Cultura e spettacoli

L'Altarolo di Lorenzo Salimbeni torna in mostra in Pinacoteca a San Severino

L'Altarolo di Lorenzo Salimbeni torna in mostra in Pinacoteca a San Severino

E’ tornato a casa l’Altarolo di Lorenzo Salimbeni. L’opera, riconosciuta tra le più importanti del Gotico cortese, era stata data in prestito in occasione della mostra “Le Marche per le Marche”, curata da Vittorio Sgarbi. Il prezioso dipinto, una tempera su tavola che raffigura lo sposalizio mistico di Santa Caterina, da alcuni giorni è di nuovo in mostra nelle sale della pinacoteca civica “P. Tacchi Venturi”. Il suo prestito, in occasione dell’evento ospitato ad Urbino, aveva sollevato un ampio dibattito sull’opportunità, o meno, di permettere il trasferimento, anche temporaneo, di certe opere d’arte. L’argomento era finito pure in Consiglio comunale. “Oltre a valorizzare e far conoscere il nostro ricchissimo patrimonio – sottolinea l’assessore alla Cultura del Comune di San Severino Marche, Vanna Bianconi, che fin da subito ha appoggiato l’idea di concedere l’opera di Lorenzo Salimbeni a Sgarbi per la mostra “Le Marche per le Marche” – questo prestito ci consentirà di restaurare altri tesori. Non è la prima volta che l’opera esce dalla nostra pinacoteca civica. Precedentemente la stessa era già stata in mostra a Verona e a Macerata”. Il “Matrimonio mistico di Santa Caterina” nacque sotto la signoria degli Smeducci. Nel pannello centrale mostra un’aristocratica Santa Caterina che sta ricevendo l’anello del matrimonio mistico da Gesù Bambino sorridente, in braccio a Maria. Essa ha lo sguardo impassibilmente rivolto altrove, ma le sue mani sono occupate nella cura affettuosa del Bambino, carezzandogli la testa e aggiustando il lembo del drappo che lo avvolge sulla sua spalla. La scena è ambientata in un giardino paradisiaco con una grande varietà di rose ma la parte più interessante è il gioco vorticoso delle linee che intessono i panneggi, con le falcate dei lembi a volte ampie, a volte nervosamente arricciate. Il tutto è evidenziato dai colori irreali, accesi e cangianti. Negli scomparti laterali, a figura intera, sono raffigurati i santi Simone e Giuda Taddeo, mentre negli sportelli esterni si trovano le rappresentazioni di San Luca evangelista allo scrittoio e una notevole Pietà, oltre alla data e alla firma. “E’ stato per noi un privilegio aver potuto contribuire alla mostra “Le Marche per le Marche” - spiega l’assessore Bianconi - L’importanza dell’evento e la particolare sede dell’esposizione, l’oratorio di San Giovanni a Urbino, come ho avuto già modo di rappresentare sono stati considerati non secondari ma motivo di orgoglio per la città e per il territorio. E’ probabile, infatti, che un visitatore della Mostra urbinate, dopo aver ammirato lo Sposalizio mistico di Santa Caterina si incuriosisca e venga a vedere le altre opere esposte nella nostra Pinacoteca”.      

A Esanatoglia il 12 maggio “Commedia ridicolosa ovvero Arlecchino servitore di due padroni”

A Esanatoglia il 12 maggio “Commedia ridicolosa ovvero Arlecchino servitore di due padroni”

“Arlecchino è il simbolo di chi sa rialzarsi sempre dalle difficoltà, un personaggio universale che parla a tutte le età e ad ogni latitudine”. Così ha spiegato in conferenza stampa il suo affetto verso questo personaggio della Commedia dell’Arte, Andrea Bartola, regista e interprete di “COMMEDIA RIDICOLOSA ovvero Arlecchino servitore di due padroni” che sarà messo in scena il 12 maggio nel Teatro di Esanatoglia. “ Più semplicemente -  prosegue- in questi mesi di lavoro lo abbiamo chiamato Progetto Arlecchino e nasce da una eredità: il patrimonio di talento, professionalità, umiltà ed entusiasmo che Tommaso Paolucci ha donato alla sua terra, le Marche. Un lascito che Bottega Teatro Marche ha raccolto in collaborazione con AMAT e con la partecipazione dell’Assessorato regionale alla Cultura e che si sta concretizzando in una produzione teatrale“. “ Questo progetto teatrale che lancia un messaggio positivo per una rinascita che parta dalla Cultura - ha affermato l’assessore regionale al Turismo-Cultura, Moreno Pieroni-  è stato accolto dall’assessorato perché è la dimostrazione di una sinergia tutta marchigiana – dalla produzione, alla messa in scena, alla circuitazione - e quindi di un modo di fare teatro che vorremmo sempre più promuovere per far crescere il sistema teatrale e culturale marchigiano.”  “Con coraggio e consapevolezza Bottega Teatro Marche propone il riallestimento dello spettacolo di Tommaso Paolucci affidandone la messa in scena ad Andrea Bartola, attore e regista anconetano, già nel ruolo di Arlecchino diretto dallo stesso Tommaso” - afferma Paola Giorgi, responsabile di Bottega Teatro Marche - “e indica che gli attori di questa produzione saranno, necessariamente, marchigiani; per valorizzare le numerose professionalità che agiscono nella nostra regione approfondendone la conoscenza in un periodo in cui, nonostante tutto, c’è un eroico fermento di idee e voglia di fare teatro. Un sentito ringraziamento oltre che all’assessore Pieroni, va anche al Direttore dell’AMAT Gilberto Santini, che nel valore di quella eredità ha sempre creduto. Grazie al Comune di Esanatoglia che ha messo a disposizione il suo Teatro Comunale e tutta l’accoglienza di cui le piccole comunità sono capaci”.  Il Progetto Arlecchino prevede una prima fase in cui verrà formato il cast dello spettacolo attraverso i provini che si terranno martedì 28 marzo presso il Teatro Comunale di Esanatoglia: trattandosi di Commedia dell’Arte, la selezione verterà su un lavoro dinamico, a piccoli gruppi, con il regista, per approfondire la fisicità e il livello di recitazione dei candidati. Per partecipare ai provini occorre inviare il proprio curriculum e foto a bottegateatromarche@gmail.com entro domenica 26 marzo. Definito il cast, partirà l’allestimento dello spettacolo e quindi il debutto. La scelta di Esanatoglia, come luogo in cui dare vita al progetto, non è casuale, l’Assessorato regionale alla Cultura, l’AMAT e Bottega Teatro Marche hanno inteso rendere protagonista una delle comunità colpite dal recente sisma . " Nell'augurarci che l'iniziativa abbia il meritato successo – commenta il sindaco di Esanatoglia, Luigi Nazzareno Bartocci – vogliamo rimarcare l'importanza delle attività teatrali nelle nostre amate ed ultimamente martoriate Marche. La rinascita non può prescindere dalle virtù né dalle passioni consolidate tra le mura dei nostri teatri. Siamo certi che ancora una volta i marchigiani si sapranno positivamente distinguere. "   Lo spettacolo ”COMMEDIA RIDICOLOSA ovvero Arlecchino servitore di due padroni” di Tommaso Paolucci è tratto dal testo di Carlo Goldoni e Dario Fo. Andato in scena la prima volta nel 1994, è commedia dell’arte, uso della maschera, teatro nel teatro: racchiude in sé la spontaneità del teatro popolare e rappresenta anche uno spaccato della vita dei teatranti di un tempo, sulla atavica fame degli attori e sul loro amore verso questo mestiere che li portava di piazza in piazza a rappresentare la loro commedia. Lo spettacolo, diretto dallo stesso Paolucci è andato in scena in tanti Teatri italiani, tra i quali il Sistina e il Globe Theatre a Roma e, grazie a progetti di cooperazione territoriale, anche in Croazia, Bosnia Albania. 

Sferisterio Live, il 25 agosto sarà la volta di Mannarino

Sferisterio Live, il 25 agosto sarà la volta di Mannarino

L’arena Sferisterio di Macerata è pronta per accogliere il terzo concerto di Sferisterio Live, uno degli appuntamenti che caratterizza il cartellone estivo di Macerata d’Estate organizzato e promosso dall’Amministrazione comunale.   Il 25 agosto a salire sul palcoscenico maceratese, mentre si stanno mettendo a punto altri concerti, sarà Alessandro Mannarino con Apriti cielo Tour.   "Ci fa piacere il ritorno di  Mannarino a Macerata con il suo nuovo progetto musicale, dopo il concerto del 2015 quando ha fatto ballare tutto il pubblico dello Sferisterio in una memorabile serata sotto le stelle   - afferma l'assessore  alla Cultura, Stefania Monteverde - . Stiamo lavorando a un programma ricchissimo di concerti estivi, per un'estate piena di sorprese per tutti i gusti. Vogliamo che i cittadini maceratesi e i turisti possano trovare sempre una nuova opportunità per fermarsi a Macerata". Mannarino infatti non è nuovo a Macerata. Nel 2009 è stato finalista della XX edizione di Musicultura con il brano Il Bar della rabbia mentre nell’agosto del 2015 si esibì allo Sferisterio con un grande successo di pubblico.   Quest’anno il cantastorie dell’animo umano riporterà il suo magico sound nella dimensione che più gli appartiene, il live con Apriti cielo Tour che prende il nome dal suo quarto album uscito nel gennaio scorso e anticipato dai singoli Apriti Cielo e Arca di Noè. Il disco ha debuttato al 1° posto della classifica Fimi dei dischi più venduti, su Spotify ha già superato i 2 milioni di streaming e su YouTube il videoclip di Apriti Cielo e Arca di Noè hanno già oltre 1 milione di view. Un disco intenso e controcorrente nella sua genuina verità. È merce rara essere nazionalpopolare facendo una ricerca artistica rigorosa, probabilmente questo è il più grande pregio di Mannarino che, con questo quarto album, riesce ancora una volta nell’intento.  Come già annunciato Sferisterio Live presenterà in arena anche Niccolò Fabi (26 agosto), che ha scelto Macerata come una delle tappe del suo nuovo tour che da giugno a settembre lo vedrà calcare i migliori palchi italiani estivi per raccontare dal vivo i suoi venti anni di percorso artistico e musicale.  Il 1° settembre Sferisterio Live presenterà invece Massimo Ranieri in Malia, il tour tratto dal suo album Malìa–Napoli 1950-1960.   I biglietti per assistere a questi primi tre appuntamenti di Sferisterio Live sono in vendita presso la biglietteria dei teatri di Macerata (boxoffice@sferisterio.it) e nei circuiti on line.           

Scelti i 16 finalisti di Musicultura 2017

Scelti i 16 finalisti di Musicultura 2017

Resi noti i nomi dei 16 artisti finalisti di Musicultura 2017, Festival della Canzone Popolare e d'Autore, che ha lanciato, tra gli altri, Simone Cristicchi, Mannarino, Pacifico, Gian Maria Testa, Povia, Avion Travel, L'Orage, Maldestro. "Quest'anno - dice il direttore artistico di Musicultura Piero Cesanelli - constatiamo con piacere tra i finalisti la presenza di un drappello nutrito di ragazze. Nella canzone, come purtroppo anche in altri campi, il punto di vista femminile fatica, a livello autorale e compositivo, a dispiegarsi in tutta la sua sfaccettata sensibilità. Ce n'è invece un gran bisogno. Spero che il termometro di Musicultura stia registrando un cambiamento esteso nelle dimensioni e duraturo nel tempo". Il battesimo dei 16 artisti sarà un concerto dal vivo il primo aprile al Teatro Persiani di Recanati, con Tosca come ospite d'eccezione. Le canzoni finaliste andranno a comporre il cd compilation di Musicultura 2017 e saranno circuitate da Rai Radio 1 (ANSA).

Il violinista Stefan Milenkovich con la FORM al Lauro Rossi

Il violinista Stefan Milenkovich con la FORM al Lauro Rossi

Lo scorso anno è stato accolto come una star in teatro e nelle scuole dove è andato per incontrare gli studenti, ricevendo un tifo da stadio. Ora Stefan Milenkovich torna nelle Marche per incantare nuovamente il pubblico con un concerto dal titolo "MILENKOVICH - VIRTUOSO", incentrato sulle magie virtuosistiche del violino. Milenkovich, impegnato con l'Orchestra Filarmonica Marchigiana nella doppia veste di solista e concertatore, si esibirà giovedì 23 marzo al Lauro Rossi di Macerata alle ore 21 per la prima data del tour che lo porterà in altri 4 teatri marchigiani. In programma, il Secondo Concerto “La campanella” di Niccolò Paganini, il genio che rivoluzionò “il corpo e l’anima” dello strumento rivelando al mondo le sue infinite possibilità tecnico espressive nella duplice dimensione del divino e del demoniaco. Al capolavoro di Paganini, dopo l’esecuzione di alcuni estratti dalle due suites de L’Arlesienne di Bizet, seguono nella seconda parte due composizioni di un altro grande virtuoso del violino, Pablo De Sarasate: Zingaresca e la celebre Carmen Fantaisie, ispirata alle sanguigne melodie dell’omonima opera di Bizet. Figlio d’arte, Stefan Milenkovich, ha iniziato lo studio del violino all'età di tre anni con il padre, dimostrando un raro talento che lo porta alla sua prima esecuzione con l'orchestra, come solista, all'età di cinque anni. Nonostante la giovane età, ha suonato per i “grandi” del mondo tra cui il presidente statunitense Ronald Reagan, quello russo Mikhail Gorbachev e il Papa Giovanni Paolo II. Reputato uno dei più grandi violinisti della sua generazione, Milenkovich si è esibito in teatri mondiali prestigiosi: Carnegie Hall, New York City (USA), Kennedy Center, Washington (USA), Cadogan Hall, London (UK), Suntory Hall, Tokyo (Japan), La Fenice di Venezia e il San Carlo di Napoli. I biglietti vanno da 4 euro per le scuole, a 12 per gli spettatori fino a 30 anni e oltre 60, per i possessori della Carta Giovani, per le Associazioni musicali, per i Club Services, per gli abbonati alla stagione teatrale AMAT, fino a 18 euro per il prezzo intero. Info:  FORM-Orchestra Filarmonica Marchigiana tel. 071 206168 | fax 071 206730 | info@filarmonicamarchigiana.com Biglietteria Teatro Lauro Rossi  tel. 0733 230735 | fax  0733 261570 | boxoffice@sferisterio.it .                  

Consiglio Superiore per i beni cultirali: mozione per tutelare le zone colpite dal sisma

Consiglio Superiore per i beni cultirali: mozione per tutelare le zone colpite dal sisma

Una sezione speciale della Protezione civile dedicata ai beni culturali e il coinvolgimento delle università nel recupero delle opere d'arte, che deve essere fatto sul territorio e con le forze del territorio. Sono le priorità contenute in una mozione votata all'unanimità al Teatro Piermarini di Matelica durante una riunione straordinaria del Consiglio Superiore per i beni culturali e paesaggistici, dedicata alle aree colpite dal terremoto. L'incontro si è svolto in seduta pubblica. Erano presenti 12 consiglieri su 18, che prima hanno visitato Camerino e poi Matelica. A seguire le audizioni di tutti gli attori impegnati nel fronteggiare il dramma del sisma: Protezione civile, ministero dei Beni culturali, atenei. La mozione sarà presentata al Consiglio dei ministri. "Siamo soddisfatti - ha detto il sindaco di Matelica, Alessandro Delpriori - anche perché con le proposte emerse verrebbero valorizzati molti giovani del territorio''. (Fonte Ansa)

Giornate Fai di primavera: Villa La Pieve aperta a tutti

Giornate Fai di primavera: Villa La Pieve aperta a tutti

La preziosissima collezione privata di maioliche di Giovanni Matricardi ad Ascoli Piceno, il Palazzo Hercolani Fava Simonetti a Osimo, Villa La Pieve, in stile neoclassico, a Macerata, fatta costruire dai marchesi Costa con un ampio giardino terrazzato. Sono solo alcuni dei 64 beni aperti al pubblico nelle Marche per le giornate Fai di primavera, il 25 e 26 marzo. Luoghi spesso inaccessibili, che si potranno visitare gratis, accompagnati da giovani Apprendisti Ciceroni e volontari del Fondo per l'Ambiente. A Pesaro, Palazzo Montani Antaldi, di proprietà della Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro, apre ai visitatori la sua collezione di opere d'arte: 170 dipinti, 156 ceramiche, 77 disegni, 120 stampe e 307 pezzi di cartografia del Ducato, e una ricca serie di ceramiche. Tappa imperdibile a Macerata per Villa la Pieve, costruita nel XVIII secolo completamente in mattoni. Infine la grande collezione di maiolica Castellana di Giuseppe Matricardi ad Ascoli, circa 600 esemplari che vanno dal 1400 al 1800. (Fonte e Foto Ansa)

La Traviata a chiusura del Gigli Opera Festival

La Traviata a chiusura del Gigli Opera Festival

La città del tenore Beniamino Gigli si prepara ad ospitare l’ultimo appuntamento del Gigli Opera Festival di Recanati  che andrà in scena sabato 25 marzo alle ore 21:00 al Teatro Persiani. Sarà la volta de “La Traviata” l’opera verdiana più rappresentata al mondo, la storia di un amore controverso ispirato al romanzo La signora delle camelie di A. Dumas. Una stagione quella recanatese fortemente voluta dall’Assessore alle Culture Rita Soccio in collaborazione con l’Accademia Lirica Beniamino Gigli e con la Civica Scuola di Musica Beniamino Gigli. Violetta Valery vive un amore difficile: abituata ad essere libera e “folleggiare di gioia in gioia” si accorge di essere innamorata di Alfredo che ha fatto di tutto per lei contravvenendo alle disposizioni del padre Giorgio Germont che solo alla fine si accorge di aver erroneamente allontanato i due giovani amanti. Ad interpretare Violetta sarà la giovane soprano genovese Anna Delfino che svolge un’intensa attività concertistica in Italia e all’estero. Recentemente si è esibita in diversi teatri marchigiani con la FORM, Orchestra Filarmonica Marchigiana. Violetta sarà affiancata dal tenore Francesco Paolo Panni che interpreterà l’innamorato Alfredo, una delle più apprezzate voci tenorili italiane con importanti esibizioni all’estero e in Italia, dove ha collaborato con importanti teatri tra cui il Teatro alla Scala di Milano, il Teatro Regio di Torino e il Teatro dell’Opera di Roma. Infine il padre padrone Giorgio Germont sarà Jorge Tello Rodriguez baritono attivo soprattutto in Spagna ed in Sud America, già voce nota per gli ammiratori di Villa InCanto. Ad accompagnare il pubblico tra le vicende di Violetta, Alfredo, Giorgio Germont e gli aneddoti che hanno portato alla composizione dell’opera da parte di Giuseppe Verdi sarà il M° Riccardo Serenelli che farà conoscere anche i lati più segreti della rappresentazione. Ad affiancarlo sul palco del Teatro recanatese il Quintetto Gigli guidato dal M° Luca Mengoni, altro fiore all’occhiello dell’Accademia Lirica B. Gigli. A proiettarci nei salotti parigini più in voga e poi nella casa di campagna fuori dalla capitale francese, saranno le coinvolgenti scenografie di Diana Eugeni e Riccardo Trubbiani. Ad affiancare la trascinante ambientazione sarà, come di consueto, Danhera che con le sue profumazioni d’ambiente rende sempre più raffinati luoghi storici e di grande valore. A coordinare la macchina organizzativa la Dott.ssa Chiarenza Gentili Mattioli soddisfatta per il successo della stagione e per la diffusione della musica lirica anche nelle scuole del territorio. Proprio sabato 24 marzo l’opera andrà in scena sempre sul palco del Teatro Persiani per le scuole recanatesi. Per info e prenotazioni - Teatro Persiani Recanati Biglietteria del Teatro, Via Cavour, Recanati – tel. 071 7579445 Dal martedì alla domenica 17:00 - 19:00 In tutti gli altri orari 349-2976471 o info@villaincanto.eu

“Tramando - Tremando. L’abito come metafora”, un evento al Museo della tessitura per superare il terremoto

“Tramando - Tremando. L’abito come metafora”, un evento al Museo della tessitura per superare il terremoto

Presentato questa mattina nella sala Castiglioni della Biblioteca comunale Mozzi Borgetti, "Tramando - Tremando. L’abito come metafora", l’evento in calendario per il prossimo 25 marzo, organizzato dall’Associazione per l’artigianato artistico Arti e Mestieri  e il Museo della Tessitura di Macerata e patrocinato dal Comune di Macerata. Trame professionali, casuali e di bellezza si intrecciano a determinare l’incontro di Patrizia Ginesi  e  Maria Giovanna Varagona con Paolo Trillini, eclettico artista ricco di esperienze importanti nel mondo dell’alta moda, con cui già nel 1988 le due storiche tessitrici del Laboratorio la Tela di Macerata avevano felicemente collaborato per la realizzazione di esclusivi capi in rafia tessuti ad arte che calcarono a Parigi la passerella di Mila Schon per l'estate 1999. Oggi, nell’unire le rispettive esperienze acquisite, danno vita ad un progetto comune che nasce dall’idea di superare, attraverso la creazione, lo stato emotivo di ansia e di shock per la distruzione del territorio causata dalle infinite scosse di terremoto forgiando un atelier di bellezza e su misura. creare “Un’intuizione bellissima – ha detto il vice sindaco e assessore alla Cultura, Stefania Monteverde -  per ricostruire, che fa rinascere i tessuti  e ci fa riflettere con stile e con un linguaggio diverso su quello che abbiamo vissuto, un’arte nuova messa  a punto da un pezzo importante del nostro sistema museale”. Ogni cosa che accade, è stato detto, si lega inevitabilmente a un proprio sentire che molto spesso è comune alle emozioni e alle reazioni di coloro che ci vivono accanto, così ciascuno di noi ha  potuto sperimentare quanto le ferite causate dai recenti eventi, abbiano comportato smarrimento, lacerazioni e disgregazioni tali da frammentare intere comunità e famiglie. Ma esiste un equilibrio nell’universo che tende a bilanciare ogni cosa, e l’impulso irresistibile alla rinascita, alla solidarietà, alla ricostruzione ne è l’effetto salvifico che ridona speranza e gioia. “Nasce da questa ispirazione una piccola capsule collection,  16 outfit,  - ha detto Trillini - una collezione di abiti che  rappresenta  una storia per raccontare la distruzione del quotidiano e sublimare la sofferenza attraverso la costruzione di nuova bellezza, usando il riciclo come ottica contro lo spreco.  Un breve ma profondo viaggio che abbraccia, come è stato sottolineato, anche un altro tema che scuote quotidianamente le nostre coscienze: la violenza sulle donne”. L’obiettivo del racconto, infatti, passando attraverso la poetica degli abiti presentati, è l’allegoria del presente con una visione luminosa e gioiosa di un futuro possibile. Un futuro possibile del quale ha parlato anche la dirigente scolastica dell’Istituto comprensivo Simone De Magistris di Caldarola, Fabiola Scagnetti, raccontando l’esperienza vissuta con i suoi studenti che hanno  vissuto la totale inagibilità di tre scuole del luogo accolte in maniera esemplare  da altri otto istituti limitrofi  “Lo strappo – ha detto riferendosi al terremoto -  ha costretto a costruire un tessuto nuovo su cui nutro  fiducia”. All’evento in programma il 25 marzo nella sede del Museo della Tela, in vicolo Vecchio, 6, appena fuori Porta san Giuliano, con inizio alle 16.30 – che vede anche la condivisione dell’Università di Macerata e Crea Hub -   parteciperanno anche Massimo Costantini presidente dell’Associazione Arti e Mestieri e Autorità Istituzionali, Fabiola Scagnetti Antonia Siega che farà alcune letture e  Maria Cristina Leanza per  l’Alchimia dei fiori di Bach.

“A più voci”, inaugurata la mostra nata dalla collaborazione tra Appassionata e Accademia Belle Arti

“A più voci”, inaugurata la mostra nata dalla collaborazione tra Appassionata e Accademia Belle Arti

Educare gli studenti all'ascolto della musica e capire che si tratta di un linguaggio, quello musicale, che arricchisce il bagaglio tanto personale quanto professionale ed è indispensabile per la formazione artistica. È questo, nelle parole di Marina Mentoni docente dell'Accademia di Belle Arti di Macerata, uno degli obiettivi della mostra A più voci, frutto della collaborazione con Appassionata e inaugurata nello spazio Mirionima sabato pomeriggio di fronte ad un folto pubblico e alla presenza della presidente dell'associazione musicale maceratese, Daniela Gasparrini, e del presidente Abamc, Evio Hermas Ercoli. Una finalità condivisa dall'associazione che organizza i Concerti di Appassionata e che soprattutto quest'anno - ha ribadito la presidente Daniela Gasparrini - ha voluto sul palcoscenico del Lauro Rossi i giovani talenti della musica cameristica mondiale proprio per avvicinare a questo genere musicale le nuove generazioni. Più di cinquanta studenti dell'Accademia iscritti a diverse annualità del dipartimento di Arti Visive e di Progettazione e Arti Applicate hanno racconto l'invito di Appassionata: “in tanti hanno voluto partecipare perché il rapporto con Appassionata è ormai entrato nei loro dialoghi", ha raccontato ancora Marina Mentoni che, insieme a Paolo Gobbi e in collaborazione con Matteo Catani, ha curato l'allestimento. Si tratta di "pagine di diario e fogli d'album che ricorrendo spesso al dialogo tra figurazione e scrittura, come negli antichi codici miniati, testimoniano la presenza dell'uomo, con i suoi dubbi, la sua incertezza e fragilità. Vissuti personali che prendono ulteriormente forma nella videoinstallazione che gioca con le superfici e 
materializza molteplici visioni interiori facendo esplodere dalla staticità di un manichino immagini e proiezioni che scaturiscono 
in messaggi, riflessioni ed emozioni". Un'idea stupefacente l'ha definita Narek Hakhnazaryan che, insieme ad Oxana Shevchenko, ha preso parte all'inaugurazione prima del concerto e che si è fermato con studenti e docenti per farsi raccontare come i lavori in esposizione siamo il frutto dell'ascolto dei brani in programma nel recital al Lauro Rossi. Čajkovskij, Chačaturjan, Harutyunyan, Khudoyan, Sollima e Rachmaninov: sono questi i compositori scelti dal violoncellista armeno per il concerto di Appassionata di sabato scorso. Una carezza dell'anima quella di Hakhnazaryan e della Shevchenko che ha letteralmente conquistato il pubblico presente. La mostra A più voci rimane aperta con ingresso gratuito nello spazio Mirionima in piazza della libertà 7 a Macerata fino a domenica 26 marzo con orario 10.00-12.30 e 16.00-18.30.

"Il respiro del territorio": gli alunni della scuola media di Visso mandano segnali poetici da Loreto

"Il respiro del territorio": gli alunni della scuola media di Visso mandano segnali poetici da Loreto

Dopo il terremoto gli alunni della Scuola Media di Visso si sono dovuti trasferire a Villa Scalabrini di Loreto, le insegnanti Maura Antonini, Marzia Farroni e Angela Moretti hanno predisposto per loro un progetto denominato “Il respiro del territorio”, un insieme di laboratori espressivi per riequilibrare emozioni, sensazioni e conoscenze dei ragazzi, così provati dall’evento estremo che ha interessato il loro contesto vitale. Il progetto prevede una serie di interventi di esperti esterni programmata dal 21 marzo al 5 giugno. Per l’inaugurazione ci saranno due incontri laboratoriali con Maurizio Boldrini, direttore della Scuola di Dizione Lettura e Recitazione del Minimo Teatro, che in anni precedenti effettuò con la scuola di Visso un’esperienza memorabile, in cui le poesie create dagli alunni si espansero in corpo e in voce per tutto il paese di Visso. In questo caso Boldrini, sotto il titolo “Dal terremoto alla primavera - La parola comunicata”, terrà due incontri con i ragazzi, il primo finalizzato alla composizione poetica delle parole riguardanti le loro emozioni, il secondo alla traduzione teatrale delle loro composizioni poetiche. Alcune domande a Boldrini. Quale sarà la particolarità del suo laboratorio?   Sono nato a Muccia e tutto il territorio, fino a Visso, è il mio luogo-radice dove sono nate anche le mie sensazioni. Ora è tutta una zona fantasma che richiama la nostra precarietà, ma è anche il luogo in cui la primavera, la fioritura, la rinascita sono prorompenti. Con i ragazzi tenterò attraverso la parola un viaggio di riappropriazione della lesa vitalità. E la forma usata? È la forma opposta alla lentezza burocratica, è l’alchimia rapida della poesia che edifica il primo luogo da cui parte tutto il resto: l’essere. Qual è il timbro distintivo delle persone dell’alto maceratese? Quando parlano sospendono il tono, concludono in “levare”, trattengono nei loro corpi una capacità di leggerezza opposta alla fatica atavica del nostro mondo contadino. Con i ragazzi di Visso annaffieremo le nostre radici perché possano fruttificare ancora nei luoghi sottratti.

Beniamino Gigli: il tenore di Recanati che ha incantato il mondo con la sua voce

Beniamino Gigli: il tenore di Recanati che ha incantato il mondo con la sua voce

Nasceva esattamente 127 anni fa a Recanati Beniamino Gigli, tenore e attore, tra i più celebri cantanti d’opera del XX secolo. Una data fondamentale per la storia del canto, perché proprio a 2000 km di distanza a Copenaghen nacque il più grande tenore wagneriano del secolo Lauritz Melchior. Ultimo di sette figli, il padre Domenico era calzolaio e campanaro della città, Beniamino già a sette anni entrò a far parte del coro Pueri Cantores della Cattedrale recanatese grazie alle sue doti canore. Nonostante il suo grande e riconosciuto talento, proprio le sue umili origini lo costrinsero a diversi lavori per pagarsi gli studi di canto dal maestro Quirino Lazzarini, organista e direttore del coro della Santa Casa di Loreto. A quindici anni debuttò come contralto nell’operetta La fuga di Angelica di Alessandro Billi a Macerata, in cui interpretò la protagonista femminile e, grazie al suo successo e ad altre buone prove riuscì a convincere i suoi genitori a mandarlo a Roma a studiare. Si inscrisse così al conservatorio di Santa Cecilia. Per riuscire a guadagnare qualche soldo, nonostante fosse vietato agli allievi, si esibì con lo pseudonimo di Mino Rosa in molti salotti romani, riuscendo a racimolare ben trecento mila lire, una somma molta alta in quell’epoca. Il debutto teatrale avvenne al teatro Sociale di Rovigo nel 1914, dopo aver “stravinto il concorso di Parma”, nella parte di Enzo ne La Gioconda. Seguirono tantissime interpretazioni in giro per i palcoscenici italiani e poi nel 1917 iniziò a girare l’Europa e il mondo intero. Il 26 ottobre 1920 fece il suo ingresso al Metropolitan di New York: fu subito un successo e l’inizio di una lunga collaborazione che durò dodici anni consecutivi con circa cinquecento recite. Il “divorzio” tra il cantante e il teatro fu causato dalla crisi economica e la diminuzione dei compensi, Gigli tornò in Italia, più precisamente a Roma dove lavorò quasi costantemente al Teatro dell’Opera, continuando però ad esibirsi anche all’estero, nonostante la Seconda Guerra Mondiale incombesse. Con l’avvento del sonoro esordì anche sul grande schermo girando una serie continuativa di sedici film dal 1935 ai primi anni ’50. Fu costretto a ritirarsi dalle scene a causa di alcuni problemi di salute dovuti al diabete, l’ultimo spettacolo fu, a livello ufficiale, fu alla Carnegie Hall di New York il 20 aprile 1955. Morì a Roma il 30 novembre 1957 stroncato da un arresto cardiaco. Dopo i funerali a Roma la sua salma fu riportata a Recanati nella tomba di famiglia. Non v'è dubbio che la voce di Gigli vada considerata una delle più belle, non solo di tenore, del secolo: omogenea, dal raro timbro che univa smalto e morbidezza, musicalissima, non amplissima ma eccezionalmente dotata di armonici naturali, a tutt'oggi inconfondibile anche al primo ascolto di uno dei numerosissimi dischi. Nella sua città natale, Recanati, è presente u museo a  lui dedicato, pressoi l Teatro Persiani. L’allestimento è stato curato dal regista Gabris Ferrari, docente dell'Accademia di Venezia, che ha lavorato in collaborazione con lo scenografo Marcello Morresi. La Sala dei Trenta e i locali attigui offrono un percorso di scoperta e ascolto del tenore. Tra le particolarità dell'allestimento, la ricostruzione del suo camerino e la realizzazione di un piccolo spazio teatrale dove sono presenti delle gigantografie del tenore immortalato durante le esibizioni più famose. Nella sala principale è stato invece ricavato una sorta di cinema ideale dove vengono proiettati dei film di Gigli, che i visitatori potranno guardare seduti su vecchie sedie da cinema restaurate. Nello stesso spazio è stato allestito anche un punto di visione, con due postazioni, dove scorrono le immagini di un racconto visivo della sua vita. Nel museo sono conservati un gran numero di costumi di scena, spartiti musicali, una ricca rassegna stampa formata dagli articoli e dalle recensioni a lui dedicate dai giornali di tutto il mondo, la sua discografia completa e numerose onorificenze e premi ottenuti dal tenore nella sua quarantennale carriera.

"Pulcinella Mon amour": a Civitanova oggi si va a teatro con mamma e papà

"Pulcinella Mon amour": a Civitanova oggi si va a teatro con mamma e papà

Oggi pomeriggio alle 17.00 presso il Teatro Annibal Caro di Civitanova Marche andrà in scena lo spettacolo "Pulcinella Mon amour". Strutturato come fosse un gran carnevale di maschere e tamburi, coriandoli e bandiere, si narra l’arte difficile del sopravvivere di Pulcinella Cetrulo, maschera dai mille volti sempre in fuga da qualcuno, sempre in cerca di qualcosa.Nel riscrivere per attori e musica le avventure guarattellesche della maschera in bianco e nero, si racconta degli incontri terreni e sovrannaturali del Cetrulo Pulcinella, condannato a morte per essere sfuggito al suo burattinaio. Rappresentato per la prima volta nel teatro di Fleury in Francia, lo spettacolo ha una doppia vita: il palcoscenico e la strada. Può infatti essere rappresentato in palcoscenico per un pubblico di adulti e di bambini, ma anche nelle piazze e nei vicoli delle città, costruito come un percorso a quadri. Sempre il pubblico viene portato a compiere un viaggio, al di là dei facili stereotipi, autentico, ironico, amaro e grottesco nel mondo variopinto di Pulcinella.

Cristina D'Avena al Donoma. Commenti contrastanti

Cristina D'Avena al Donoma. Commenti contrastanti

Tra un gruppo spagnolo ed un celebre deejay, dopo aver ospitato i più grandi interpreti della musica italiana ed internazionale, per la serata intitolata "Pezzi da 90", ieri sera al Donoma c'è stato il concerto di Cristina D'Avena.Parliamo di concerto, magari impropriamente, ma la sua è stata più di una semplice ospitata ed ha cantanto molte canzoni del suo vastissimo repertorio. Del resto, con una carriera iniziata a soli tre anni, nell'edizione del 1968 del celebre Zecchino d'Oro, la signora D'Avena ne ha di cose da cantare. La sua esibizione è iniziata con la colonna sonora dei Puffi ed ha fatto felice in modo particolare, un gruppo di giovani sotto il palco che indossava i cappelli dei celebri ometti blu, resti probabilmente del carnevale appena trascorso.Moltissimi i successi cantati dalla D'Avena, da Mila e Shiro a Pollon, da i Cavalieri dello zodiaco a Memole dolce Memole, per concludere con Occhi di gatto, non prima di aver accolto la richiesta di accennare almeno il Valzer del moscerino, che segnò il suo esordio sulla scena canora italiana nel celebre programma del mago Zurlì. Il pubblico, un po' confuso e frastornato dall'ospite insolito, ha reagito comunque molto positivamente ed erano in tantissimi, per lo più giovani ragazze, a cantare a squarciagola quelle canzoni che sono state la colonna sonora della loro infanzia.Sul web in mattinata i commenti sono stati contrastanti, come del resto è normale che sia. Ad un post di una partecipante alla serata, che lamentava il fatto che Cristina D'Avena non potesse trattare un pubblico di adulti come dei bambini, qualcuno ha risposto che non si poteva pretendere che cantasse brani dei Metallica. La risposta, abbastanza perentoria è stata: "Non doveva essere invitata al Donoma".Alla fine, i commenti più o meno si equivalgono, dai più moderati che invitano a prenderla con il sorriso, a quelli che si sono detti imbarazzati nel vedere fan in delirio ma, come scrive qualcuno, l'ospite era noto da tempo e si poteva benissimo evitare quel locale nel caso non fosse di proprio gradimento.Lo spettacolo della cantante si è concluso alle due e sulle note dell'ottimo Fabrizio Breviglieri, la serata è proseguita all'insegna della dance, magari più consona al tipo di locale.

Al Teatro delle Logge di Montecosaro va in scena "Fantine"

Al Teatro delle Logge di Montecosaro va in scena "Fantine"

A Montecosaro prosegue "Scena Franca - Contenitore del Contemporaneo" con il terzo appuntamento: sabato 18 marzo ore 21 al Teatro delle Logge in scena lo spettacolo "Fantine" testo e regia di Michele Mariniello, sound design Fabrizio Frisan. Con Sara Drago.“Cos'è la storia di Fantine? È la storia di una società che compra una schiava. Da cosa la compra? Dalla miseria. Dalla fame, dal freddo, dall'isolamento, dallo squallore, dall'abbandono. Doloroso mercato! Un'anima per un pezzo di pane: la miseria offre, la società accetta”. Con queste parole Victor Hugo descrive Fantine, uno dei personaggi centrali de ‘I miserabili’. Il monologo estrapola il personaggio del romanzo dal contesto della Francia della prima metà dell’Ottocento romantico per trasportarlo nell’hinterland di una metropoli contemporanea, tra l’uniforme grigiore cementizio dei mostri dell’edilizia selvaggia, sradicamento e degrado urbano. Cambia il contesto ma restano immutati i temi: la sopraffazione del forte sul debole, dello sfruttatore sullo sfruttato, l’esclusione e le angherie subite dagli ultimi.Il prossimo e ultimo appuntamento di "Scena Franca - Contenitore del Contemporaneo" si terrà sabato 25 marzo Teatrodilina "Le vacanze dei signori Lagonìa" di Francesco Colella e Francesco Lagi. Con Francesco Colella e Mariano Pirrello. Inizio spettacoli ore 21. Biglietto posto unico euro 10. Botteghino aperto la sera stessa degli spettacoli dalle ore 20.  Info: tel 339 6048814 dal lunedì al sabato dalle ore 14 alle ore 19.  

Quotidiano Online Picchio News

Indirizzo: Corso della Repubblica 10, 62100, Macerata, MC, ITALIA

Direttore Responsabile: Roberto Scorcella

Copyright © 2017 Picchio News s.r.l.s | P.IVA 01914260433