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Unimc, nuove scoperte nell’antica città di Hadrianopolis in Albania

Unimc, nuove scoperte nell’antica città di Hadrianopolis in Albania
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Tra il 12 luglio e il 4 agosto l’Università di Macerata, con la direzione di Roberto Perna, e l’Istituto Archeologico Albanese, con quella di Dhimitër Çondi, hanno condotto la dodicesima campagna di ricerche archeologiche ad Hadrianopolis e nella valle del Drino, in Albania meridionale, nell’antica Caonia, grazie ai fondi messi a disposizione dall’Ateneo e dal Maeci, che ha inserito la missione tra quelle di particolare interesse strategico per il nostro Ministero degli Affari Esteri.

“Quest’anno in particolare - sottolinea Perna - sono stati realizzati studi dettagliati e rilievi topografici in alcuni siti della valle, come Melan, Selo, Lekel, Labova e Selcka, importanti città e fortezze diffuse nel territorio, producendo nuove planimetrie archeologiche che integrano in maniera sostanziale i dati fino ad oggi noti e acquisendo importanti elementi per la conoscenza di questo territorio fra Albania e Grecia”.
Le indagini sono state condotte da studenti e tecnici dell’Ateneo tramite rilievo a terra con stazione totale e riprese aereofotografiche tramite droni, realizzate in collaborazione con Giovanni Antonio Citeroni ed elaborate nel laboratorio di archeologia di Unimc. Nel sito di Selo, fortificazione di età ellenistica che difendeva il passaggio verso la costa orientale e la Grecia del nord, è stato avviato uno scavo stratigrafico alle pendici sud-est della fortificazione stessa, scoprendo un interessante tratto di cortina.

“In collaborazione con un’équipe dell’Università di Camerino diretta da Antonio Schettino – aggiunge Perna – sono proseguite anche le indagini geofisiche, geomagnetiche e geoelettriche, nelle aree urbane di Hadrianopolis e di Antigonea, le due importanti città che, tra III sec. a.C. e VII sec. d.C., hanno dominato la valle del Drino e con essa una parte significativa dell’Epiro, la prima in particolare dove l’Università di Macerata dal 2005 conduce i suoi scavi”.
Come ricordato da Luan Perzhita, direttore dell’Istituto Archeologico di Tirana “si è proceduto anche allo studio dei materiali provenienti dagli scavi 2011-2016 di Hadrianopolis in vista della prossima pubblicazione. Per noi è importate che sia proseguita la campagna di restauri, coordinata da Unimc. L’area è oggi talmente importante per l’archeologia albanese che, dal 2015, è stato istituito il Parco archeologico di Antigonea-Hadrianopolis”.
L’incontro della missione con il Ministro alla Cultura Mirela Kumbaro e con il direttore della Direzione Regionale del patrimonio culturale Albert Kasi ha sancito la stretta collaborazione tra istituzioni albanesi e Università di Macerata. L’attività di Unimc non è legata solo allo studio e alla ricerca, ma anche alla tutela e valorizzazione del ricco patrimonio archeologico albanese, che può divenire sia un’importante occasione di crescita economica e sociale per tutto il territorio, sia un fondamentale strumento di crescita scientifica e professionale per gli studenti di archeologia dell’Ateneo. Insieme all’Università di Gjirokaster, rappresentata dal rettore Bektash Mema e con il sostegno del Console italiano a Gjirokaster Teodor Bilushi, sono proseguiti gli incontri per l’organizzazione di un titolo doppio fra i due Atenei che dovrebbe avviarsi nel corso dell’Anno Accademico 2018/2019.
Gli iscritti ai corsi di archeologia del Dipartimento di Studi Umanistici, grazie anche alle borse di studio universitarie, hanno sempre partecipato in numero elevato alle missioni di scavo e ricerca condotte in Albania, completando e integrando la loro formazione e confrontandosi con studenti provenienti da altri paesi, quest’anno ad esempio dal Kosovo e dalla Grecia.

La missione archeologica dell’Università di Macerata appena rientrata in Italia e in parte già pronta per iniziare, il 14 agosto, le ricerche a Creta, in Grecia dove l’Ateneo maceratese è attivo dal 1978, era formata, oltre che dal direttore Roberto Perna, da Sofia Cingolani, David Sforzini, Ludovica Xavier de Silva, Riccardo Carmenati, Daniele Russo, Claudia Sediari, Adele Esposito Arianna Gentili, oltre che da Elvana Bushi e Ermira Krasnigi dell’Università di Pristina e  Anna Detsika dell’Università di Ioannina, cui si aggiungono i numerosi studenti e ricercatori dell’Ateneo che hanno continuato, dall’Italia, a contribuire allo sviluppo delle ricerche in quest’area dell’Albania
 

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