gli eventi sono a ingresso libero.    

L'architetto Marone Marcelletti "torna" con una mostra al Liceo Artistico di Macerata

L'architetto Marone Marcelletti "torna" con una mostra al Liceo Artistico di Macerata

Da sabato 14 aprile il Liceo Artistico “Cantalamessa” di Macerata ospita una bellissima mostra sull’architetto Marone Marcelletti, che torna dunque nell’istituto in cui ha insegnato per anni e del quale ha progettato la struttura nel lontano 1959, quando la scuola si chiamava ancora Istituto Statale d’Arte. La mostra, intitolata “Marone Marcelletti 1917-2017. L’architetto, l’artista, l’uomo”, già esposta a Corridonia ed organizzata nel centenario della nascita (con il patrocinio del Comune di Corridonia e dell’Ordine degli Architetti), ripercorre, in maniera chiara e con molte immagini, la vita e le opere dell’architetto corridoniense. Essa viene ora proposta nell’aula polifunzionale della scuola, il cui edificio conserva nella sua struttura generale e in molti particolari costruttivi, il segno del suo progettista.  All’evento inaugurale, introdotto dal Dirigente Scolastico Prof. Pierluigi Ansovini, hanno partecipato i curatori della mostra, gli architetti Paolo Basilici (che per molti anni ha insegnato all’Istituto d’Arte), Mario Montalboddi e Michele Schiavoni, il sindaco di Corridonia Paolo Cartechini e la signora Eliana Leoni Marcelletti, in rappresentanza della famiglia.  Di fronte agli studenti delle classi della sezione di “Architettura e Ambiente” e degli altri indirizzi della scuola (“Arti Figurative”, ”Design” e “Audiovisivo e Multimediale”), i relatori hanno ricordato la figura di Marone, che per molti anni è stato uno degli insegnanti più illuminati e seguiti e alle cui lezioni si sono formati molti docenti che ancora oggi operano nella scuola.  Nei vari interventi che si sono succeduti, sono state inoltre sottolineate le caratteristiche e le peculiarità della sua attività progettuale, in un contesto decisamente diverso da quello di oggi; un’attività che lo ha portato a realizzare opere importanti ed innovative nel maceratese. Un particolare contributo è poi venuto dall’intervento della signora Eliana Leoni Marcelletti, nuora dell’architetto, che ha portato un suo personale ricordo.  L’incontro si è concluso con alcuni aneddoti sulla figura di Marcelletti come insegnante, aneddoti proposti dall’architetto Paolo Basilici e dal Prof. Ermenegildo Pannocchia che, insieme al Prof. Anacleto Sbaffi, furono allievi dell’architetto e che ne hanno ricordato le qualità umane oltre che professionali. Per gli alunni del Liceo Artistico di oggi l’esposizione non ha solo un valore documentaristico, ma senz’altro fornisce anche un grande contributo didattico; ma essa risulta interessante anche per gli studenti delle altre scuole di Macerata, poiché consente di far conoscere l’opera di una delle personalità che è stata una delle più importanti ed influenti del territorio.  Tutti gli studenti sono dunque invitati a visitare la mostra, che rimarrà aperta in orario scolastico fino al 5 maggio. Per questo è stato predisposto un servizio di guida da parte degli insegnanti e degli studenti della sezione di “Architettura e Ambiente”.  

A Civitanova nascono nuovi autori: al via un corso di scrittura

A Civitanova nascono nuovi autori: al via un corso di scrittura

"Scrivere e Pubblicare Racconti" è il corso promosso dall'agenzia letteraria Scriptorama per tutti quelli che coltivano la passione per la scrittura e vogliono raggiungere con essa i migliori traguardi. Le lezioni prenderanno il via a Civitanova Marche, presso le aule del Liceo Stella Maris (via Saragat, 50), il prossimo giovedì 26 aprile, i posti sono limitati. In classe si parlerà delle tecniche e di tutti i segreti per scrivere racconti; il corso è ideale anche per chi non ha mai scritto prima, mentre chi già pratica la scrittura scoprirà un nuovo modo di guardare alla propria passione e trovare la chiave per raggiungere grandi risultati. Condotto dai docenti e dagli editor Scriptorama, si tratta di un percorso completo attraverso le migliori pratiche di scrittura, con momenti di confronto, tutoring personalizzato, laboratori pratici. A completare l'offerta anche un manuale gratuito e una newsletter professionale con focus, casi-studio e i consigli degli esperti. “Siamo alle soglie della pubblicazione della quarta antologia – racconta Luca Pantanetti di Scriptorama – quella che raccoglie i migliori lavori dei corsisti e che vedrà la luce a maggio. Con questo nuovo corso ci proponiamo di scoprire nuove voci e portarle al debutto editoriale a ottobre 2018.” Sedi dei corsi, programma e modalità di iscrizione su www.scriptorama.it e al numero 349.2625590.

La mostra su Lotto e Leopardi appassiona 1mila visitatori  e proroga fino a giugno

La mostra su Lotto e Leopardi appassiona 1mila visitatori e proroga fino a giugno

Il rapporto due anime inquiete e di grande sensibilità a Recanati continuerà ad appassionare i visitatori. Vista l’ampia richiesta da parte delle scuole e dei visitatori, è stata prorogata fino al 3 giugno la mostra a Villa Colloredo Mels “Solo, senza fidel governo et molto inquieto de la mente. Lorenzo Lotto dialoga con Giacomo Leopardi” a cura di Vittorio Sgarbi ed inaugurata il 21 dicembre 2017. L’evento espositivo ha riscontrato grande interesse proprio perché rivela due uomini che hanno vissuto in modo travagliato la loro epoca, ma che hanno saputo raccontarla nel profondo. Dall’apertura ad oggi la mostra ha registrato quasi 11mila visitatori. “Siamo oltre ogni aspettativa di pubblico per la mostra in corso a Villa Colloredo Mels che vede protagonisti Lorenzo Lotto e Giacomo Leopardi” ha commentato l’assessore alle Culture del Comune di Recanati Rita Soccio. “La felice intuizione del curatore ha realmente interessato e affascinato il pubblico, in particolare quello più giovane, che forse si è identificato nella forte intimità che trapela dai ritratti del pittore e dai manoscritti del poeta. Pur distanti nel tempo, entrambi hanno trovato nella città di Recanati il loro luogo di studio e di ricerca. L'interesse suscitato dalla mostra è solo l'inizio di un percorso virtuoso da continuare e implementare insieme ai partner culturali del territorio”. Anche gli istituti scolastici del Paese hanno particolarmente apprezzato l’immaginario dialogo di Sgarbi, con prenotazioni per visite da parte delle scolaresche. Quattro le proposte didattiche in mostra che si possono ancora prenotare, differenziate in base all’età dei partecipanti. Per i giovani visitatori sono stati ideati tre laboratori didattici per stimolare la loro creatività e conoscere questi due grandi personaggi che a Recanati hanno lasciato un segno. Il laboratorio “La poesia dei 5 sensi”, quello “Multi-ritratto in cornice” dove Lotto e Leopardi ci insegnano che esistono tanti modi per raccontare se stessi e gli altri: parole, immagini e oggetti. Infine l’attività didattica “Un profilo, sono io!” dove, partendo da alcune riflessioni sulle opere in mostra di Lotto e Leopardi, gli studenti hanno tracciato il loro volto con parole e immagini fino a farlo diventare un originale autoritratto contemporaneo. I ragazzi della Scuola secondaria di I-II grado hanno partecipato al laboratorio “I giovani favolosi”. Inoltre, per tutte le età, la visita guidata su misura, incentrata sul talento straordinario dei due artisti, uno per la pittura e l’altro per poesia, che hanno saputo mettere la loro anima all’interno di capolavori di tutti i tempi. Al percorso della mostra “Lorenzo Lotto dialoga con Giacomo Leopardi” a Villa Colloredo Mels è collegata l’esposizione straordinaria di documenti, manoscritti e cimeli del poeta, unici e significativi, la cui selezione e cura scientifica è affidata alla professoressa Laura Melosi e al dottor Lorenzo Abbate della cattedra leopardiana dell’Università degli studi di Macerata. Una vera e propria riscoperta del patrimonio leopardiano che torna dopo molti anni a disposizione di tutta la cittadinanza, dei turisti e degli studiosi. Nel museo civico troviamo esposte, ad esempio, dalle carte relative alla pubblicazione della prima edizione dello Zibaldone e una commovente lettera spedita da Firenze da Giovanni al padre. Un viaggio nella cultura che ha indagato l’inquietudine sotto diversi aspetti, come durante la presentazione del libro di Mauro Zanchi “In principio sarà il sole. Il coro simbolico di Lorenzo Lotto” dedicato alla simbologia lottesca o durante il recente incontro “La forza e la poesia dell’inquietudine. Mogol racconta”. Tanti gli eventi collaterali organizzati in questi mesi da Sistema Museo che hanno ruotato intorno alla mostra e che hanno registrato il tutto esaurito, confermando Recanati come meta culturale. Oltre ai tour esperienziali Lorenzo Lotto e Giacomo Leopardi Experience, che hanno visto i visitatori impegnati in una visita guidata per le vie della città e per la mostra, anche gli appuntamenti con “Lotto Marzo”, in occasione della Festa delle donne con la partecipazione della storica dell’arte Marta Paraventi, “Lotto alle 8 colazione d’artista”. Senza dimenticare gli originali eventi in occasione di San Valentino “Cuori inquieti. Eros e sentimento nelle vite e nelle opere di Giacomo Leopardi e Lorenzo Lotto” e “Baci al museo”. Grazie al biglietto unico, oltre alla mostra “Lorenzo Lotto dialoga con Giacomo Leopardi”, si possono visitare i Musei Civici di Villa Colloredo Mels, il Museo dell’Emigrazione Marchigiana, il Museo “Beniamino Gigli” e la Torre del Borgo. La mostra è promossa dalla Regione Marche e dal Comune di Recanati, con il contributo della Camera di Commercio di Macerata, Università degli Studi di Macerata e Centro Nazionale Studi Leopardiani e organizzata in collaborazione con Spazio Cultura. La mostra fa parte della programmazione di mostre ed eventi culturali per il 2017 – 2019 a Recanati dell’innovativo progetto della Società Sistema Museo“Recanati verso l’Infinito”, che fa leva sulla forte identità della città legata all’arte, alla poesia e alla musica, progetto realizzato con il contributo della Regione Marche e del Comune di Recanati.  

Sabato 21 aprile al Politeama di Tolentino Aperitivo Cabaret con Claudio Batta, l’enigmista” di Zelig

Sabato 21 aprile al Politeama di Tolentino Aperitivo Cabaret con Claudio Batta, l’enigmista” di Zelig

Il grande pubblico lo conosce nei panni di Capocenere, “l’enigmista” di Zelig, ma non è che uno dei personaggi di Claudio Batta. Sabato 21 aprile alle ore 21,15 sarà al Politeama di Tolentino con il suo nuovo spettacolo comico “Recital 2018” per Aperitivo Cabaret. Dopo Giorgio Verduci, un’altra serata all’insegna della comicità con apericena in Caffetteria a partire dalle ore 20 incluso nel biglietto d’ingresso.  In Recital 2018 Claudio Batta spazia tra il vasto repertorio degli ultimi due spettacoli comici, Agrodolce dove si parla delle abitudini alimentari degli italiani, sprechi e consumi inadeguati e Da quando ho famiglia sono single spettacolo che affronta l’argomento educazione e genitorialità. Una combinazione dei suoi spettacoli e personaggi che lo hanno contraddistinto sulla scena del cabaret nazionale, non può mancare un accenno a Capocenere e alla sua “Nimmistica”.  Il cabaret non è che uno dei settori in cui Claudio Batta ha espresso il suo talento. Nasce dal teatro, percorrendo, in particolare, il territorio del Teatro Comico Civile che per definizione si caratterizza come un tipo di teatro ‘che affronta, ridendo, argomenti sociali, temi di attualità, denuncia e critica [...] spettacoli propositivi che veicolano contenuti, danno informazioni, aprono nuovi scenari, favoriscono la riflessione e, allo stesso tempo fanno ridere e divertire’. È alla radio con molti dei suoi personaggi di cabaret all’interno dei programmi di Rtl 102.5 di Radio 105. È stato protagonista della sit-com “Belli Dentro” ambientata in carcere in onda su canale 5. Ha scritto due libri: La nimmistica e Uttobene uttobene. Claudio Batta sarà affiancato da Norberto Midani, storico collaboratore di Gianni Rodari, presenza fissa allo Zelig di Milano e protagonista di commedie e spettacoli nei teatri di tutta Italia. I biglietti per lo spettacolo sono disponibili al Botteghino del Politeama, aperto dal lunedì al venerdì dalle 17,30 alle 19,30 e da un’ora prima di ciascun spettacolo. Biglietti disponibili anche online all’indirizzo http://www.liveticket.it/politeamatolentino. Il costo del biglietto è di 20 euro+ prevendita. L’evento è organizzato in collaborazione con Bernys Town e Multiradio.  

Macerata, al Lauro Rossi arriva il concerto Ex Tenebris Lux Fulgebit

Macerata, al Lauro Rossi arriva il concerto Ex Tenebris Lux Fulgebit

Si preannuncia come il più inusuale e sicuramente imperdibile concerto della trentaseiesima edizione della Rassegna di Nuova Musica firmata dal direttore artistico Gianluca Gentili, mercoledì 18 aprile al Teatro Lauro Rossi (ore 21.15,: Ex Tenebris Lux Fulgebit. Protagonisti due gruppi: uno strumentale, il Blumine Ensemble diretto da Caterina Centofante, e uno vocale specializzato nel canto gregoriano, la Schola Gregoriana Benedetto XVI di Bologna diretto da Nicola Belinazzo. Si tratta di un “immaginario percorso dal buio alla luce” in cui i due ensemble si alterneranno nell’esecuzione di brani di compositori del nostro tempo (Huber, Terranova, Lazkano, Haas, Donatoni, Ciardi) e di canti gregoriani. Il progetto, ideato e realizzato dalla giovane direttrice d’orchestra Centofante, è stato espressamente pensato per gli spazi del Teatro Lauro Rossi. Come raggi di luce che filtrano da lontano attraverso gli arbusti di una fitta foresta, giungono all’ascoltatore i suoni appena percettibili di Purcell, nella composizione di Klaus Huber Ein Hauch von Unzeit III; inizia così un immaginario percorso dal buio alla luce, dal Notturno in forma di Rosa di Daniela Terranova si attraversa il punto di massima oscurità che dà origine alla nuova rinascita, ineluttabile, nelle suggestioni timbriche di Wintersonnenwende (“Solstizio d’inverno”) di Ramon Lazkano. Domina le composizioni di Georg Friedrich Haas il tema della luce e dell’oscurità e naturalmenteanche  Lumen, di Franco Donatoni, che evolve gli elementi verso una luminosità spinta all’estremo, fino a divenire silenzio. Araba Fenice II di Fabio Cifariello Ciardi  sviluppa ed estende, appositamente per l’ensemble Blumine, alcune delle idee alla base di un brevissimo brano commissionato dalla Fondazione Teatro La Fenice nel 2015 basato sulla trascrizione strumentale della voce di Papa Francesco. La rassegna di Nuova Musica si conclude giovedì 19 aprile, negli spazi dell’Ex Asilo Ricci, per una serata-omaggio al contrabbassista e compositore maceratese Stefano Scodanibbio. La XXXVI Rassegna di Nuova Musica è realizzata con il contributo del Comune di Macerata e con il supporto logistico/organizzativo dell’Associazione Arena Sferisterio; si avvale della collaborazione dell’UNIMC e dell’Accademia di Belle Arti di Macerata. Importante presenza è inoltre quella dell’Orchestra Filarmonica Marchigiana con la quale il Festival ha realizzato negli ultimi anni numerosi progetti originali. Come avviene da tempo, anche i concerti del 2018 saranno registrati e trasmessi da Rai Radio3. I biglietti (Biglietteria dei teatri in piazza Mazzini e circuito online Vivaticket) hanno un costo di 5 euro (intero) e 3 euro (ridotto; gli studenti UNIMC potranno usufruire di ulteriori agevolazioni). Per l’appuntamento del 19 aprile all’Ex Asilo Ricci, considerato il limitato numeri di posti, si raccomanda l’acquisto del biglietto con anticipo.

"Musiche in miniatura" approda al teatro Flora di Penna San Giovanni

"Musiche in miniatura" approda al teatro Flora di Penna San Giovanni

Sabato 21 aprile arriva al teatro Flora di Penna San Giovanni, “Musiche in miniatura”, il tour di concerti che ha lo scopo di proporre e riportare la musica pop, jazz e bossa nova nei teatri più piccoli e belli d'Italia. Sul palco il cantautore Maurizio Chi, i diversi generi musicali della giovane cantante Celeste e l’interprete jazz Viviana Zarbo. Obiettivo dell'iniziativa, fortemente voluta dai tre artisti e ideata da Maurizio Chi, è quello di ridare alla musica il valore e la qualità dell’ascolto che solo il teatro può regalare e dare risonanza e visibilità a bellezze architettoniche di cui molti non conoscono l’esistenza e che invece meritano di essere visitate e vissute. Tre voci e mondi musicali differenti accompagnati da una band internazionale d’eccezione composta da Anselmo Netto (Brasile) alle percussioni, Ricardo Dos Santos (Brasile) al contrabbasso, Caco Barros (Brasile) alle chitarre e John Crawford (UK) al piano. Il progetto ha lo scopo di far conoscere al pubblico artisti di talento e le straordinarie architetture in cui si esibiranno, a molti sconosciute. Inoltre, al termine del tour, sarà realizzato un cortometraggio per la regia di Giacomo Triglia, che racconterà le esibizioni, i backstage, volti e storie dei protagonisti.    

"Fragments": una maceratese alla Biennale di Venezia

"Fragments": una maceratese alla Biennale di Venezia

Durden and Ray è lieto di presentare la mostra “Fragments”, una collettiva sulle pratiche artistiche Italiane curata da Camilla Boemio, curatrice e curatrice associata di due Padiglioni Nazionali alla Biennale di Venezia e curatrice di “Delivering Obsolescence” un Progetto Speciale alla 5° Biennale d’Arte Contemporanea di Odessa.  Boemio ha già curato mostre in musei ed in fiere in California. Quest'anno è stata una dei relatori alla Biennale Conference che indagava sullo stato dell’arte organizzata da un pool di atenei di Boston a Quebec City, in Canada. Scrittrice d'arte, curatrice e teorica la cui pratica indaga l'estetica contemporanea, nel 2013 è stata curatrice associata di Portable Nation, il padiglione delle Maldive alla 55sima Esposizione Internazionale d’Arte La Biennale di Venezia, dal titolo Il Palazzo Enciclopedico; nel 2016 è stata curatrice di Diminished Capacity, il primo padiglione della Nigeria alla XV Mostra Internazionale di Architettura, con il titolo Reporting from the Front; nello stesso anno ha partecipato a The Social (4th International Association for Visual Culture Biennial Conference) alla Boston University.  Nel 2017, ha curato Delivering Obsolescence: Art Bank, Data Bank, Food Bank, Progetto Speciale della 5th Odessa Biennale of Contemporary Art.  E’ membro della AICA (International Association of Arts Critics). Boemio ha scritto e curato libri, ha contribuito con saggi e recensioni a varie pubblicazioni internazionali, scrive regolarmente per le riviste specializzate, e i siti web. Ha tenuto parte a simposi, dibattiti e conferenze in musei e festival internazionali. La mostra, curata da Durden e Ray, fornisce un contesto di confronto, dialogo e riflessione sull'arte di varie generazioni in Italia in relazione all'identità culturale: le migrazioni, il lavoro, la crisi, la sacralità e la spiritualità, la città e la geopolitica. È un momento di cambiamento - e la realizzazione di "Frammenti" è parte di questa realtà - in una coscienza alterata con dei collegamenti con il passato e i segni del futuro. Nelle installazioni, nei disegni, nelle fotografie e nelle pratiche di progettazione della mostra, gli artisti creano uno spazio di liquidità e un repertorio di percezioni. Le posizioni estetiche e filosofiche sembrano essere in costante movimento. Allo stesso tempo, sviluppano un vocabolario preciso in cui le ambiguità morfologiche aumentano la volontà cognitiva: i segni minimi indicano la dicotomia della sovrapposizione semantica. La mostra è in collaborazione con la piattaforma nomade AAC Platform, una no profit art organizzazione basata a Roma che rappresenta gli artisti localmente, regionalmente e a livello internazionale, co-fondata con Fabrizio Orsini.  

Primo disco e riconoscimenti per i Sambene

Primo disco e riconoscimenti per i Sambene

C’è Nunzia con la sua bicicletta, Nenè che sugli sci “sembrava un angelo che volava”, Eraclio e il suo commovente messaggio d’addio, Bebi e gli altri che riposano sotto i pini di Montalto ed ancora Ruth e Augusto,  Ivan, Elvio, Achille, Derna e Alessandro. Sono i protagonisti di dieci canzoni, dieci sentieri per ripercorrere fatti e personaggi della Resistenza marchigiana. Tutto questo è "Sentieri partigiani. Tra Marche e memoria" (Fono Bisanzio), il primo lavoro discografico di inediti dei Sambene, gruppo folk di Recanati prodotto da Michele Gazich, che nasce  con intento di salvare dall'oblio alcuni personaggi della luminosa stagione di lotta per la liberazione dell'Italia che è stata la Resistenza. Più che un disco un vero e proprio documento, unico nel suo genere, che ha richiesto un lungo periodo di studio e ricerca. L’album uscirà, non a caso, il 24 aprile, alla vigilia dell’anniversario della Liberazione, ma ha già meritato un importante riconoscimento, il Premio Nazionale "Renato Benedetto Fabrizi" dell’Anpi, assegnato ogni anno a coloro che, nell’ambito della propria attività, abbiano trattato i temi dell’antifascismo e della Resistenza. Il riconoscimento sarà consegnato il 22 aprile a Osimo, alle 17 a Palazzo Campana. Il progetto, che ha anche ottenuto il patrocinio non oneroso di dieci comuni marchigiani (Recanati, Fabriano, Visso, Fiastra, Muccia, Cessapalombo, Urbisaglia, Arcevia, Agugliano e Tolentino),  ha suscitato immediatamente l’interesse dell’Associazione Nazionale Partigiani Italiani sin dalle prime battute della campagna di crowdfunding per finanziarlo, campagna che ha ottenuto un grande successo grazie al sostegno di fan, giornalisti e associazioni.  L’idea è nata un lunedì di primavera di qualche anno fa quando, presso il cimitero di Tolentino, davanti al monumento ai caduti di Montalto, l'attenzione di alcuni componenti del gruppo è stata attratta da un nome, Bebi Patrizi, e dalla sua città di provenienza, Recanati, la loro città. Da lì è iniziato un percorso di approfondimento di quella storie e di altre storie di donne ed uomini, staffette e partigiani, che hanno combattuto per la libertà nelle Marche, in particolare nelle provincie di Ancona e Macerata.  

Porto Recanati, primo atto per "I concerti della domenica"

Porto Recanati, primo atto per "I concerti della domenica"

Il primo appuntamento è il 22 aprile, alle 17,30 presso la Pinacoteca A. Moroni (Castello Svevo), con la poesia della performer Rosaria Lo Russo accompagnata dal duo i Blanche (Bianca Semplici, voce; Cesare Sampaolesi, chitarra). Rosaria Lo Russo è nota non solo in Italia, ma anche all’estero, non solo perché ha calcato i palcoscenici di mezzo mondo (Europa e America in particolare) performando i suoi testi. Rosaria Lo Russo è anche, in Italia, la traduttrice di alcuni dei migliori autori stranieri, in particolare di Anne Sexton. Proprio la figura della bellissima e graffiante poetessa americana, autrice di alcuni dei testi poetici più belli del Novecento, sarà al centro dell’incontro portorecanatese. La Sexton, vita turbolenta, drammatica e versi sensuali, maleducati, è riconosciuta come una delle voci più originali della poesia mondiale, capace di abbagliare chiunque con la forza evocativa di immagini quotidiane mescolate a una sensibilità femminile strabiliante. A introdurre la Lo Russo nell’analisi e nella lettura performativa dei testi della Sexton sarà Piergiorgio Viti, giovane poeta marchigiano, tra i più affermati della sua generazione, che sta per uscire con la terza raccolta, “Aperto per inventario”. Appuntamento addirittura di livello nazionale è invece quello del 27 maggio, ore 17,30 presso la Piazza E. Medi, quando Porto Recanati ospiterà un mito della poesia americana e mondiale: Jack Hirschman accompagnato dal quartetto Infrared quartet con i musicisti: Leonardo Rosselli: sassofoni, Matteo Paggi: trombone, Jack Lucchetti: contrabbasso, Enzo Cesari: batteria.  Poeta proveniente dalla cultura beat (è stato amico di Ferlinghetti e Corso), geniale, è uno dei pochi poeti capaci di fondere diversi elementi, spesso distantissimi tra loro: l’amore, la ribellione, l’impegno sociale, il “mood” beat, il surrealismo, la cultura yiddish, plasmando una lingua nuova, ricca di invenzioni. Jack Hirschman, classe 1933, è tutto questo e molto altro ancora, perché oltre ad essere poeta di fama mondiale, è anche traduttore, scrittore, pittore e attivista politico in favore dei “deboli”. Con oltre 100 libri all’attivo, è stato, alla UCLA, professore, tra gli altri, di Jim Morrison, prima di essere licenziato a causa della sua propaganda contro la guerra in Vietnam. E’ considerato il fondatore del World Poetry Movement e della Revolutionary Poets Brigade e attualmente vive a San Francisco, in California. Tutti gli eventi sono a ingresso libero.

San Severino Blues, ultimo atto con Guy King

San Severino Blues, ultimo atto con Guy King

Sabato 21 aprile alle 21 arriva l’evento finale della XII edizione Winter di San Severino Blues, che ritorna nel bellissimo teatro ottocentesco della Filarmonica, in centro storico a Macerata, con l’ultima serata Club (cena+concerto) della stagione. Un evento imperdibile perché il protagonista della serata è Guy King, una delle più brillanti star mondiali del blues contemporaneo, nominato ai Blues Music Award 2017. Il chitarrista e cantante è nato in Israele, ma da quando aveva 21 anni si è stabilito a Chicago, dove, conquistando il pubblico dei migliori locali jazz e blues della città, ha iniziato una carriera che l’ha portato ad aprire i concerti di B.B.King e Buddy Guy, a girare tutto il mondo al ritmo di 250 concerti l’anno, partecipando a festival prestigiosi come Montreal Jazz festival, Chicago Blues festival, King Biscuit festival. Dopo il debutto discografico del 2009 con “Livin’ It”, nel 2016 ha pubblicato il suo quarto album, “Truth”, che nuovamente ha entusiasmato la critica per la sua originale miscela di blues, jazz e soul. L’unicità di Guy King sta proprio nel suo stile che, con un suono fresco, originale e sinuoso, conquista in tutte le situazioni: blues lenti, shuffles, groove funk, ritmi jazz o rhythm’n’blues. Nel suo originale stile chitarristico è riuscito ad unire il tocco tagliente di Albert King, l’eleganza di B.B.King e il fraseggio jazz di Wes Montgomery, riuscendo così ad appassionare sia gli amanti del blues che quelli del jazz. Guy King oltre ad essere un raffinato chitarrista è anche grande cantante, che affascina il pubblico con una voce profonda e controllata, come la sua musica. Guy King chitarra/voce guest Luca Giordano chitarra Jan Korinek tastiere Walter Monini basso Gio Rossi batteria  

"Aperti per ferie", i Teatri di Sanseverino presentano la nuova stagione estiva

"Aperti per ferie", i Teatri di Sanseverino presentano la nuova stagione estiva

Oltre cinquanta appuntamenti, quasi tutti a ingresso gratuito, nati dalla collaborazione con le associazioni del territorio e pensati per abbracciare diversi generi. Prosa ma anche poesia, musica e mostre, incontri con l’autore, spettacoli di danza, eventi per i più piccoli, cinema all’aperto, escursioni e tanto altro si fondono nel nuovo calendario della stagione estiva “Aperti per ferie” dei Teatri di Sanseverino. Una ricca programmazione firmata, per il settimo anno consecutivo, dal direttore artistico Francesco Rapaccioni. Rilevanti le nuove produzioni, spettacoli originali mai allestiti e che non saranno replicati al di fuori della città perché concepiti per i luoghi specifici nei quali saranno ambientati. Oltre al Concerto per la Repubblica (2 giugno ore 21, teatro Feronia) e al Concerto Spirituale (15 settembre ore 21,30, basilica di San Lorenzo in Doliolo), occasioni straordinarie di incontro con l’arte e la cultura saranno Iliade (23 luglio ore 21,30, terme romane del parco archeologico di Septempeda) e A Buca d'Aria... come una volta (29 luglio ore 17,30, Buca d'Aria, preceduta dalla camminata dal convento di San Pacifico). Torna poi l'appuntamento del circuito regionale Tau, che unisce i teatri antichi uniti grazie all’Amat con la lettura con musiche dell’Iliade (23 luglio ore 21,30). Grazie alla collaborazione con il Cai, il Club Alpino Italiano, sezione di San Severino Marche si concretizzerà, invece, la lettura a Buca d'Aria, luogo panoramico che sarà raggiunto a piedi dai partecipanti con una camminata dal santuario di San Pacifico (29 luglio ore 17,30). Il Coro Sant'Agostino, diretto da Morena Rinaldi, proporrà, nei suggestivi spazi della basilica di San Lorenzo in Doliolo, un Concerto spirituale (15 settembre ore 21,30). In piazza del Popolo, per il terzo anno, tornerà poi la rassegna cinematografica nata grazie allo staff del Cinema Teatro San Paolo: otto titoli a ingresso gratuito per tutti. E sempre nell’ovale simbolo della città di San Severino Marche spazio anche a “Una Piazza per il Popolo”, una tre giorni che comprende il concerto di Roberto Vecchioni (sabato 28 aprile ore 21), e “Una Piazza per i Bimbi” (1 luglio). Il teatro Italia, e altri luoghi suggestivi, ospiteranno la nutrita rassegna degli Incontri con l'autore: Roberto Mancini (11 maggio ore 21 al teatro Italia), Stefano Leonesi (12 maggio ore 17 al teatro Italia), Vincenzo Lombardo (13 maggio ore 17,30 al teatro Feronia), Luca Maria Cristini (30 giugno ore 22,30 a palazzo Manuzzini), Alessandro Seri (4 settembre ore 21,30 alla sede dell'associazione La Zattera), Maximiliano Cimatti e il suo Uomo di Elcito (3 agosto ore 21,30 a Elcito). In aggiunta, una sorpresa: Francesco Gradozzi, avvocato maceratese che ha pubblicato il suo primo romanzo con la casa editrice Fanucci (25 luglio ore 21,30 a palazzo Gentili). La letteratura è protagonista di altri due appuntamenti: Ridere d'amore – l'irridente dardo di Cupido (a cura dell'associazione Sognalibro, palazzo Manuzzini, sabato 3 giugno ore 21,30 in occasione di Nottambula) e Giù la piazza non c'è nessuno, dammi una storia e arriva qualcuno (lettura a più voci per bambini a cura dell'associazione Sognalibro, cortile di palazzo Manuzzini, 6 settembre ore 21).  A questi si aggiungeranno l'incontro con Lucia Tancredi presso il monastero di Santa Chiara su Lorenzo Lotto e la sacralità delle immagini e un appuntamento della rassegna Altre Culture dedicato a Damasco e la Siria, bellezza dimenticata (16 settembre ore 17,30) con immagini e commento di Francesco Rapaccioni.  “Il teatro Feronia ospiterà prosa in dialetto, musical, balletti e concerti delle associazioni del territorio e si confermerà spazio di riferimento per la vita culturale e sociale non solo settempedana ma dell'intero territorio: formazioni di Tolentino e Castelraimondo si esibiranno a San Severino, oltre alle tante associazioni e scuole cittadine. Innumerevoli gli appuntamenti, quasi tutti a ingresso gratuito" annuncia ancora  il direttore artistico, Francesco Rapaccioni, che ricorda:  "Per la prima volta si svolge a San Severino (dal 25 al 29 giugno) il Feronia International Festival for Backstage Art & Craft, dedicato agli operatori di scene e costumi teatrali”. Come è ormai una consuetudine, ai Granali si terrà una rassegna di teatro in dialetto con tre appuntamenti di assoluto divertimento curati da Sandro Granata (23 e 29 giugno, 7 luglio ore 21,30). Anche Colleluce propone quest'anno, per la prima volta, una rassegna dedicata al dialetto curata da Serenella Eugeni (22 e 29 luglio e 5 agosto ore 16,30). Si sale infine in montagna, a Elcito, per due serate realizzate in collaborazione con l'associazione Pro Elcito: sabato 28 luglio alle 21,30 la voce inconfondibile di Luca Violini in “Il ritorno di Ulisse” dall'Odissea di Omero e venerdì 3 agosto Maximiliano Cimatti presenta il suo romanzo “L'uomo di Elcito”. Ad aprire una stagione estiva ricca, ampia e diversificata, saranno però il convegno sui cambiamenti climatici al teatro Italia e la proiezione del nuovo documentario di Al Gore (22 aprile) “Una scomoda verità 2”.      

Premio Abbiati a Ricci/Forte per la regia di Turandot al Macerata Opera Festival 2017

Premio Abbiati a Ricci/Forte per la regia di Turandot al Macerata Opera Festival 2017

Il Premio "Abbiati" dell’Associazione Nazionale Critici Musicali a Ricci/Forte, vincitori nella categoria “migliore regia dell’anno” per Turandot di Giacomo Puccini, spettacolo inaugurale del Macerata Opera Festival 2017. Lo annuncia l'associazione Arena Sferisterio. Un nuovo importante riconoscimento per la programmazione artistica maceratese – si tratta del quinto Premio Abbiati, che arriva dopo quello a Leo Muscato per La bohème del 2012 – spesso protagonista del dibattito culturale internazionale; una vitalità e una lungimiranza che conferma l’importante cammino perseguito nell’ambito della più attuale ricerca teatrale e che non dimentica mai il valore civile ed educativo che sta alla base del teatro. "Riceviamo la notizia del riconoscimento come miglior regia 2017 – scrivono Ricci/Forte – mentre ci troviamo a Zagabria, pronti ad affrontare un nuovo, magico, riallestimento di Turandot per il Teatro Nazionale Croato, e ne siamo orgogliosi e sopraffatti. Ci siamo avvicinati al mondo musicale con quel rispetto e approfondimento di senso che hanno accompagnato il nostro percorso in teatro in questi anni e siamo doppiamente grati alla giuria che, onorandoci con una ricompensa tanto ambita al nostro primo incontro con la Lirica, ci sproni così ad affrontare i novelli terreni di battaglia con rinnovato rigore e impegno creativo. Grazie a tutti i giurati che hanno reso autentica la frase di Shakespeare utilizzata nel finale della nostra Turandot “chi ha paura muore ogni giorno”: non abbiamo avuto timore di raccontare la nostra storia guardando dritto in fondo alla partitura di Giacomo Puccini… e gli enigmi si sono sciolti al sole di un’alba nuova". Macerata si afferma anche per il “premio speciale Massimo Mila” a trent’anni dalla morte del celebre musicologo torinese, assegnato al volume “Mille e una Callas” curato da Luca Aversano e Jacopo Pellegrini ed edito da Quodlibet, presentato nel 2017 nell’ambito del Festival: "Ci rallegra – sottolinea il sindaco di Macerata e presidente dell’Associazione Arena Sferisterio Romano Carancini – che due frutti della vita intellettuale maceratese siano stati insigniti di questo autorevole riconoscimento: è la prova che la vera immagine della città e il suo spirito più autentico, tanto nel contesto territoriale quanto in prospettiva turistica, sono legati all’arte e alla produzione culturale, fiore all’occhiello della nostra comunità. Lo consideriamo un viatico positivo per la stagione a venire, affinché da essa si possano trarre ulteriori e ancora maggiori soddisfazioni". Turandot – opera con cui si apriva “Oriente”, l’ultimo festival firmato dal direttore artistico Francesco Micheli – è andata in scena allo Sferisterio per quattro recite (21, 29 luglio - 4 e 13 agosto), precedute da un’anteprima under30; una nuova coproduzione con il Teatro Nazionale Croato di Zagabria che segnava il debutto nella regia d’opera del duo di autori-registi Ricci/Forte (Gianni Forte e Stefano Ricci), “fenomeno” teatrale degli ultimi anni, che ha riproposto l’ultimo lavoro di Puccini, come il compositore toscano chiedeva ai suoi librettisti, «una Turandot attraverso il cervello moderno». Uno spettacolo entrato subito negli annali del Macerata Opera Festival anche per i risultati di pubblico e incassi ottenuti, ancora più importanti perché verificatisi in un anno difficile per tutto il territorio dopo il pesante sciame sismico del 2016: per la prima volta infatti un’opera, questa Turandot, registrava quattro “tutto esaurito” consecutivi (8.987 presenze paganti), raggiunti immediatamente a ridosso del debutto e un incasso di circa 449.000 euro, fra i più alti raggiunti in anni recenti del Festival. "L’assegnazione del Premio Abbiati al duo registico Ricci/Forte per la Turandot del Macerata Opera Festival – afferma il sovrintendente Luciano Messi – ci emoziona e ci fa sentire orgogliosi del nostro lavoro e meritori del sostegno sempre crescente di pubblico, istituzioni e privati. Profondo è il senso di gratitudine verso tutti coloro che, assieme al CdA, a me e a Francesco Micheli, hanno voluto, ideato e realizzato questo spettacolo. Stefano Ricci e Gianni Forte hanno saputo raccogliere appieno la sfida dello Sferisterio e trasformare l’unicità di questo luogo teatrale in un poderoso valore aggiunto. Vogliamo condividere il successo con il coproduttore Teatro Nazionale Croato di Zagabria, dove Turandot debutterà il 18 maggio nella sua versione al chiuso. La riconferma dello Sferisterio fra i principali palcoscenici operistici italiani è il più incoraggiante augurio in vista del prossimo festival, che annovera due spettacoli firmati da Graham Vick e Damiano Michieletto, registi premiati anche quest’anno in altre categorie". Spettacolo forte, non tradizionale e ricco di sollecitazioni e piani di lettura differenti, ha suscitato anche non poche polemiche come spesso accade nel caso di messe in scena innovative e meno “tradizionali”. L’Oriente e la Cina di fantasia del primo Novecento sono così diventati un mondo contemporaneo ma senza tempo e luogo preciso, teatro di una favola e di una tremenda metafora che Turandot rivive dentro di sé: «è tutto dentro la sua testa – raccontavano Ricci/Forte – tramite una visione parallela abitata da personaggi che la protagonista stessa muove come una bambina fa con le sue bambole. Un rito infinito dentro un’aura visionaria. Un percorso d’iniziazione che si compirà con l’inserimento di un corpo estraneo: quello di Calaf, l’uomo che la costringerà a evadere dal suo spazio irreale per uscire finalmente alla luce del sole. Lo spazio mentale di Turandot è una distesa di ghiaccio sulla quale ogni forma di vita viene analizzata e catalogata per timore che possa espandersi (cosa che accadrebbe lasciandosi amare, donando sia un altro, diventando madre, soffrendo): un fiabesco castello di carte destinato a crollare quando la forza dell’amore busserà prepotente alle porte». Il premio per Ricci/Forte arriva nel pieno della preparazione della nuova stagione festivaliera 2018 #verdesperanza, firmata dalla nuova direttrice artistica Barbara Minghetti che, insieme al sovrintendente Luciano Messi e al direttore musicale Francesco Lanzillotta, propone tre titoli significativi, Il flauto magico di Mozart, L’elisir d’amore di Donizetti e La traviata di Verdi: i primi due sono firmati da Graham Vick e Damiano Michieletto, registi spesso premiati con l’Abbiati così come Svoboda per la ormai leggendaria scenografia con gli specchi per l’opera verdiana.

Civitanova, martedì la presentazione di "Tosca" in Pinacoteca

Civitanova, martedì la presentazione di "Tosca" in Pinacoteca

Si avvicina la recita di Tosca, seconda opera in cartellone di Civitanova all’Opera. Per presentare il titolo di Giacomo Puccini, che sarà messo in scena sabato 21 aprile, alle 21 al Teatro Rossini di Civitanova Marche, il direttore artistico della stagione lirica, Alfredo Sorichetti, dedica un appuntamento nella sala Ciarrocchi della Pinacoteca Civica “Moretti” di Civitanova Alta. Domani 17 aprile alle 19, ad ingresso gratuito, il direttore d’orchestra Sorichetti parlerà di Tosca, dalla storia alla musica ai personaggi. Saranno presenti anche i protagonisti dell’opera - il soprano Annalisa Raspagliosi (Floria Tosca) e il tenore Valter Borin (Mario Cavaradossi) - che descriveranno come stanno vivendo questa esperienza artistica a Civitanova e il rapporto con i ruoli che dovranno interpretare. I biglietti per sabato, già in vendita, sono disponibili anche sul circuito LiveTicket http://www.liveticket.it/teatridicivitanova. I possessori del Bonus Cultura, possono acquistarli scegliendo la tariffa riservata 18app e Carta Docente. Biglietti da 30 a 50 euro, ridotti da 25 a 45 euro; si possono comprare nei tre giorni precedenti lo spettacolo dalle ore 18.30 alle ore 20.30 e in tutti i giorni di apertura del cinema Teatro Rossini. Info: 0733/812936, www.civitanovaallopera.it.  

XXXVI Rassegna di Nuova Musica: protagonista del secondo concerto Tetraktis Percussioni

XXXVI Rassegna di Nuova Musica: protagonista del secondo concerto Tetraktis Percussioni

Secondo appuntamento della trentaseiesima edizione della Rassegna di Nuova Musica firmata dal direttore artistico Gianluca Gentili: martedì 17 aprile al Teatro Lauro Rossi (ore 21.15) concerto di Tetraktis percussioni, uno degli ensemble più rappresentativi del panorama di musica nuova che torna a Macerata dopo la felice partecipazione all’opera Shi. Si faccia per il MOF 2017, con un organico allargato a sei percussionisti. In programma Ionisation (1931), capolavoro del compositore francese naturalizzato statunitense Edgard Varèse nell’elaborazione per 6 esecutori di Georges Van Gucht, e ancora opere di John Cage (Third Construction, 1941), Steve Reich (Music for Pieces of Wood,1973) e Carlo Boccadoro (Aisha, 1993), Toccata (1942) di Carlos Chávez e Pulse (1939) di Henry Cowell.Proprio quest’ultimo brano di Henry Cowell fu composto nella prigione di San Quintino – dove Cowell rimase 4 anni in seguito ad una condanna subita per immoralità – ed è dedicato a John Cage e al suo complesso di percussioni. Il maceratese Boccadoro invece ha scritto Aisha tra il dicembre 1992 e il gennaio 1993, in memoria di Beppe Sciuto, un caro amico percussionista prematuramente scomparso. In lingua africana “Aisha” significa "Vita", e nelle intenzioni del compositore il brano riflette proprio sulla vitalità dell'amico scomparso piuttosto che esserne un'elegia funebre. Nonostante il titolo, però, non vi sono prestiti diretti dalle poliritmie africane. Spesso gli esecutori di questo pezzo devono suonare seguendo tempi e metri diversi tra loro, il che rende il pezzo di non facile esecuzione. Anche in Music for Pieces of Wood di Reich, composto dopo un viaggio di ricerca in Ghana, riecheggia lo stupore della scoperta del patrimonio musicale africano così come le figurazioni ritmiche di Third Construction di Cage derivano da quelle della musica di tradizione orale della Costa d’Avorio, studiate da Arthur Morris Jones, il cui volume Studies in African Music rappresenta un esempio pionieristico di letteratura etnomusicologica dedicata alla cultura tradizionale africana. La rassegna di Nuova Musica continua mercoledì 18 aprile con il concerto Ex Tenebris Lux Fulgebit, protagonisti due gruppi: uno strumentale, il Blumine Ensemble diretto da Caterina Centofante, e uno vocale specializzato nel canto gregoriano, la Schola Gregoriana Benedetto XVI di Bologna diretto da Nicola Belinazzo. Quindi giovedì 19 aprile, la Rassegna si sposta negli spazi dell’Ex Asilo Ricci, per una serata-omaggio al contrabbassista e compositore maceratese Stefano Scodanibbio. La XXXVI Rassegna di Nuova Musica è realizzata con il contributo del Comune di Macerata e con il supporto logistico/organizzativo dell’Associazione Arena Sferisterio; si avvale della collaborazione dell’UNIMC e dell’Accademia di Belle Arti di Macerata. Importante presenza è inoltre quella dell’Orchestra Filarmonica Marchigiana con la quale il Festival ha realizzato negli ultimi anni numerosi progetti originali. Come avviene da tempo, anche i concerti del 2018 saranno registrati e trasmessi da Rai Radio3. I biglietti (Biglietteria dei teatri in piazza Mazzini e circuito online Vivaticket) hanno un costo di 5 euro (intero) e 3 euro (ridotto; gli studenti UNIMC potranno usufruire di ulteriori agevolazioni).Per l’appuntamento del 19 aprile all’Ex Asilo Ricci, considerato il limitato numeri di posti, si raccomanda l’acquisto del biglietto con anticipo. 

Camerino: morto lo scultore Giuseppe Gentili

Camerino: morto lo scultore Giuseppe Gentili

Da tempo non lo si vedeva più passeggiare con quella sua andatura dinoccolata, con quell'aria semplice che non avrebbe mai lasciato credere che quell'uomo fosse uno degli artisti contemporanei più quotati e apprezzati nella scultura in ferro. Il terremoto aveva distrutto la sua Camerino e, magari, qualcuno non ci ha neanche fatto caso che non lo si incontrava più. Perché lassù, nella città ducale, ormai é un'abitudine non incontrarsi. Invece Giuseppe Gentili era malato (quasi un segnale di quella simbiosi creata con la sua città) e, ormai da mesi, era ricoverato in Ospedale. A marzo, sulla sua pagina Facebook, aveva scritto: "Dovevo ammalarmi, per riposarmi". E in ospedale é deceduto. La notizia della morte di Giuseppe Gentili ha suscitato sgomento e commozione a Camerino, ma anche nel mondo dell'arte più in generale.   Di lui, Wikipedia riporta: "Frequenta gli studi artistici e consegue il Diploma di Maestro d'Arte nel 1963. A venticinque anni espone le sue prime opere in scultura, con consenso di pubblico e di critica. Innovativo per la tecnica e per il materiale che adopera, realizza pannelli in basso rilievo, sbalzi in rame, bronzetti e numerose opere di grande dimensione: lavora con la fiamma ossidrica, mista alla fusione.   Di lui si interessano per il collezionismo: Charlie Chaplin, che acquista tre opere; Federico Fellini, il regista delle favole folli; Pablo Picasso, che accetta l'offerta di un "Don Chisciotte", figura emblematica nella produzione dello scultore. L'artista iberico pone l'opera, alta più di due metri, nel parco della sua villa di Mongius (Nice).   Espone a Montreal (Canada), impressionando per la drammaticità esistenziale delle opere, e a Nizza, città dove, in occasione del terzo "Grand Prix de New York", gli viene assegnata la targa "Plaquette d'or - Statue de la Libertè".   Nel 1979, l'artista si trasferisce a Spoleto, instaurando con il Festival dei Due Mondi un proficuo lavoro dialettico, che si traduce in mostre e in celebrazioni della sua arte (Spoleto Magazine).   Eccentrico ed anticonvenzionale, gestisce il mondo creativo con atteggiamenti di vita, che plasma come pezzi visivi: contesta e irride "il rispetto dell'arte ufficiale - che egli dice - in Italia combina grossi guai". Nascono così le tante sculture alla fiamma ossidrica, che diffonde in Italia e all'estero, entrando nelle case e nelle collezioni di molti privati.   Racconta di sé stesso: "Non voglio essere chiamato contestatore, non m'interessa accordarmi ad una qualsiasi protesta. Io vivo per la mia arte e della mia arte. E chi non sa cosa sia l'Arte non può capirmi".   Seguono opere di impegno umano e valenza sociale: dalla ricerca indirizzata verso episodi della Bibbia (particolarmente drammatica la serie di Caino e Abele) al volto di Cristo della Sindone, carico di tragedia; dal Don Chisciotte al grido de L'uomo di Sarajevo.   Dopo avere migrato in più luoghi, ora risiede in campagna presso Camerino".   Quella Camerino che, oggi, non é più la città di cui si era innamorato, ferita e devastata da un terremoto che lo stesso Giuseppe Gentili aveva paragonato ad una guerra: "Dopo le macerie della guerra, con i mezzi di allora, in poco tempo fu ricostruito tutto ciò che l'uomo aveva distrutto .Energia impiegata male, oggi!?"  

16/04/2018
"Ri-scopriamo i siti archeologici delle Marche": al via il nuovo progetto della Pars onlus

"Ri-scopriamo i siti archeologici delle Marche": al via il nuovo progetto della Pars onlus

Riscoprire e salvare i luoghi storici e artistici del nostro territorio insieme ai giovani ospiti delle comunità di recupero. Si tratta del progetto Ri-scopriamo i siti archeologici delle Marche, realizzato dalla cooperativa sociale Pars onlus in collaborazione con la Soprintendenza Archeologia delle Marche e finanziato all'80% dalla Regione Marche. Il percorso si è appena concluso, e molta è la soddisfazione dell’equipe che ha seguito per un anno intero il percorso di alcuni ragazzi ospiti delle Comunità terapeutiche. “E’ il secondo anno consecutivo di "Ri-scopriamo i siti archeologici delle Marche" nato con la collaborazione della Regione Marche. "Il progetto è rivolto all’inclusione socio-lavorativa dei tossicodipendenti - commenta l’operatrice Pars, Martina Picchio. Il progetto vuole valorizzare i siti archeologici con attività di ripristino e manutenzione delle aree verdi dei principali siti archeologici del territorio inserendo alcuni ragazzi delle comunità affiancati da operatori e professionisti del settore archeologico e architettonico”. I ragazzi sono stati affiancati dai professionisti e hanno potuto lavorare in vere e proprie aree archeologiche, come nella zona Potentia di Porto Recanati, al parco archeologico di Urbisaglia, presso l’Edicola Funeraria in località Pietrolone, nella zona I Pini nel comune di Sirolo e a Montetorto a Osimo. Alle attività pratiche si sono aggiunte anche lezioni sulla storia e l’architettura delle zone archeologiche, un tuffo nel passato nel quale i partecipanti hanno potuto riscoprire il patrimonio  culturale e artistico di un territorio che a volte rimane nascosto ai percorsi turistici. “Sono state attività molto importanti per i nostri ragazzi. Sono rimasti molto affascinati” spiega Martina Picchio “Insieme ai restauratori hanno riportato alla luce anche un vecchio edificio a Montetorto, dell’antichità romana. Qui venivano prodotti olio e vino. Questa esperienza è stata una delle più straordinarie. Speriamo di poter continuare ancora questo percorso”.  

"Arte e dintorni" a Palazzo Buonaccorsi

"Arte e dintorni" a Palazzo Buonaccorsi

L’ultima conferenza del ciclo: "Incontri sull'arte e dintorni", organizzata dall'Associazione "Amici di palazzo Buonaccorsi”,  tratterà del patrimonio storico-artistico dell’entroterra maceratese: Visso, Castelsantangelo sul Nera e Ussita, che in età medievale e moderna era unificato amministrativamente nelle cinque guaite di Visso. Tale territorio, profondamente colpito dai recenti terremoti, è stato modellato culturalmente dalla presenza di insediamenti monastici, di conventi di ordini mendicanti e di santuari mariani. Le principali emergenze architettoniche, scultoree e pittoriche dell’area sono inoltre legate ai cammini di pellegrinaggio, che si sovrappongono alle rotte commerciali appenniniche. In età moderna, questo territorio di frontiera, caratterizzato da una produzione artistica talvolta attardata dal punto di vista stilistico, diviene il luogo di straordinarie elaborazioni iconografiche, che si manifestano nella produzione di immagini con soggetti spesso bizzarri, ma profondamente legati ai culti e alla vita religiosa che hanno plasmato il paesaggio culturale di queste terre. Nonostante la ricchezza di elementi tipici e caratterizzanti, tutta l’area  già presentava forti elementi di vulnerabilità, tra i quali non va dimenticato e sottovalutato il mancato riconoscimento del valore storico del patrimonio con il conseguente ritardo negli studi. Situazione che il devastante terremoto del 2016  ha ulteriormente aggravato colpendo  un’area già molto fragile che dunque ora reclama tutta la nostra attenzione e cura perché ne va della nostra cultura, ovvero di noi, del nostro essere custodi della memoria che dà senso al nostro “abitare su questa terra…”   Giuseppe Capriotti, dal 2008 è ricercatore all'Università di Macerata presso il Dipartimento di Scienze della formazione, dei beni culturali e del turismo. Attualmente insegna Iconografia e Iconologia, Storia delle immagini e Geografia artistica. Ha tenuto seminari all’università di Grenoble, Francia, Zagabria, Croazia e Oviedo (Spagna). È stato visiting professor all’Università di Spalato, Croazia. Ha all'attivo numerose pubblicazioni, fra cui si segnalano L'alibi del mito. Un'altra autobiografia di Benvenuto Cellini (2013) e Lo scorpione sul petto. Iconografia antiebraica tra XV e XVI secolo alla periferia dello Stato Pontificio (2014). Nel 2018 ha curato insieme a Francesca Coltrinari la mostra di Loreto L'arte che salva. Immagini della predicazione fra '400 e '700. Crivelli, Lotto, Guercino. Al termine dell’incontro saranno aperte le iscrizioni all’Associazione, o il loro rinnovo, e presentate le prossime iniziative in cantiere.  

Da domani al cinema Cecchetti di Civitanova Maria by Callas

Da domani al cinema Cecchetti di Civitanova Maria by Callas

Al cinema Cecchetti di Civitanova Marche arriva un film evento che gli amanti del belcanto non possono perdere.  Da domani 16 aprile a mercoledì 18 viene proiettato Maria by Callas di Tom Volf sulla vita della Divina. A 40 anni dalla morte, un film prezioso e unico che racconta la cantante d’opera più famosa di tutti i tempi: Maria Callas.  Il regista ha lavorato tre anni alla raccolta del materiale d’archivio che si è rivelato straordinario, in grande parte inedito: immagini, fotografie, super8, registrazioni private, lettere e rari filmati del dietro le quinte degli spettacoli, per la prima volta a colori.  Il racconto di una vita memorabile ricostruito attraverso le parole della Callas e le storie intime dei protagonisti del suo tempo: Onassis, Marilyn Monroe, Alain Delon, Yves Saint-Laurent, J.F. Kennedy, Luchino Visconti, Winston Churchill, Grace Kelly, Liz Taylor e molti altri. La colonna sonora è stata realizzata mettendo insieme registrazioni rare e inedite, ottenute da nastri rimasterizzati messi a disposizione da persone vicine alla Callas o da associazioni e club dei suoi fan. Tutte le proiezioni sono alle 21.15. Biglietto a 5 euro per tutti, prezzo speciale rispetto alle altre sale cinematografiche.  

Denis vola in finale

Denis vola in finale

La favola di Denis Bonjaku aspetta solo che sia scritta l'ultima pagina. Venerdì scorso, infatti, il talento di Urbisaglia con origini albanesi ha conquistato il pass per la finalissima di The Voice Kids Albania. Una storia, quella di Denis, che abbiamo raccontato proprio alla vigilia dell'appuntamento del 13 aprile (qui articolo e video), quando il tredicenne stava preparando l'esibizione che gli é valsa l'accesso in finale. Adesso, dita incrociate tra Urbisaglia e il Paese delle Aquile, in attesa della grande serata del 20 aprile.

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