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“Take me (I’m Yours)”: la mostra collettiva all’Hangar Bicocca, fino al 14 gennaio

“Take me (I’m Yours)”: la mostra collettiva all’Hangar Bicocca, fino al 14 gennaio
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Gli appassionati di arte, o anche i semplici curiosi, potranno visitare la mostra ideata da Christian Boltanski e Ulrich Obrist fino al 14 gennaio.

 

Take Me (I’m Yours) è una mostra collettiva che consente ai visitatori di interagire con le opere d’arte, rompendo i classici schemi che, normalmente, siamo abituati a seguire quando entriamo nelle gallerie e nei musei. Durante questo evento le persone potranno partecipare attivamente alla realizzazione dell’opera, poiché è possibile interagire con i lavori: modificare, usare, toccare, consumare e indossare. Chi vuole può anche portare via qualcosa, preferibilmente lasciando in cambio un oggetto personale.
La personale è stata inaugurata il primo novembre e terminerà il 14 gennaio. All’anteprima per la stampa era presente anche il presidente di Pirelli Hangar Bicocca, nonché AD di Pirelli,
Marco Tronchetti Provera, entusiasta per questa mostra “da vivere”. Oltre alle esposizioni ci saranno anche delle performance e una passeggiata per il quartiere.

 

Ma già il nome della mostra “Prendimi, sono tuo” ci fa capire la sua natura democratica e partecipativa. Per portare via gli oggetti, però, bisogna acquistare presso l’Info Point la borsa realizzata dall’artista Christian Boltanski, che riporta la scritta “Dispersione”. Il costo è di 10 euro e il ricavato contribuirà alla realizzazione delle opere durante la mostra.

La totale fruizione delle opere, che priva l’arte del suo aspetto quasi sacro, fa sì che anche la mostra sia in costante divenire, per cui cambia di giorno in giorno. Al punto che stabilire la chiusura con una data precisa è quasi un atto brutale, perché l’esposizione dovrebbe terminare quando tutte le opere sono state “esaurite”. Come nel caso del lavoro Quai de la Gare (1991) di Boltanski, dei vestiti accumulati che, si spera, per il 14 gennaio dovrebbe essere svuotata.

Quai de la Gara è proprio il nucleo da cui tutto ha inizio. La mostra è stata allestita per la prima volta alla Serpentine Gallery di Londra, nel 1995. Dieci anni dopo è stata riproposta a Parigi, Copenaghen, New York e Buenos Aires, sempre in vesti diverse. Tutto è nato da una riflessione tra il curatore Obrist e l’artista Boltanski: l’arte deve essere esposta in modo differente, deve essere coinvolgente, diretta, espansiva, arrivare nelle case delle persone.

I mille metri quadrati dello spazio Shed di HangarBicocca sono stati allestiti con le opere di più di cinquanta artisti, e si estende anche al di fuori dello spazio.
Ma quali sono le esperienze che i visitatori potranno vivere? Perché, in questo evento, non si scambiano e raccolgono solo oggetti ma anche esperienze, a ricordarci che l’arte non è solo materia. I partecipanti potranno vincere il premio della lotteria organizzata da Douglas Gordon e vincere una cena in sua compagnia; prendere una spilla, del duo Douglas&Gordon, su cui sono riportati gli slogan dei manifesti presenti nella mostra; gustare i cioccolatini di Carsten
Höller che sull’involucro riportano la scritta Future in Zukunft (Future). I visitatori potranno, inoltre, interagire con l’opera di Lawrence Weiner, Nau Em I Art Bilong Yumi (The art of today belongs to us), ovvero stencil e tatuaggi temporanei. Wolfgang Tillmans, invece, dà la possibilità di scaricare e stampare il suo nuovo poster.
Un altro aspetto interessante di questo evento è anche vedere artisti di generazioni diverse esporre nella stessa collettiva, allontanando così uno dei più diffusi pregiudizi che si hanno dell’arte, ovvero lo snobismo. Ad esempio, Gianfranco Baruchello (classi 1924) ripropone un suo progetto presentato nel 1968,
Artiflex, Finanziaria Artiflex ovvero una finta società che vende pacchetti da 50 centesimi a 1 euro e monete da 1 euro a 50 centesimi, e i guadagni saranno devoluti in beneficenza.
Oppure, possiamo parlare dell’installazione dell’artista giapponese Yoko Ono,
Wish Trees, degli alberi di limoni su cui i partecipanti possono lasciare dei biglietti su cui hanno espresso il loro desiderio.
Il progetto
La riappropriazione della città. I propri itinerari di Ugo La Pietra in collaborazione con Lucio la Pietra, consente di disegnare e personalizzare la mappa di Milano.

Martino Gamper, artista e designer, ha pensato alla realizzazione dei supporti e delle composizioni, utilizzando un materiale riciclato, il “Solid Textile Board”.

Ma cos’è la Fondazione Pirelli Hangar Bicocca?
Pirelli HangarBicocca è una fondazione no profit nata a Milano nel 2004 dalla riconversione di uno stabilimento industriale in un’istituzione dedicata alla produzione e promozione di arte contemporanea.

 

Gli spazi espositivi sono distribuiti su una superficie di 15.000 metri quadrati orizzontali, una delle più grandi in Europa. Ogni anno offre la possibilità di vedere mostre di artisti italiani e internazionali, senza alcun costo del biglietto (importante la prenotazione nel fine settimana). Oltre a Take Me (I’m Yours), i visitatori potranno vedere l’opera permanente di Anselm Kiefer, I sette Palazzi Celesti, ovvero sette torri in cemento armato, che rendono lo spazio Le Navate molto suggestivo.
Fino al 25 febbraio 2018 si può cogliere l’occasione anche per visitare la mostra
Ambienti/Environments, di Lucio Fontana. 

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